FGC NAPOLI: «CON OPERAI POMIGLIANO, CONTRO SABATI LAVORATIVI»

La FIAT prosegue la politica padronale d’eliminazione dei diritti imponendo sabato di lavoro straordinario accolto col tacito assenso dai sindacali confederali. Ciò s’inquadra perfettamente nella politica di graduale annientamento delle condizioni e dei diritti dei lavoratori perseguita dagli Agnelli-Elkann ai quali sono stati regalati negli ultimi anni dallo Stato e quindi dalle tasche dei lavoratori stessi decine di miliardi di euro. Straordinari del sabato imposti ai soli lavoratori di fascia A senza la chiamata di nessuno dei 1900 operai  in cig. Straordinari che riflettono con chiarezza la strategia di Marchionne nel prender tempo e preparare la chiusura di Pomigliano come successo per Termini Imerese e Iris bus per delocalizzare in paesi i cui la classe lavoratrice è pressoché ridotta a semi-schiavitù. Tutto ciò avviene mentre CIGL,CISL e UIL hanno messo il bavaglio ai sindacati di lotta firmando un accordo con i padroni della confindustria che ‘’non si vedeva da 60 anni’’ come affermato dalla Camusso (guarda caso dalla caduta del corporativismo fascista). Tale criminale disegno padronale in un luogo simbolo come Pomigliano non è nient’altro che il paradigma di ciò che i grandi capitalisti italiani e internazionali stanno portando avanti spinti anche dalla pressione dell’UE:  flessibilità e mancanza dei più elementari diritti conquistati in anni di lotte operaie in cambio d’occupazione.

Questa mattina un presidio indetto dallo Slai Cobas e dal comitato Cassintegrati della FIAT davanti ai cancelli dello stabilimento è stato oggetto di un esposto della Fiat alla procura di Nola nel quale si chiedeva l’intervento delle forze di polizia contro «il dilagare di dichiarazioni minacciose e promesse di sabotaggio dell’attività produttiva». Il risultato è stato che ai sindacati non accondiscendenti e ai gruppi di lavoratori contrari non è stato concesso di avvicinare gli operai predisposti al turno del sabato, con scontri con la polizia.

In quanto gioventù comunista esprimiamo la piena solidarietà a tutti i lavoratori FIAT ed ex Ergom e non possiamo che sottolineare la natura di classe di ciò che subiscono ogni giorno gli operai fuori la fabbrica e quelli sulle linee. Conflitto che per ora è portato avanti solo dalla proprietà e dai suoi adepti (delegati sindacali confederali in primis) e che ha bisogno d’immediata organizzazione e quindi contrattacco mediante un fronte unito dei lavoratori che, di fronte alle minacce di chiusura dello stabilimento e alla condotta dell’amministrazione Marchionne, dovrà rivendicare con forza la nazionalizzazione senza indennizzo e gestione operaia della FIAT.



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