CUBA. FGC CONTESTA YOANI SANCHEZ A ROMA: «PAGATA DALLA CIA» .

Yoani Sanchèz la nota “dissidente” cubana è a Roma in Via della Conciliazione per una conferenza organizzata dalla Mediolanum Corporate University sul tema della libertà. Ad attendere la blogger cubana un gruppo di militanti del Fronte della Gioventù Comunista, l’organizzazione dei giovani comunisti, che ha tentato dapprima di entrare in sala, e poi inscenato la protesta all’ingresso dell’auditorium. La conferenza era infatti a porte chiuse e a nulla è valsa l’insistenza dei giovani, che hanno richiesto di entrare e poter intervenire. A quel punto ha avuto inizio la contestazione. Uno striscione con scritto “Viva Cuba Socialista” a firma FGC è stato esposto all’ingresso con i giovani che hanno intonato cori contro la dissidente cubana colpevole, a loro dire, di mentire ed essere “pagata dalla Cia”.  Un volantino distribuito alle persone accreditate in sala spiegava le ragioni della protesta criticando l’esposizione mediatica della dissidente e l’oscurantismo dei media sui traguardi raggiunti da Cuba.

«La cosa più vergognosa, ma che ci aspettavamo – ha dichiarato il segretario nazionale del FGC, Alessandro Mustillo, presente alla contestazione – è stata l’impossibilità di rivolgere le nostre domande e contestare Yoani Sanchèz in sala. La situazione dovrebbe creare un certo imbarazzo dato che il convegno ha come tema la libertà di espressione, a testimonianza di quanto questo concetto sia utilizzato in una sola direzione. La nostra solidarietà con Cuba e con la sua rivoluzione – continua Mustillo – è totale. Oggi a Cuba sono assicurati diritti in materia di istruzione, lavoro, sanità, che nella nostra società sono ridotti a privilegi per pochi. Ma tutto questo Yoani Sanchèz non lo dice, così come non dice una parola sul vergognoso blocco economico imposto dagli Usa e condannato da decine di risoluzioni dell’ONU che il popolo cubano sconta ogni giorno sulla propria pelle, o sui quattro cubani ancora oggi detenuti ingiustamente negli Usa. Il suo ruolo è solo quello di essere il soggetto di una campagna orchestrata dagli Stati Uniti e dai paesi europei per diffondere falsità su Cuba, con l’obiettivo di far credere che non esista alcuna alternativa praticabile al capitalismo. Noi lo sappiamo bene – conclude – e non accettiamo di certo le sue lezioni di “libertà”.»

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