LA CLASSE OPERAIA HA BISOGNO DEL SUO PARTITO, NON DI ALTRE ILLUSIONI.

In questi anni la classe operaia e le masse popolari hanno visto progressivamente esaurirsi ogni spazio di partecipazione attiva alla vita democratica del Paese. La distruzione dei partiti di massa e la loro conversione in comitati d’affari del capitale, il ruolo sempre più subalterno dei sindacati, l’assenza nelle istituzioni di lavoratori salariati, disoccupati, spariti anche dai partiti della sinistra, ridotti ormai a gruppi di burocrati di professione, tutto questo è un dato oggettivo che marca la realtà dei nostri tempi. La crisi a partire dal 2009 ha segnato un’accelerazione del processo di riduzione dei diritti dei lavoratori. Centinaia di lotte sono state perse perché gestite singolarmente, anche per complicità e inadeguatezze nei sindacati. Non stupisce allora che una parte importante dei quadri sindacali dei settori più politicizzati della classe operaia, senta con forza la necessità di una fase diversa, che punti a superare la fase di stallo attuale.

In questo senso la proposta di Landini e della FIOM evidenzia chiaramente una fase di maturazione di consapevolezza della necessità di una svolta, ma ancora una volta indica un percorso sbagliato. Un percorso fumoso, che sembra riemergere da nebbie bertinottiane e da vocazioni movimentiste, già sconfitte dalla storia, che non chiarisce la sua natura sindacale o politica, che non garantisce reali prospettive politiche alla classe operaia. La stessa scelta degli interlocutori testimonia questa confusione e l’arretratezza di posizioni che va a sciogliersi in un calderone di legalitarismo, pacifismo e movimentismo di ogni genere.

La classe operaia ha bisogno di recuperare un ruolo centrale nelle lotte, di costruire attorno a sé un sistema di alleanze sociali, fatto di tutti i settori del lavoro salariato, dei disoccupati, della piccola borghesia proletarizzata dalla crisi, indicando ad esse la direzione della nuova società da costruire. La classe operaia non ha bisogno di illusioni, di falsi condottieri mediatici. Ha bisogno di fare tesoro della storia del movimento operaio evitando di ripercorrere esperienze fallimentari che hanno sempre portato a sconfitte. La classe operaia ha bisogno di un movimento sindacale forte e organizzato capace di far avanzare le lotte nei posti di lavoro; ha bisogno di un forte Partito Comunista in grado di condurre una lotta politica nella direzione del socialismo.

Il FGC continuerà a dare forza al processo di costruzione di una forza comunista organizzata in questo Paese, sosterrà le lotte degli operai, di tutti i lavoratori, dei disoccupati, degli studenti in ogni parte d’Italia, non darà sostegno ad illusioni e false speranze.

Operaio, lavoratore, studente sostieni il FGC! Metti la tua forza e il tuo entusiasmo nella costruzione di un forte e radicato Partito Comunista.



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