FGC: IN PIAZZA CONTRO MONTI E UNIONE EUROPEA.

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Il 5 ottobre il Fronte della Gioventù Comunista è sceso in piazza contro le politiche del governo Monti e dell’Unione Europea in materia di scuola e giovani, lottando per una scuola realmente gratuita, e senza ostacoli economici di nessun tipo. I nostri studenti sono stati presenti in diverse città d’Italia a manifestare la nostra opposizione reale a questo governo, alla creazione di una scuola di classe in Italia, dove chi ha i soldi va avanti, chi non li ha non può accedere all’istruzione. I costi della scuola sono sempre più insostenibili per le famiglie italiane, dai libri, ai contributi d’iscrizione. Non è un caso che l’abbandono scolastico specie nelle periferie delle grandi città e nel sud del paese, sia in costante aumento. Tutto questo non è frutto di casualità ma di un disegno chiaro che vede nell’Unione Europea l’artefice principale. I governi si alternano ma il processo di privatizzazione dell’istruzione e di creazione di una scuola di classe resta. Analizzando i testi delle direttive, delle strategie comuni, dei regolamenti in materia di istruzione viene da pensare, parafrasando il testo del trattato CE, che «una scuola di classe ce la impone l’Europa». Leggi il resto


COMUNISTI E SCUOLA, INTERVENTO AD ATENE.

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L’intervento di Lorenzo Lang, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista, al Festival della Gioventù Comunista di Grecia KNE – Odighitis, in occasione di un dibattito-seminario nell’area studenti della festa.

Per prima cosa ringrazio la Gioventù Comunista di Grecia (KNE) ed il Partito Comunista di Grecia (KKE) per l’onore di essere qui e per la splendida ospitalità. Porto il fraterno e caloroso saluto del Fronte della Gioventù Comunista al 38° Festival KNE-Odighitis e a tutti i presenti, che sono qui numerosi ad ascoltarci nonostante il cattivo tempo. Negli ultimi 30 anni nessuno nel nostro paese ha guardato il sistema educativo da un’ottica di classe, perciò abbiamo costruito la nostra analisi sulla scuola partendo da zero. Sulla base di un metodo di inchiesta a noi molto caro siamo riusciti a raccogliere dati e tendenze che ci hanno permesso di comprendere e descrivere accuratamente l’istruzione di classe in Italia, una realtà che prima avvertivamo a livello d’istinto. Non penso di dovervi spiegare cosa sia la scuola di classe, perciò entro subito nel dettaglio delle inchieste. Leggi il resto



SCUOLA. FGC: «PRIMO GIORNO DI SCUOLA CON PROTESTE DEGLI STUDENTI»

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“Inizia la scuola, riparte la lotta”. Con questo slogan oggi il Fronte della Gioventù Comunista ha dato inizio ad una campagna di protesta che proseguirà nei prossimi giorni nelle scuole di tutta Italia. In occasione del primo giorno di riapertura degli istituti superiori gli studenti del FGC hanno presidiato l’ingresso di alcune scuole con striscioni distribuendo volantini contro il caro libri, contributi studenteschi, tagli all’istruzione pubblica invitando gli studenti ad iniziare un nuovo anno di lotte per i propri diritti ed il proprio futuro.«Inizia per gli studenti un anno molto difficile – afferma Alessandro Mustillo, segretario del FGC – a partire dall’aumento dei libri di testo, sempre meno sostenibili per le famiglie, che si troveranno costrette a pagare anche contributi più alti, spesso richiesti come obbligatori. I vincoli imposti dall’Unione Europea sul pareggio di bilancio, renderanno ancora minori i finanziamenti all’edilizia scolastica, aggravando la condizione degli edifici, già fortemente compromessa.»«Tutto questo si somma, – a detta del Fronte della Gioventù Comunista – alla situazione di una generazione che vede seriamente compromesso il proprio futuro. Un’università sempre meno accessibile, un livello di disoccupazione giovanile oltre il 35%, e per il resto la prospettiva di un futuro di precarietà, senza alcun diritto e senza alcun futuro.» Per questi motivi il Fronte della Gioventà Comunista invita gli studenti « a prendere coscienza della propria condizione e a prepararsi ad un anno di lotta senza tregua, contro le politiche del governo Monti e dell’Unione Europea, per conquistare una scuola pubblica veramente gratuita, un’università per tutti ed un avvenire diverso dalla disoccupazione e dalla precarietà che questo sistema ci pone come unica possibilità di futuro».

 

       



SCUOLA. FGC: « COSTO DEI LIBRI SEMPRE PIU’ INSOSTENIBILE PER FAMIGLIE»

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«La crisi economica avanza e i libri scolastici costano sempre di più diventando un peso  insostenibile per buona parte delle famiglie italiane» Questa l’analisi del Fronte della Gioventù Comunista, in un’anticipazione dell’inchiesta nazionale sul costo dei libri di testo condotta in queste settimane.«Negli ultimi due anni il costo dei libri di testo è costantemente aumentato e l’innalzamento dei tetti ministeriali non ha diminuito il numero di scuole che superano il tetto stabilito. In testa ci sono i classici con una media nazionale di 340 euro, a fronte del massimo previsto di 310, seguiti dagli scientifici con 300 di media. Meno cari i tecnici con 230 euro di media e i professionali con 170, in molti casi al di sotto della soglia ministeriale prevista. Non dobbiamo dimenticare poi che la media da un valore generico, ma in molti licei non mancano classi in cui si superano i 500 euro».  Un dato, quello che emerge dall’inchiesta che a detta del FGC dimostrerebbe «la forte tendenza alla polarizzazione dell’istruzione in Italia: da una parte i licei, con una spesa media annuale per i libri stabilmente al di sopra la soglia dei 300 euro, dall’altra l’istruzione tecnica e ancora più giù i professionali, con enormi conseguenze sul piano della scelta delle famiglie. Leggi il resto



NO AI TEST D’INGRESSO, NO ALL’UNIVERSITA’ DI CLASSE.

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In queste ore in tutta Italia inizieranno i test d’ingresso per l’università e migliaia di studenti si troveranno a dover affrontare questa prova per poter accedere alle facoltà a numero chiuso. Non si tratta di una novità, anche se in questi ultimi anni il numero delle facoltà a numero chiuso è aumentato in modo incredibile e i test si sono diffusi anche nelle facoltà che non prevedono restrizioni sul numero degli iscritti. I media e i politici nazionali presentano il numero chiuso come unica via possibile, ma dietro questa affermazione si nasconde la compiuta realizzazione ideologica di un disegno politico ed economico che mira ad escludere le masse popolari dall’accesso all’università e allo stesso tempo fornire la prima base essenziale per la riduzione dello stato sociale, a partire dal settore sanitario. I test d’ingresso servono dunque a tre scopi: aumentare il carattere di classe dell’università, costruire il presupposto per lo smantellamento e la dequalificazione dello stato sociale, chiedere agli studenti e alle famiglie l’ennesima tassa mascherata per colmare parzialmente tagli e finanziamenti elargiti ai privati. Vediamo in che modo. Leggi il resto


CINECITTÀ; «FGC LANCIA CAMPAGNA DI SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DAVANTI AI CINEMA»

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«Se dico Cincecittà tu a cosa pensi?» questo il titolo della campagna di solidarietà lanciata dal Fronte della Gioventù Comunista di Roma per difendere Cinecittà ed i suoi posti di lavoro. A partire da oggi i giovani dell’FGC distribuiranno volantini informativi davanti ai cinema della provincia di Roma. Per oggi sono previsti i primi cinque volantinaggi, che proseguiranno nei prossimi giorni, in diversi orari. «Dopo aver parlato con i lavoratori di Cinecittà nei giorni scorsi – ha dichiarato Lorenzo Lang segretario del Fronte della Gioventù Comunista di Roma, e consigliere di presidenza della Consulta degli studenti di Roma – abbiamo pensato che era necessario fare qualcosa per smuovere l’opinione pubblica ed i cittadini e far conoscere la realtà di quanto sta accadendo in questi mesi a Cinecittà.» «Il piano di Abete  - dichiara l’FGC – prevede di sparpagliare i lavoratori cedendoli o dandoli in affitto ad altre società che operano in settori diversi (possibilmente anche controllate dalla stessa holding), in modo da potersene liberare nel medio periodo, aggirando il fatto che l’attuale contratto nazionale a cui sono vincolati non prevede cassa integrazione e mobilità. Dietro la scusa della mancanza di lavoro si cela il vero interesse economico. L’area su cui sorge Cinecittà fa gola agli interessi dei costruttori e della speculazione edilizia, che stravolge Roma in nome del profitto di pochi gruppi finanziari. Così nell’area di Cinecittà si parla di costruzione di un albergo, parcheggi, piscine, palestre.  L’unico ostacolo a questo piano sono proprio i lavoratori.» Leggi il resto


FUORI LA NATO DALLA SICILIA. FUORI L’ ITALIA DALLA NATO.

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L’ennesima pedina NATO nello scacchiere siciliano è stata mossa dai signori della guerra. Con la recente decisione dell’Agenzie Industrie e Difesa del Ministero della Difesa, di trasformare l’Arsenale Militare di Messina in centro d’eccellenza per lo smaltimento delle unità navali della NATO fino a 2000 tonnellate, con l’approvazione dei partiti borghesi e dei sindacati collaborazionisti della città che si sono vigliaccamente nascosti dietro la retorica di frasi come «volano per l’occupazione e il turismo», la Sicilia si trova occupata su tutti i suoi lati da basi e centri della NATO. Il nuovo “centro d’eccellenza” di Messina, si va infatti ad aggiungere alla ormai storica base di Sigonella dove di recente hanno fatto la loro comparsa i famigerati DRONI, al sistema MUOS della marina USA a Niscemi, alla base aerea di Trapani-Birgi. Nulla potrà impedire che anche la città di Messina diventi un polo d’appoggio logistico per le sempre più prossime “avventure guerrafondaie” dell’Alleanza Atlantica, dove la Sicilia, per il suo posizionamento geografico, ricopre un ruolo determinante. Leggi il resto



G8 GENOVA; MUSTILLO (FGC) «UNA SENTENZA POLITICA PER LE LOTTE FUTURE».

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«La sentenza di oggi sul G8 di Genova è una sentenza che non mira a giudicare quanto accaduto, ma a dare un preciso segnale politico per le lotte future» è quanto dichiara Alessandro Mustillo, coordinatore del Fronte della Gioventù Comunista, l’organizzazione nazionale nata dall’appello di «Senza Tregua» il noto e radicato collettivo studentesco romano. «Di fronte alla crisi economica, alla crescita del conflitto sociale, di fronte ad una politica ed un sistema nel complesso incapace di trovare una via d’uscita, lo Stato mostra a pieno la sua funzione repressiva. La sentenza di oggi è una sentenza politica,  un monito per tutti coloro che intendono manifestare nei prossimi mesi il dissenso contro le politiche del governo Monti e contro questo sistema. Ovviamente – conclude la nota – chi crede di poter arginare il conflitto sociale con misure giudiziarie si illude.»


Le ragioni della protesta dei minatori spagnoli

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La protesta è partita dalle Asturie, da Leon, Palencia, Aragona e Castiglia, le regioni minerarie che saranno colpite maggiormente dalla decisione del governo spagnolo, conformemente agli indirizzi della UE, di interrompere le sovvenzioni all’attività di estrazione mineraria, decretando la chiusura delle ultime miniere di carbone della Spagna. La «marcha negra» è così arrivata a Madrid, incontrando il favore della popolazione spagnola, proprio nel giorno in cui il governo Rajoy ha annunciato il pesante pacchetto di tagli. Nel complesso sono circa 8.000 i posti di lavoro a rischio che con l’indotto supererebbero di gran lunga i 30.000, in una situazione, quella spagnola, che vede già altissimi tassi di disoccupazione. Solo l’imponente manifestazione a Madrid ha rotto la cortina di silenzio che i media europei avevano applicato sulla protesta dei minatori. Ma quali sono le ragioni di questa protesta? Analizziamo alcuni elementi. La prima ondata di chiusura delle minisere in Spagna fu quella degli anni ’90, contemporanea alla grande ondata di dismissione dell’attività di estrazione mineraria in Europa. Molti ricorderanno la strenua resistenza dei minatori inglesi ai provvedimenti della Tatcher, così come la chiusura di gran parte delle miniere del Sulcis, in Sardegna, o nella Ruhr. In quella vasta operazione di dismissione, la Spagna vide una riduzione di circa l’80% dei lavoratori impiegati, con pesanti ripercussioni anche sull’indotto. Leggi il resto



Saluto della KNE alla nascita del FGC

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Cari compagni,
A nome del Consiglio Centrale della Gioventù Comunista di Grecia vogliamo inviarvi i nostri saluti rivoluzionari. Con grande gioia siamo stati informati circa il vostro sforzo per costruire in Italia una gioventù comunista, uno sforzo che è molto importante per la prospettiva del movimento operaio-popolare e giovanile in Italia. Allo stesso tempo, questa iniziativa può dare il suo contributo agli sforzi per la ricostruzione del movimento comunista sia in Europa che a livello internazionale. Perché, come voi correttamente sottolineate, la lotta e la capacità di una gioventù comunista di organizzare i giovani a lottare per il socialismo non è un processo indipendente, ma è determinata dalla presenza e il rafforzamento del movimento comunista, dalla presenza del partito comunista in ogni paese che definisce la strategia rivoluzionaria attuale per rovesciare il capitalismo. E in ogni caso il compito principale delle Gioventù Comuniste è di essere una “scuola” col compito di educare con la teoria e con la prassi i giovani rivoluzionari, di rifornire e rinnovare le linee dei partiti comunisti con nuovi lavoratori, con nuovi comunisti. Traendo forza dalla strategia rivoluzionaria, dalla lotta per il rovesciamento del capitalismo e la costruzione del socialismo. Leggi il resto