FGC: «Salutiamo il congresso dei giovani lavoratori della Federazione Sindacale Mondiale»

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Il Fronte della Gioventù Comunista saluta il terzo congresso dei giovani lavoratori della Federazione Sindacale Mondiale (FSM) che si terrà a Roma in questi giorni sotto lo slogan “Il futuro non arriverà da solo se non agiamo”. Salutiamo gli oltre 150 giovani quadri sindacali da oltre 50 paesi che vi prenderanno parte, molti dei quali si trovano nelle lotte dei rispettivi paesi a fianco delle nostre organizzazioni sorelle e abbiamo avuto modo di ritrovare in tante  iniziative internazionali.

Ovunque nel mondo i grandi monopoli cercano di conquistare nuovi profitti e vincere la competizione tra di loro riducendo i costi del lavoro e ottenendo dai governi a loro subordinati leggi e forme contrattuali tutte a loro vantaggio. A pagare il prezzo sono sempre i lavoratori, ed in maniera spiccata i giovani lavoratori. I sistemi d’istruzione vengono sempre più piegati agli interessi dei grandi monopoli, spingendo su una formazione di massa dequalificata e vicina alle esigenze delle grani imprese e sull’espulsione dei giovani delle classi popolari dalle università. I giovani cominciano a lavorare senza neanche quei diritti strappati nei paesi capitalisti dal movimento operaio nel dopoguerra, a costo di una durissima lotta e grazie alla presenza dei paesi socialisti che fornivano un esempio e una costante minaccia per i monopoli. L’offensiva padronale seguita alla controrivoluzione nei paesi socialisti dell’Est Europa ha cancellato quasi totalmente questi diritti e oggi i giovani che si approcciano al lavoro sono sottoposti a contratti precari e a continui ricatti col contraltare di una disoccupazione giovanile su percentuali altissime.

Il contrattacco delle classi popolari passa necessariamente per il rafforzamento del sindacalismo di classe nel quadro di un rafforzamento del movimento operaio maturo, così come dei partiti comunisti, avanguardie organizzate della classe operaia. Siamo certi che questo terzo congresso dei giovani lavoratori della FSM sarà un ulteriore passo in avanti nell’approfondimento dell’intervento sindacale indirizzato ai giovani lavoratori e nella formazione di giovani quadri sindacali capaci e combattivi, e ne aspettiamo i risultati sicuri che saranno utili per i rafforzamento della costruzione del sindacato di classe anche in Italia. Auguriamo buon lavoro ai delegati!

Viva la Federazione Sindacale Mondiale e il sindacato di classe!

FGC: «La gioventù comunista sostiene lo sciopero generale»

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Oggi, 27 ottobre, saremo nelle piazze organizzate da CUB, SGB, SI Cobas, USI e Slai Cobas a sostenere lo sciopero generale che hanno convocato. Abbiamo valutato in maniera estremamente positiva questo sciopero fin dall’inizio e riteniamo che sia un passaggio importante per il rafforzamento del conflitto di classe nei luoghi di lavoro.

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PINOTTI PROPONE IL SERVIZIO CIVILE OBBLIGATORIO. FGC: «NON CI FAREMO SFRUTTARE»

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«Non siamo disposti ad accettare un servizio civile che non sarebbe altro che l’impiego obbligatorio della gioventù in lavori sottopagati» – questa la dichiarazione di Lorenzo Lang, Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, in risposta alla proposta del Ministro della Difesa Roberta Pinotti di introdurre una forma di servizio civile obbligatorio.
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8 MARZO DI LOTTA

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Comunicato congiunto della Commissione Femminile del Partito Comunista e della Commissione Donne del Fronte della Gioventù Comunista

Ciò che sta avvenendo oggi a danno delle donne, dallo sfruttamento ai licenziamenti, dai femminicidi ai maltrattamenti, è il segno chiaro dei tempi di una crisi sociale ed economica, dove tutto ciò che era stato conquistato prima, con decenni di lotta e di rivendicazione di classe, sempre più velocemente scivola via. Senza freni si arriva alla costruzione di un contesto sociale dove arretramento ed imbarbarimento dei rapporti umani, in generale e anche dentro le classi popolari sono sempre peggiori, improntati alla violenza ed alla prevaricazione e dove permangono concezioni patriarcali organiche ad una società improntata ai valori fondanti del capitalismo, quelli dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’accaparramento del profitto in capo a pochi individui. Leggi il resto

COMUNICATO FGC SULL’ASSASSINIO DI UN LAVORATORE A PIACENZA

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Il Fronte della Gioventù Comunista, esprimendo la più piena solidarietà alla famiglia, ai colleghi e ai compagni del lavoratore assassinato questa notte durante un picchetto alla SEAM di Piacenza, si associa al Partito Comunista e ai sindacati nel denunciare fermamente quanto accaduto.

Ci troviamo davanti ad una brutale dimostrazione del livello di repressione diretta che alcune aziende sono già disposte a mettere in campo pur di mantenere inviolati i loro profitti, mostrando solo arroganza e disprezzo per la vita di un lavoratore in lotta per l’assunzione a tempo indeterminato secondo un accordo già firmato che la stessa azienda si rifiuta di applicare. Siamo consapevoli che difficilmente le reali responsabilità verranno individuate a livello giudiziario, ma i responsabili possiamo indicarli chiaramente: i padroni che speculano sullo sfruttamente dei lavoratori e che incentivano il crumiraggio; i grandi monopoli come GLS (appaltatrice di SEAM) che spingono sempre di più per la compressione dei salari; tutte le forze politiche che rispondono a questi interessi direttamanete al governo o che lo fanno fomentando la divisione all’interno della classe operaia spingendo ad una lotta tra lavoratori; tutte le forze sindacali che ancora oggi sostengono la linea della concertazione e svendono ogni giorno i diritti dei lavoratori.

A partire da questo fatto, dall’uccisione di un lavoratore che lottava per uscire da una condizione di precariato, ci rivolgiamo ai giovani lavoratori e agli studenti, perché tutti acquistino la piena consapevolezza di quanto sta accadendo. Oggi il conflitto di classe esiste, ma lo vincono i padroni. E per continuare a vincere utilizzeranno mezzi sempre più forti, alzeranno il livello della repressione, contrasteranno in ogni modo le proteste e le rivendicazioni sacrosante di chi lavora. Lo sanno bene migliaia di giovani lavoratori che ogni giorno vivono sulla propria pelle salari da fame e condizioni di sfruttamento sempre maggiori. Lo conosceranno ben presto gli studenti che domani saranno lavoratori. La nostra generazione deve essere consapevole che è questo il futuro che ci attende, che nessuna lotta potrà essere vinta senza passare e saper superare la repressione e tutti gli ostacoli che verranno eretti sul nostro cammino. Solo la lotta, solo l’organizzazione e lo sforzo per garantire l’unità della classe operaia e dei settori popolari sfruttati, potrà farci avanzare.

Il Fronte della Gioventù Comunista invita alla mobilitazione in queste ore ed in questi giorni per portare sostegno secondo le richieste che arrivano dai sindacati che stanno conducendo la lotta alla SEAM di Piacenza. Con coerenza contro chi sfrutta, dalla parte di chi lavora.

1 MAGGIO: FAR AVANZARE LA COSCIENZA DI CLASSE DELLA GIOVENTU’

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Le ultime statistiche sul lavoro smascherano l’ipocrisia del discorso del Governo Renzi e dell’UE sulla necessità di flessibilizzare il mercato del lavoro e ridurre tutele e diritti per risolvere la crisi occupazionale che il nostro paese attraversa e che colpisce in modo particolare la gioventù. Il tenue aumento dell’occupazione (+0,3%) registrato a inizio di quest’anno, e tanto sbandierato dal Governo Renzi, si è dimostrato essere nient’altro che il temporaneo risultato di incentivi e decontribuzioni totali o parziali a favore delle imprese, senza le quali le assunzioni sono tornate a calare drasticamente.

L’attacco alla regolamentazione del mercato del lavoro ad opera dei governi di centrodestra e centrosinistra degli ultimi 25 anni (Pacchetto Treu, Legge Biagi, Riforma Fornero e infine il Jobs Act) ha reso fortemente precaria la condizione lavorativa in particolar modo dei giovani: si è triplicato il numero di contratti a termine che per la fascia di età tra i 15 e i 24 anni rappresentano il 60% dei rapporti totali, e di questi sono in continuo aumento i contratti a termine che durano meno di 6 mesi. I rapporti lavorativi che durano da 1 settimana a 6 mesi rappresentano ben il 40% del totale, e un terzo di questi non durano più di una settimana. Leggi il resto

FGC: «SOSTEGNO A SCIOPERO DEL 20 NOVEMBRE»

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Il Fronte della Gioventù Comunista manifesta il suo appoggio ai lavoratori in sciopero il 20 novembre. Il governo Renzi appoggiato e sostenuto dalla Confindustria e dai sindacati collaborazionisti ha dimostrato in questi mesi di essere un governo contro i lavoratori. Ha cancellato l’articolo 18, esteso la precarietà ai contratti a tempo indeterminato attraverso il Jobs Act, dato via libera ai demansionamenti, avvallato riduzioni salariali e aumenti degli orari di lavoro.

Con la legge di stabilità il governo si appresta a continuare il trasferimento di ricchezza dai lavoratori ai grandi monopoli. Dopo l’assenza di sei anni del rinnovo contrattuale, l’attuale  governo delle banche, dell’alta finanza e del grande capitale, propone un nuovo contratto con 5 euro di aumento mensili  a fronte di norme che indeboliranno ulteriormente i diritti dei lavoratori, e della conseguenza contestuale  perdita di diritti e servizi del popolo.

Mentre la tassazione sul lavoro resta a livelli stratosferici nessun provvedimento viene introdotto per tassare le rendite finanziarie; ai pochi spiccioli di aumenti corrispondono miliardi di euro nel sostegno delle imprese. Una legge che aumenta le spese militari, ulteriormente incrementate con il pretesto della guerra al terrorismo, per finanziare gli interventi imperialistici in Medio Oriente. Una legge che cancella i fondi all’istruzione, all’università e alla ricerca con 660 milioni di tagli in tre anni.

Il FGC sostiene le forze sindacali che pongono come proprio orizzonte la costruzione del sindacato di classe e la rottura con la logica compromissoria di CGIL, CISL, UIL. Difendiamo la presenza dei sindacati di lotta, anche contro la proposta avanzata dal governo, di comprimere ulteriormente il diritto di sciopero. Respingiamo la retorica dell’unità nazionale che si alimenta con il terrorismo e che diviene il pretesto per comprimere i diritti sociali e le libertà democratiche, a tutto vantaggio dell’azione dei gruppi del capitale monopolistico. Respingiamo le politiche della UE e della Nato e lottiamo per il distacco del nostro paese da ogni alleanze imperialistica.

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Il FGC NON ADERISCE ALL’APPELLO «NOUS SOMMES UNIS»

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Il FGC non aderisce all’appello “nous sommes unis” promosso dalle organizzazioni studentesche in seguito agli attentati di Parigi. Condanniamo senza esitazioni l’attentato di Parigi e il terrorismo islamico, che oggi rappresenta una grave minaccia per la sicurezza dei popoli. Un crimine inaccettabile e senza giustificazioni, che segue ad una serie di altrettanto gravi ed inaccettabili attentati condotti in Nord Africa e Medio Oriente per i quali nessuna voce si è levata.

Chiedere che le istituzioni europee e la comunità internazionale compiano ogni sforzo al fine di assicurare la pace nel medio oriente e nel Mediterraneo” – senza accennare alle pesanti responsabilità che proprio i governi europei hanno avuto, foraggiando consapevolmente l’estremismo islamico per destabilizzare i governi di paesi non allineati (Iraq, Libia, Siria) nell’interesse dei grandi monopoli –  è del tutto inaccettabile. Una posizione che non condanna apertamente le politiche imperialiste che oggi sono la principale minaccia per la pace mondiale; implicitamente finisce per giustificarle e per legittimare la guerra.

Firmare un appello assieme alle organizzazioni studentesche vicine al Partito Democratico (Federazione degli Studenti, Rete Universitaria Nazionale), partito al governo che è responsabile della politica imperialista e di riarmo dell’Italia, significa tradire la lotta per la pace di cui tanto si parla.  Rigettiamo con fermezza la retorica dell’unità nazionale, che oggi è la più grande copertura per assolvere dalle loro responsabilità i governi responsabili dell’ascesa del terrorismo islamico.

Lottare contro il terrorismo significa lottare contro l’imperialismo. Il FGC non si associa a iniziative che anche con propositi altri, finiscano per legittimare la politica imperialista degli Stati Uniti, dei paesi della UE e degli altri stati imperialistici oggi in competizione. La vostra solidarietà si converte nel migliore aiuto all’imperialismo. La nostra solidarietà marcia di pari passo alla lotta per spezzare questo sistema.

link dell’appello non firmato dal FGC con i firmatari italiani: https://noussommesunis.wordpress.com/

FGC IN PIAZZA CON GLI STUDENTI PER LA SCUOLA PUBBLICA. CONTRO LA RIFORMA RENZI.

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Il Fronte della Gioventù Comunista partecipa alle mobilitazioni studentesche in quindici città italiane nella giornata del 9 ottobre. «Studenti in piazza contro buona scuola, Renzi e Ue», «contro la scuola di classe»: questi gli slogan degli spezzoni studenteschi organizzati dal FGC

«La Buona scuola di Renzi apre definitivamente all’ingresso dei capitali privati nelle scuole, sotto forma di finanziamenti che permetteranno alle imprese di influire sulla didattica» – ha affermato Paolo Spena, Resp. Scuola del FGC – «Inaccettabili l’aziendalizzazione delle scuole, l’attacco al titolo di studio con la differenziazione dei curriculum studenteschi, la sostituzione della formazione tecnica e professionale con un’alternanza scuola-lavoro che consegna gli studenti nelle mani di aziende private, trasformandoli in manodopera a basso costo fino a 400 ore all’anno.»

«Il FGC – conclude il comunicato – lotta per una scuola realmente gratuita e accessibile a tutti, in cui i libri di testo, i contributi , le spese chieste alle famiglie, non siano più un ostacolo al diritto allo studio, in cui uno studente possa scegliere la scuola da fare in base alle aspirazioni e non alla condizione di classe. L’opposto della scuola disegnata da questo governo.»   Leggi il resto

LA CLASSE OPERAIA HA BISOGNO DEL SUO PARTITO, NON DI ALTRE ILLUSIONI.

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In questi anni la classe operaia e le masse popolari hanno visto progressivamente esaurirsi ogni spazio di partecipazione attiva alla vita democratica del Paese. La distruzione dei partiti di massa e la loro conversione in comitati d’affari del capitale, il ruolo sempre più subalterno dei sindacati, l’assenza nelle istituzioni di lavoratori salariati, disoccupati, spariti anche dai partiti della sinistra, ridotti ormai a gruppi di burocrati di professione, tutto questo è un dato oggettivo che marca la realtà dei nostri tempi. La crisi a partire dal 2009 ha segnato un’accelerazione del processo di riduzione dei diritti dei lavoratori. Centinaia di lotte sono state perse perché gestite singolarmente, anche per complicità e inadeguatezze nei sindacati. Non stupisce allora che una parte importante dei quadri sindacali dei settori più politicizzati della classe operaia, senta con forza la necessità di una fase diversa, che punti a superare la fase di stallo attuale.

In questo senso la proposta di Landini e della FIOM evidenzia chiaramente una fase di maturazione di consapevolezza della necessità di una svolta, ma ancora una volta indica un percorso sbagliato. Un percorso fumoso, che sembra riemergere da nebbie bertinottiane e da vocazioni movimentiste, già sconfitte dalla storia, che non chiarisce la sua natura sindacale o politica, che non garantisce reali prospettive politiche alla classe operaia. La stessa scelta degli interlocutori testimonia questa confusione e l’arretratezza di posizioni che va a sciogliersi in un calderone di legalitarismo, pacifismo e movimentismo di ogni genere. Leggi il resto