TEST INVALSI: APPELLO A STUDENTI E PROFESSORI A BOICOTTARE LE PROVE.

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Parte in questi giorni la protesta contro i test Invalsi, che il 13 maggio saranno somministrati a migliaia di studenti del secondo anno delle scuole superiori. Il Fronte della Gioventù Comunista organizzerà proteste nelle maggiori città italiane: a Roma, Milano, Firenze, Torino, Palermo e molti capoluoghi di regione e provincia sono previste iniziative di informazione sotto le scuole per invitare gli studenti al boicottaggio di questi test.

«I test Invalsi sono funzionali allo smantellamento della scuola pubblica – afferma Paolo Spena, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista – dietro le graduatorie stilate dall’INVALSI si cela il progetto di finanziare le scuole in proporzione al rendimento, e cioè alla posizione in graduatoria. Un “Robin Hood” al contrario, lì dove sarebbe invece necessario intervenire per livellare le differenze fra istituti diversi e creare una situazione omogenea e di qualità. Inoltre – aggiunge Spena –  i test preparati dall’Invalsi sono figli della cultura dei quiz che non lascia alcuno spazio all’elaborazione critica da parte dello studente, non tengono conto delle differenziazioni tra indirizzi di istituti e licei, generano un cambiamento nella tipologia dell’insegnamento, che si sposta sempre di più sul modello nozionistico tipico dei quiz, proprio in preparazione dell’Invalsi.»

Per queste motivazioni il Fronte della Gioventù Comunista invita gli studenti a boicottare le prove, consegnando in bianco o dando risposte che rendano il test inservibile, precisando che Dirigenti Scolastici e Professori non hanno alcun potere di imporre le prove agli studenti, e che le eventuali minacce di sanzioni disciplinari che si stanno registrando in molti casi, sono prive di qualsiasi fondamento legale.  Leggi il resto



I sindacati studenteschi si schierano a difesa del contributo. FGC: «Enorme passo indietro»

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Si è conclusa da pochi giorni la conferenza nazionale dei presidenti delle consulte (CNPC), organismo che riunisce tutti i presidenti delle consulte provinciali degli studenti eletti nel nostro paese. Si tratta del momento a carattere più politico di tutta l’attività delle istituzioni studentesche, occasione utilizzata per promuovere documenti di indirizzo e censura dell’operato del governo sulla scuola, sul diritto allo studio e sui temi connessi. Come noto in vista di tale occasione i presidenti delle consulte di Milano e Latina, militanti FGC, hanno promosso un ordine del giorno aperto a tutti i presidenti delle consulte che dichiarava la contrarietà al contributo volontario (http://www.senzatregua.it/?p=863).

Il documento che analizzava le ragioni della contrarietà al contributo studentesco e il ruolo di tale tassazione mascherata nel processo di dismissione della scuola pubblica concludeva con la condanna del  contributo scolastico definito come «la leva per imporre tagli sempre maggiori all’istruzione pubblica mentre le famiglie si sostituivano progressivamente allo Stato nell’onere di finanziarla» e terminava con l’esplicita richiesta di «abolizione del contributo scolastico e di ogni forma di tassazione sugli studenti» al fine di ristabilire il principio di gratuità dell’istruzione pubblica. Il documento, sebbene promosso da presidenti FGC, fu sottoscritto da diversi presidenti delle consulte provinciali degli studenti, legate ai sindacati, organizzazioni studentesche o indipendenti. Prima dell’appuntamento nazionale, lo stesso ordine del giorno era già stato votato in altre sedi. E le firme aggiunte successivamente hanno riguardato diversi presidenti di varie associazioni, persino – con nostra sorpresa –  della Fds, vicina al Partito Democratico.

Nei mesi passati la mobilitazione sul tema della contrarietà al contributo, da sempre parola d’ordine tenuta nelle manifestazioni di piazza e nel lavoro politico nelle scuole dalla nostra organizzazione, era stata assunta anche da altre organizzazioni, con nostro apprezzamento per le possibilità di estendere la mobilitazione su un tema così importante. Internamente alle organizzazioni studentesche si è aperto un dibattito, dove in alcuni casi i militanti e le federazioni di base hanno richiesto di appoggiare la parola d’ordine dell’opposizione al contributo studentesco.  L’11 ottobre dello scorso anno l’Unione degli Studenti lanciava per la mobilitazione studentesca queste parole d’ordine: «Scenderemo in piazza per gridare […] NO al contributo volontario.»  (http://www.unionedeglistudenti.net/sito/ce-piu-tempo-11-ottobre-mobilitazione-nazionale-studentesca/). Leggi il resto



UNIVERSITÀ. FGC: «NO AI TEST DELL’UNIVERSITÀ DI CLASSE, PROTESTE NEGLI ATENEI»

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Per la prima volta, quest’anno, i test di ammissione all’università per le principali facoltà a numero chiuso sono stati anticipati ad aprile, favorendo inevitabilmente chi ha avuto la possibilità di pagare costosi corsi privati per prepararsi. Da domani, giornata dei test di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista promuoverà una serie di azioni di protesta contro il numero chiuso implementato nel nostro paese. Nelle principali città universitarie, i partecipanti ai test saranno accolti dai nostri militanti con striscioni, megafoni, volantini e slogan di protesta. Secondo Paolo Spena, responsabile Scuola e Università del FGC: «il numero chiuso in Italia, oltre ad essere funzionale ad ulteriori smantellamenti dello stato sociale in favore del settore privato (meno medici servono a chiudere presidi sanitari pubblici in tutto il paese), oggi “fotografa” una selezione di classe che inizia molto prima dell’entrata all’università. Mentre tutti parlano di “meritocrazia” la verità è che si parte da condizioni diverse a seconda della situazione economica della propria famiglia, e sempre più studenti sono costretti ad abbandonare gli studi perché non possono permetterseli – 50.000 studenti in meno soltanto dal 2011 al 2012!»

La reale funzione dei test d’ingresso si inserisce in un quadro già di per sé disastroso, che soprattutto dopo i tagli imposti da UE, BCE e FMI ci consegna un’università fatta di tasse universitarie sempre più alte, libri di testo dal costo insostenibile e tirocini gratuiti che oggi sono una forma mascherata dello sfruttamento selvaggio dei giovani lavoratori. A questo si aggiunge la totale assenza di garanzie per i giovani laureati di trovare lavoro, a dimostrazione di come i test oggi siano funzionali unicamente agli interessi delle classi dominanti. «Non siamo contrari per principio ad una forma di programmazione del numero dei laureati nei diversi settori, che è necessaria per i posti di lavoro.» ha precisato Spena proprio in relazione a questo tema «Questa pianificazione, da realizzare con metodi differenti rispetto al semplice test, deve tuttavia partire dalla reale possibilità di tutti di partecipare partendo dalle stesse condizioni e con gli stessi diritti. Rivendichiamo un’università di massa che sia realmente gratuita, accessibile a tutti e capace di garantire un futuro stabile, ma siamo ben coscienti che oggi più che mai, nel pieno di un attacco senza precedenti ai nostri diritti, l’unica via praticabile è la lotta cosciente e organizzata contro questo sistema.»



12 APRILE IN PIAZZA CONTRO UNIONE EUROPEA E GOVERNO RENZI

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Il nostro futuro non è la disoccupazione, non saremo gli schiavi del 21° secolo.

In tutta Europa aumenta la disoccupazione giovanile e peggiorano le condizioni dei salari e dei diritti dei lavoratori. Le nuove generazioni sono colpite in modo particolare da questo processo mentre assistiamo alla crescita dell’accumulazione di quote sempre maggiore di profitto nelle mani dei grandi gruppi monopolistici. Banche, società, grandi catene commerciali e produttive prosperano sull’impoverimento delle masse popolari.

L’Unione Europea ha un ruolo fondamentale in questo processo. Nel 2013, l’UE ha organizzato 5 conferenze sulla disoccupazione. Tuttavia, invece di diminuire, la disoccupazione è aumentata enormemente: 26 milioni di persone sono disoccupate, 120 milioni di persone vivono in questo momento sotto la soglia di povertà. La disoccupazione dei giovani di età compresa tra 18 e 30 anni, in alcuni paesi supera il 50% e nell’UE raggiunge il 25%. La “libertà di movimento” all’interno dell’Unione Europea dimostra di essere una libertà per gli uomini d’affari di sfruttarci dove hanno bisogno di noi e con ogni mezzo. L’emigrazione dei giovani dai paesi europei, interna ed esterna alla UE è una realtà, ed in ogni paese dell’Unione Europea le ricette contro la disoccupazione sono le stesse: aumento della precarietà, diminuzione dei salari e aumento degli orari di lavoro, intensificazione dello sfruttamento in qualunque modo possibile.

In Italia anche il governo Renzi presenta le stesse vecchie ricette mascherate come novità. Il “Jobs Act” non è altro che il ricorso alla precarietà e alla riduzione dei diritti in cambio di posti di lavoro temporanei e a bassa remunerazione salariale, alimentando la competizione al ribasso tra lavoratori. I piani di privatizzazioni, i tagli ai servizi sociali, il mantenimento delle precedenti riforme sull’età pensionabile dimostrano chiaramente l’intenzione del governo, sostenute dalla maggioranza assoluta delle forze politiche, della Confindustria, con l’appoggio complice dei sindacati concertativi. Renzi è una nuova illusione, ma le sue ricette sono le stesse dei governi di questi anni.

Il 12 aprile si svolgerà a Roma una manifestazione contro il governo Renzi e contro la disoccupazione giovanile a cui come Fronte della Gioventù Comunista parteciperemo. Un momento di lotta nell’ambito di una campagna politica generale sui temi del lavoro e della disoccupazione giovanile, che si inserisce nel quadro di mobilitazione svolto insieme alle altre organizzazioni giovanili comuniste europee, e che in questi mesi siamo impegnati a portare avanti. Saremo in piazza nonostante esista una forte distanza sulle parole d’ordine rivendicate dalle diverse organizzazioni nella stessa giornata del 12 aprile, su cui non rinunciamo a dire la nostra posizione, che con convinzione porteremo in tutte le mobilitazioni. Leggi il resto



DISOCCUPAZIONE GIOVANILE E LAVORO. LE PROPOSTE DEI COMUNISTI.

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La disoccupazione giovanile ha toccato in Italia quota 42% nel 2013 con una perdita secca di 100.000 posti di lavoro. Tra i 18 e i 29 anni le statistiche registrano nel 2013 un numero superiore a 1 milione di disoccupati. Ma il quadro della condizione giovanile in riferimento al lavoro deve considerare innanzitutto il numero dei giovani che non studiano e non lavorano, che nel nostro paese, considerando la fascia 15-34 anni, hanno la raggiunto la cifra di 3,7 milioni, ossia il 36,4% del totale secondo le stime del novembre 2013. (per un approfondimento sulla questione disoccupazione in Europa consigliamo la lettura della nostra relazione sul tema della disoccupazione giovanile al “Festival mondiale della gioventù” http://www.senzatregua.it/?p=769). Nonostante le rassicurazioni generali del governo, appare evidente come in questo momento storico la disoccupazione sia destinata ulteriormente a salire, sia a livello generale che giovanile, come dimostrano analoghi casi di Grecia, Spagna e Portogallo. Il capitalismo non è in grado di assicurare un futuro alla gioventù delle classi lavoratrici, promettendo solo disoccupazione, sfruttamento, precarietà.

Assistiamo ad una chiara tendenza del capitale all’aumento temporaneo dei margini di profitto, nella ricerca disperata di momentanee boccate di ossigeno, destinate progressivamente a diminuire e sviluppare contraddizioni ancora maggiori. In quest’ottica è visibile una generale diminuzione dei livelli salariali, contrapposta all’aumento della produttività sul lavoro, mediante l’innalzamento degli orari, la diminuzione di pause, l’aumento degli straordinari. La presenza di accordi di libero scambio, in particolare con i vincoli europei sulla libera circolazione di merci, capitali e servizi, inserita all’interno di una Unione Europea a più velocità in termini salariali, e di diritti dei lavoratori, consente un ampio ricorso alla delocalizzazione della produzione al di fuori dell’Italia. Questo avviene sia nella direttrice degli stati UE con costo del lavoro minore (es Polonia) sia con paesi legati da accordi commerciali favorevoli con l’UE e vicini geograficamente (es Serbia), sia nel caso del capitale monopolistico multinazionale, nella direzione dei paesi cd emergenti (Cina, India, Brasile). Il fenomeno della delocalizzazione attacca la base produttiva italiana, così come le piccole imprese manifatturiere cedono sotto i colpi delle merci a basso prezzo e della tendenza all’accentramento in monopoli, cosa che avviene in tutti i settori ed in modo particolare in quelli legati alla tradizione artigianale, come tessile ed agroalimentare. Il capitale monopolistico ne esce rafforzato a danno della massa dei lavoratori e della piccola impresa. Leggi il resto



POSIZIONE COMUNE DELLE ORGANIZZAZIONI GIOVANILI COMUNISTE SUGLI SVILUPPI IN UCRAINA

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Gli sviluppi della situazione in Ucraina sono particolarmente cruciali e pericolosi prima di tutto per il popolo e la gioventù del paese, che vengono trasformati nuovamente in vittime degli intensi antagonismi tra USA-UE e Russia per il controllo dei mercati, delle risorse naturali e delle vie di trasporto del paese. L’aperto intervento di UE-USA-NATO, l’utilizzo di gruppi ed organizzazioni fasciste, i discendenti delle SS, che hanno diffuso il veleno nazifascista e anticomunista e che hanno pianificato le persecuzioni e la messa al bando dei partiti politici, in primis contro i comunisti, le leggi razziste che stanno per essere emanate contro la popolazione di lingua Russa e delle altre minoranze, dimostrano il carattere degli attuali sviluppi e smascherano le bugie circa il “trionfo della democrazia in Ucraina”.

La gioventù – specialmente in Europa – può chiaramente vedere il reale volto dell’Unione Europea: un unione dei capitalisti e dei monopoli d’Europa che serve chiaramente tali interessi; questa è la ragione per cui la UE è una forza reazionaria per sua stessa natura. Rappresenta un’unione di interventi militari, guerre, supporto ai gruppi nazifascisti, per i quali l’anticomunismo è l’ideologia ufficiale. Tutti coloro che coltivano l’illusione che L’Unione Europea possa trasformarsi in una forza di pace e di stabilità in favore dei popoli hanno grandi responsabilità. Le Organizzazioni Giovanili Comuniste che firmano questa posizione: Leggi il resto



SCUOLA. NUOVO MINISTRO CONFERMA VECCHI PROGETTI, LA LOTTA UNICA STRADA PER CAMBIARE

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Dal nuovo governo, in carica da soli dieci giorni, giungono già segnali inequivocabili su quello che sarà l’indirizzo politico in materia di scuola e università. Il nuovo Ministro dell’Istruzione è Stefania Giannini, esponente di Scelta Civica già nota agli studenti per le sue dichiarazioni in favore del prestito d’onore.

È di pochi giorni fa la dichiarazione del ministro Giannini secondo la quale “le scuole private e quelle statali dovrebbero avere eguali diritti”, affermazione che ha accompagnato lo sblocco dei fondi regionali alle scuole paritarie per un totale di 223 milioni di euro, da sommare ai 260 milioni di euro già previsti per l’anno scolastico in corso. A ciò si aggiunge il progetto di legge depositato in Parlamento, che sembra in parte l’ennesima riedizione del famoso “pdl Aprea”. Si parla di nuovo di sostituire il Consiglio di Istituto delle scuole con un “Consiglio dell’Autonomia” che vedrà fra i propri membri esponenti delle “realtà economiche e produttive”, vale a dire rappresentanti di aziende private, che solo formalmente non avranno diritto di voto circa le decisioni del Consiglio. Se si pensa che i continui tagli alla scuola pubblica hanno ridotto la scuola in ginocchio e che in nome della “autonomia” si spingono gli istituti verso la richiesta di finanziamenti esterni, è facile immaginare che laddove i finanziamenti giungano da aziende private queste non avranno bisogno del voto per piegare alla propria volontà le decisioni del Consiglio di Istituto (o “dell’Autonomia”). Leggi il resto



POSIZIONE SULLA QUESTIONE UCRAINA.

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Quanto sta avvenendo in Ucraina assume le dimensioni di un vasto conflitto di natura imperialistica che richiede una profonda analisi per gli scenari che apre su tutto il continente europeo. Esso non è un fatto isolato ma l’ennesima dimostrazione dell’emergere di questo conflitto in ogni parte del mondo, dalla Siria al Venezuela, solo per citare alcuni dei paesi più esposti. La crisi strutturale in cui il capitalismo è precipitato porta con sé una ridefinizione delle aree di influenza dei paesi imperialistici, un mutamento nel peso e degli assetti tra le nazioni imperialistiche. L’asse euro-atlantico, duramente colpito dalla crisi e dall’emergere di nuovi paesi che mettono in discussione il predominio assoluto esercitato in questi anni, tenta con tutte le sue forze di fermare questo processo, mostrandosi sempre più aggressivo e pronto a ricorrere, sempre con maggior frequenza, anche alla forza militare.

La costituzione del polo imperialistico dell’Unione Europea è ormai realtà e dispiega le sue mire di allargamento ad est, nei Balcani, così come punta ad estendere la sua influenza nel bacino del mediterraneo. I singoli paesi europei si uniscono in un blocco, non privo di alcuni contrasti interni, al fine di reggere il livello della competizione che si sta creando. I monopoli europei premono per aumentare l’esportazione di capitali in cambio della conquista di nuove aree soggette al dominio imperialistico europeo. Come accaduto per la Polonia, così l’Unione Europea preme per annettere paesi dei Balcani e dell’est europeo, Ucraina compresa, in cui il basso costo del lavoro possa garantire respiro ai profitti dei grandi monopoli, indebolendo al tempo stesso lo sviluppo di un campo imperialistico avversario. La pretesa utopistica dell’unione pacifica delle nazioni, con uguali diritti sotto l’imperialismo si dimostra a fondo per quello che è nella realtà: un inganno per i popoli. In tal senso una forte responsabilità grava sulle forze della “Sinistra Europea” che sostenendo la costruzione dell’Unione Europea sostengono la costruzione del polo imperialistico europeo contribuiscono ad aumentare l’illusione sulla natura della UE. Gli Stati Uniti sostengono questo progetto, guardando di buon occhio l’indebolimento della Russia e la riduzione della sua area d’influenza, cui l’Unione Europea può essere naturalmente contrapposta, mentre concentrano il loro attacco diretto sul Sud America. Il mondo si avvia ad una nuova ripartizione di aree d’influenza dove tuttavia i blocchi contrapposti non rappresentano sistemi economici differenti, non rappresentano vie alternative dello sviluppo dell’umanità, ma si confrontano e si scontrano sulla base delle stesse leggi, solo per interessi contrastanti nell’ambito di una stessa visione dei rapporti di produzione. Leggi il resto



LETTERA FGC A MADURO E COMPAGNI VENEZUELANI: « NO AL GOLPE FASCISTA, IL FUTURO DEL VENEZUELA E’ IL SOCIALISMO» 

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Di seguito il testo della lettera che il compagno Alessandro Mustillo ha inviato a nome del Fronte della Gioventù Comunista al Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolàs Maduro e a all’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia Juliàn Isaiàs Rodriguez Diàz.

 

Cari compagni,

in queste ore difficili vogliamo trasmettere tutta la nostra solidarietà al governo venezuelano e alle forze rivoluzionarie che lo sostengono, contro il tentativo di golpe fascista appoggiato dalla borghesia nazionale e dall’imperialismo. Il profondo legame ideale che unisce le nostre lotte non diminuisce, ma si rinforza e si fortifica in momenti come questi, in cui la solidarietà perde della sua ritualità per trasformarsi in un’arma rivoluzionaria, per divenire azione concreta a sostegno della causa comune del socialismo.

Socialismo è una parola che vogliamo sia sempre associata al Venezuela e al suo futuro, poiché per la nostra generazione il processo rivoluzionario bolivariano ha contribuito, forse più di tutto, a rendere chiaro che il socialismo non era un lontano ricordo del passato, non era una parentesi fallita nella storia dell’umanità, ma il presente ed il futuro del mondo. Un esempio a cui guardare nelle nostre lotte quotidiane, con la convinzione che un’altra via è possibile e praticabile. Le notizie che ci giungono dal Venezuela dimostrano ancora una volta la grande contrapposizione tra gli interessi imperialistici e l’aspirazione dei popoli del mondo ad un futuro di pace, giustizia sociale e solidarietà. La propaganda capitalista ribalta gli avvenimenti in Venezuela per consegnare un’immagine opposta rispetto alla situazione reale, per fomentare a livello internazionale la campagna di isolamento del governo venezuelano. Gli stessi che oggi parlano di dittatura in Venezuela, spacciano per libertà e democrazia la dittatura del capitale che in Europa miete milioni di disoccupati, decine di suicidi al giorno per la condizione economica e sociale in cui le classi subalterne sono ridotte. Leggi il resto



SALUTO AL X INCONTRO DELLE GIOVENTU’ COMUNISTE EUROPEE

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Cari compagni,

inviamo i nostri più calorosi saluti al X incontro europeo delle organizzazioni giovanili comuniste, che si tiene in un momento tanto importante per il futuro della gioventù. L’attacco dei monopoli ai diritti dei lavoratori e della gioventù proletaria appare oggi in tutta la sua forza, travalicando i confini nazionali, piegando alle logiche del profitto le conquiste ottenute dal movimento operaio con le lotte degli scorsi decenni. Fondamentale è dunque l’obiettivo di sviluppare il massimo coordinamento e la massima convergenza tra le organizzazioni comuniste per rispondere insieme all’attacco padronale, ed insieme avanzare nelle conquiste nella direzione del socialismo.

Fin dalla sua nascita il Fronte della Gioventù Comunista ha investito tutti i suoi sforzi per sviluppare un forte livello di relazioni internazionali con le gioventù comuniste e le organizzazioni antimperialiste di tutto il mondo. Proprio in questi giorni abbiamo inviato la nostra richiesta formale di adesione al WFDY, dopo aver partecipato a titolo di osservatori al Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti che si è tenuto lo scorso dicembre a Quito in Ecuador. In questi mesi abbiamo tenuto decine di incontri bilaterali con organizzazioni giovanili, tra cui molte delle presenti a questo incontro, in occasione di feste, iniziative internazionali, congressi, ai quali abbiamo sempre partecipato, convinti della necessità di sviluppare la più ampia forma di condivisione politica a livello internazionale. Leggi il resto