GRANDE ADESIONE AL BOICOTTAGGIO DEI TEST INVALSI. LA GIOVENTÙ COMUNISTA IN PRIMA LINEA NELLE PROTESTE.

«Grande adesione al boicottaggio delle Invalsi, prove boicottate in tutta Italia» – lo afferma in una nota il Fronte della Gioventù Comunista, fra le principali organizzazioni promotrici del boicottaggio, che ha mobilitato gli studenti aderendo alla manifestazione dei sindacati di base sotto il Ministero dell’Istruzione. «Ottimi i risultati nelle scuole di Roma, con picchi massimi al Liceo Darwin (dove ha boicottato più dell’80% degli studenti), al Liceo Archimede (più del 70%), all’Orazio e al Socrate (oltre il 50%). A Milano adesione quasi totale (oltre il 90%) al Liceo Brera, picchi del 60% e 80% nelle classi seconde del Liceo Linguistico Manzoni; a Torino 75% all’IIS Boselli, al Liceo Gobetti picchi massimi sopra l’80% e complessivamente boicottaggio al 40%, mentre al Primo Liceo Artistico, sempre a Torino, boicottaggio oltre il 50%. Al Liceo Classico Foscarini di Venezia l’adesione alla protesta supera l’80% mentre al Berto siamo al 60%, al Majorana al 50% e oltre il 30% negli Istituti Tecnici “Ponti” e “8 marzo”. A Palermo picchi altissimi di adesione, come al Liceo Scientifico “Einstein” dove oltre il 95% degli studenti boicotta le invalsi, e al Liceo Classico “Meli” dove aderisce alla protesta più del 70% degli studenti».

La protesta arriva anche in tanti capoluoghi di provincia: a Reggio Calabria il 100% degli studenti del Liceo Classico Europeo “T. Campanella” lascia in bianco le prove, all’IPSCT “U. Boccioni” l’85%, ITT “R. Piria” supera il 70%, Liceo Artistico “Preti-Frangipane” 95%. A Padova in diverse scuole si  supera il 50%, come al Liceo artistico Modigliani; a Reggio Emilia adesione sopra il 50% all’istituto Antonio Zanelli, con picchi dell’80%, a Vicenza test boicottati in tutte le scuole con percentuali comprese fra il 25% e il 35%».

Una forte spallata degli studenti al Governo Renzi, secondo il resp. scuola del FGC Paolo Spena, che chiede un’inversione di rotta nelle politiche sulla scuola: «Renzi ha continuato nel solco dei suoi predecessori, spingendo verso l’aziendalizzazione della scuola pubblica. L’adesione al boicottaggio delle Invalsi dimostra che sempre più studenti si oppongono alla inutile competizione fra le scuole che si cerca di promuovere, e alla dequalificazione dell’istruzione imposta dal modello nozionistico dei quiz. La scuola italiana non ha bisogno di distinguere le scuole “di serie A” e “di serie B” per premiare le prime, al contrario servono investimenti per garantire il diritto a un’istruzione di qualità in tutte le scuole del paese, anche nelle scuole di periferia e in quelle del Meridione».

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