UN NEMICO, UN FRONTE, UNA LOTTA.

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Sciopero generale del 14 novembre

Il 14 novembre i lavoratori di tutta Europa scenderanno in piazza contro le politiche dell’Unione Europea, l’imposizione di tagli, sacrifici, austerità. Anche in Italia, nonostante il tentativo della CGIL di frenare la protesta con l’indizione di uno sciopero di sole quattro ore, centinaia di migliaia di lavoratori sciopereranno e manifesteranno nelle vie delle città italiane. Con loro anche gli studenti medi ed universitari che in queste settimane stanno protestando contro i tagli all’istruzione pubblica portati avanti dal governo Monti.

Il Fronte della Gioventù Comunista parteciperà attivamente allo sciopero e alle manifestazioni di protesta previste per il 14 novembre, invitando tutti i lavoratori e gli studenti a scendere in piazza per manifestare la propria opposizione alle misure lacrime e sangue del governo Monti, imposte dall’Unione Europea. Lo faremo insieme alla gioventù comunista di tutta Europa, dalla Grecia alla Spagna al Portogallo che nelle stesse ore manifesterà nei rispettivi paesi.

Superare l’arretratezza delle posizioni sindacali e politiche dominanti in questa fase è l’obiettivo principale del lavoro della nostra organizzazione.  Di fronte alla volontà di cambiamento che sempre più forte si manifesta tra i lavoratori e gli studenti italiani è palese la funzione contraria che svolgono quotidianamente i sindacati concertativi, così come molte delle organizzazioni studentesche, entrambi legati direttamente o indirettamente a partiti che sostengono l’attuale governo, o che orbitano in quell’area in modo contiguo. Leggi il resto


OGNI SCUOLA SARA’ UNA BARRICATA.

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Con l’approvazione del ddl ex Aprea il governo si appresta a dare il colpo mortale alla scuola pubblica, portando avanti il processo di privatizzazione in atto da decenni. Potenziamento dell’autonomia, rafforzamento dei poteri dei Dirigenti Scolastici, depotenziamento del collegio docenti e del ruolo dei consigli d’istituto, con il possibile ingresso dei privati nei nuovi “consigli delle autonomie” e conseguente riduzione del peso degli studenti nelle decisioni della scuola; queste le misure che il governo Monti con la complicità delle forze politiche che lo sostengono si appresta a varare.  Da tempo denunciamo la situazione della scuola in Italia. La verità è che nel nostro paese è difficile parlare di scuola pubblica quando i suoi principali finanziatori sono ormai le famiglie degli studenti, costrette ogni anno a pagare delle vere e proprie rette, i contributi studenteschi volontari. Questa è la prima privatizzazione. I costi della scuola aumentano e sono sempre più insostenibili, a partire dai libri i testo, vera e propria mannaia economica che colpisce ogni autunno. L’abbandono scolastico dilaga ed è sempre più chiaro come in Italia un ragazzo, a 14 anni, è costretto a scegliere la scuola da frequentare non in base alle sue attitudini, ma in base al reddito della sua famiglia. A 14 anni il nostro futuro è già segnato, le porte della selezione di classe ci vengono già sbattute in faccia.
A fronte di questa situazione disastrosa il ministro Profumo propone l’innalzamento dell’orario degli insegnanti dal 18 a 24 ore a parità di salario, andando a colpire quello che per il governo è il capitolo di spesa più alto nel mondo dell’istruzione, i salari del corpo docente. Un colpo durissimo alla scuola pubblica ed un serio incentivo -  l’ennesimo –  alla disoccupazione. Non possiamo che esprimere la nostra ferma solidarietà alla lotta degli insegnanti che si sta sviluppando.
E non c’è da credere ad una sola parola del ministro quando parla di fare un passo indietro, hanno già trovato un trucco per calmare le acque e attuare questa misura più avanti, con le mani libere: basta far ricadere i tagli sulle “altre voci di spesa” per la scuola. Come al solito il governo è celere ed impassibile nel tagliare fondi all’istruzione pubblica, proprio quando il suo primo intervento nel settore è stato quello di regalare altri 200 milioni di euro alle scuole private. Vergogna! Non un euro alle private! No alla selezione di classe! Leggi il resto



CONTRO MONTI E UE, 27 OTTOBRE.

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Un blocco di bandiere rosse dietro uno striscione: “Il comunismo è la gioventù del mondo”. Il Fronte della Gioventù Comunista scende in piazza a Roma insieme ai sindacati di base e alle organizzazioni che hanno aderito all’appello del comitato No Debito per dire chiaramente: no al governo Monti, no all’Unione Europea. Il nostro futuro non è il capitalismo, noi lottiamo per il socialismo!

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27 ottobre in piazza a Roma e Milano

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Il 27 ottobre il Fronte della Gioventù Comunsita scenderà in piazza a Roma e Milano. A Roma contro il governo Monti e contro l’Unione Europea per dire che il nostro futuro non è il capitalismo. A Milano all’appuntamento indetto dall’associazione Italia-Cuba per manifestare la nostra solidarietà al popolo cubano, contro l’imperialismo americano. Non stare a guardare, lotta anche tu!


FGC: «12 OTTOBRE CONTRO MONTI E UE»

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“In piazza contro il governo Monti e l’Unione europea”. Così in una nota del Fronte della gioventù comunista, “che parafrasando il testo del trattato Ce è sceso in piazza, nonostante il maltemp o, in diverse città italiane con lo slogan ‘una scuola per pochi la impone l’Europa. Ribellati!’. Un blocco di bandiere rosse con studenti delle scuole al seguito sta iniziando a muoversi nelle vie di Roma, intonando slogan e canzoni”. “Siamo qui per manifestare contro la condizione della scuola e dell’università in Italia – dichiara Lorenzo Lang, responsabile nazionale scuola Fgc – contestando i tagli e il processo di dismissione della scuola e dell’università pubblica, e con esso del diritto allo studio che questo governo sta portando avanti, per osservare le imposizioni dell’Unione europea. La scuola è sempre più una scuola per pochi, con costi insostenibili per le famiglie, dai libri di testo ai contributi”. Leggi il resto


LETTERA ALLA JCV PER LA VITTORIA DI CHAVEZ.

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Alla Gioventù Comunista del Venezuela.

Compagni e compagne,

vi invio le più sentite congratulazioni a nome di tutti i compagni del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) per la vittoria di Hugo Chàvez, a cui avete attivamente contribuito con il vostro lavoro militante. Una vittoria importante per il popolo venezuelano, per tutti i popoli che lottano contro l’imperialismo e per tutti i lavoratori del mondo, perché dimostra che un popolo può resistere all’attacco della borghesia, anche se questa dispone dell’appoggio di tutte le diplomazie internazionali e di aiuti economici imponenti. In Italia la stampa e i partiti politici parlano di Hugo Chàvez come “un dittatore”, delle sue misure come “populiste”, mentre appoggiano in Parlamento un governo non eletto da nessuno, imposto dall’Unione Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla BCE, che massacra le classi popolari in nome degli interessi della finanza e dei grandi monopoli capitalistici. Leggi il resto


FGC: IN PIAZZA CONTRO MONTI E UNIONE EUROPEA.

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Il 5 ottobre il Fronte della Gioventù Comunista è sceso in piazza contro le politiche del governo Monti e dell’Unione Europea in materia di scuola e giovani, lottando per una scuola realmente gratuita, e senza ostacoli economici di nessun tipo. I nostri studenti sono stati presenti in diverse città d’Italia a manifestare la nostra opposizione reale a questo governo, alla creazione di una scuola di classe in Italia, dove chi ha i soldi va avanti, chi non li ha non può accedere all’istruzione. I costi della scuola sono sempre più insostenibili per le famiglie italiane, dai libri, ai contributi d’iscrizione. Non è un caso che l’abbandono scolastico specie nelle periferie delle grandi città e nel sud del paese, sia in costante aumento. Tutto questo non è frutto di casualità ma di un disegno chiaro che vede nell’Unione Europea l’artefice principale. I governi si alternano ma il processo di privatizzazione dell’istruzione e di creazione di una scuola di classe resta. Analizzando i testi delle direttive, delle strategie comuni, dei regolamenti in materia di istruzione viene da pensare, parafrasando il testo del trattato CE, che «una scuola di classe ce la impone l’Europa». Leggi il resto


COMUNISTI E SCUOLA, INTERVENTO AD ATENE.

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L’intervento di Lorenzo Lang, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista, al Festival della Gioventù Comunista di Grecia KNE – Odighitis, in occasione di un dibattito-seminario nell’area studenti della festa.

Per prima cosa ringrazio la Gioventù Comunista di Grecia (KNE) ed il Partito Comunista di Grecia (KKE) per l’onore di essere qui e per la splendida ospitalità. Porto il fraterno e caloroso saluto del Fronte della Gioventù Comunista al 38° Festival KNE-Odighitis e a tutti i presenti, che sono qui numerosi ad ascoltarci nonostante il cattivo tempo. Negli ultimi 30 anni nessuno nel nostro paese ha guardato il sistema educativo da un’ottica di classe, perciò abbiamo costruito la nostra analisi sulla scuola partendo da zero. Sulla base di un metodo di inchiesta a noi molto caro siamo riusciti a raccogliere dati e tendenze che ci hanno permesso di comprendere e descrivere accuratamente l’istruzione di classe in Italia, una realtà che prima avvertivamo a livello d’istinto. Non penso di dovervi spiegare cosa sia la scuola di classe, perciò entro subito nel dettaglio delle inchieste. Leggi il resto



SCUOLA. FGC: «PRIMO GIORNO DI SCUOLA CON PROTESTE DEGLI STUDENTI»

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“Inizia la scuola, riparte la lotta”. Con questo slogan oggi il Fronte della Gioventù Comunista ha dato inizio ad una campagna di protesta che proseguirà nei prossimi giorni nelle scuole di tutta Italia. In occasione del primo giorno di riapertura degli istituti superiori gli studenti del FGC hanno presidiato l’ingresso di alcune scuole con striscioni distribuendo volantini contro il caro libri, contributi studenteschi, tagli all’istruzione pubblica invitando gli studenti ad iniziare un nuovo anno di lotte per i propri diritti ed il proprio futuro.«Inizia per gli studenti un anno molto difficile – afferma Alessandro Mustillo, segretario del FGC – a partire dall’aumento dei libri di testo, sempre meno sostenibili per le famiglie, che si troveranno costrette a pagare anche contributi più alti, spesso richiesti come obbligatori. I vincoli imposti dall’Unione Europea sul pareggio di bilancio, renderanno ancora minori i finanziamenti all’edilizia scolastica, aggravando la condizione degli edifici, già fortemente compromessa.»«Tutto questo si somma, – a detta del Fronte della Gioventù Comunista – alla situazione di una generazione che vede seriamente compromesso il proprio futuro. Un’università sempre meno accessibile, un livello di disoccupazione giovanile oltre il 35%, e per il resto la prospettiva di un futuro di precarietà, senza alcun diritto e senza alcun futuro.» Per questi motivi il Fronte della Gioventà Comunista invita gli studenti « a prendere coscienza della propria condizione e a prepararsi ad un anno di lotta senza tregua, contro le politiche del governo Monti e dell’Unione Europea, per conquistare una scuola pubblica veramente gratuita, un’università per tutti ed un avvenire diverso dalla disoccupazione e dalla precarietà che questo sistema ci pone come unica possibilità di futuro».

 

       



SCUOLA. FGC: « COSTO DEI LIBRI SEMPRE PIU’ INSOSTENIBILE PER FAMIGLIE»

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«La crisi economica avanza e i libri scolastici costano sempre di più diventando un peso  insostenibile per buona parte delle famiglie italiane» Questa l’analisi del Fronte della Gioventù Comunista, in un’anticipazione dell’inchiesta nazionale sul costo dei libri di testo condotta in queste settimane.«Negli ultimi due anni il costo dei libri di testo è costantemente aumentato e l’innalzamento dei tetti ministeriali non ha diminuito il numero di scuole che superano il tetto stabilito. In testa ci sono i classici con una media nazionale di 340 euro, a fronte del massimo previsto di 310, seguiti dagli scientifici con 300 di media. Meno cari i tecnici con 230 euro di media e i professionali con 170, in molti casi al di sotto della soglia ministeriale prevista. Non dobbiamo dimenticare poi che la media da un valore generico, ma in molti licei non mancano classi in cui si superano i 500 euro».  Un dato, quello che emerge dall’inchiesta che a detta del FGC dimostrerebbe «la forte tendenza alla polarizzazione dell’istruzione in Italia: da una parte i licei, con una spesa media annuale per i libri stabilmente al di sopra la soglia dei 300 euro, dall’altra l’istruzione tecnica e ancora più giù i professionali, con enormi conseguenze sul piano della scelta delle famiglie. Leggi il resto