No Muos: solidarietà a Salvatore

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Il nostro compagno Salvatore Vicario, è stato raggiunto da un avviso di garanzia per l’occupazione della base No Muos del 9 agosto 2014 e 8 agosto 2015.  Le occupazioni delle basi militari sono avvenute al seguito di sentenze che hanno dichiarato l’illegittimità del MUOS e costituiscono a tutti gli effetti un atto di resistenza popolare contro la barbarie imperialista, che mira a trasformare la Sicilia in una piattaforma militare, a danno della salute degli abitanti e contro la volontà di pace espressa dal popolo siciliano e da tutto il popolo italiano. Una volontà che la politica regionale e nazionale continua ad ignorare, concedendo il territorio italiano al servizio della guerra imperialista. Il FGC rinnova la sua solidarietò a Salvatore e agli attivisti NoMuos colpiti dalle misure giudiziarie, ribadendo che le ragioni della lotta NO MUOS sono più forti di ogni tentativo intimidatorio e repressivo. No al Muos, fuori l’Italia dalla Nato, fuori la nato dall’Italia. Leggi il resto



BOICOTTARE I CONTRIBUTI SCOLASTICI: PARTE IN TUTTA ITALIA LA CAMPAGNA DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA

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I contributi che le scuole chiedono ogni anno agli studenti e alle loro famiglie sono ormai un dato strutturale del nostro sistema scolastico, una vera e propria tassa mascherata e “volontaria” solo di nome, spesso imposta attraverso minacce ed intimidazioni. Nonostante ciò, nella “Buona Scuola” di Renzi si continua ad equiparare i contributi scolastici alle generiche “donazioni” erogate alle scuole da soggetti privati, con la precisa volontà di non affrontare questo problema. La verità è che il contributo scolastico in questi anni è stato la leva per imporre tagli sempre maggiori all’istruzione pubblica, che veniva ridotta in ginocchio mentre le famiglie sono state costrette a finanziarla sempre più di tasca propria. Dal 2008 ad oggi sono stati tagliati oltre 20 miliardi di euro alle scuole, e il Governo Renzi non ha portato nessuna inversione di rotta (con la legge di stabilità sono stati tagliati altri 660 milioni all’istruzione). Come conseguenza dei tagli scellerati imposti alla scuola, i contributi sono aumentati del 200% in dieci anni, e oggi ammontano in media a 150 euro. In nome della “autonomia scolastica” (che in realtà significa il disimpegno dello Stato dalla gestione delle scuole pubbliche), le scuole cercano sempre più di “istituzionalizzare” il contributo, legandolo all’iscrizione a determinati indirizzi di studio o vincolando l’accesso a determinate attività formative al pagamento di questa somma. Tutto questo avviene nell’assoluto silenzio complice dei governi che si susseguono.

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«SALARIO E TUTELE PER GLI STUDENTI IN STAGE»: PARTE LA CAMPAGNA DEL FGC CONTRO LO SFRUTTAMENTO IN ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO.

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Con il 2016 si sbloccano i 100 milioni previsti per i progetti di alternanza scuola-lavoro, che interessano gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori per un monte ore di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. Nel frattempo, tutto tace sulla “Carta” che dovrebbe definire i diritti degli studenti in stage, annunciata addirittura per lo scorso settembre.

Ci raccontano che l’alternanza scuola-lavoro serve a combattere la disoccupazione giovanile, ma in realtà a trarne vantaggio sono soltanto le imprese private. Gli studenti vengono ridotti a manodopera a basso costo a disposizione delle imprese, la cui priorità è quella di far fronte alle proprie esigenze immediate e non quella di formare dei lavoratori che abbiano competenze capaci di garantire un futuro stabile. Una realtà che nel mondo del lavoro precario del Jobs Act si traduce in una educazione alla precarietà, altro che lotta alla disoccupazione: sostituendo alla formazione professionale vera e propria la sterile esperienza in azienda con mansioni assolutamente dequalificanti, agli studenti resta solo una “formazione” estremamente parcellizzata.  Le imprese presso le quali gli studenti svolgeranno i tirocini, secondo lo schema previsto dalla riforma di Renzi, saranno in sostanza quelle che, accordandosi col Dirigente Scolastico, elargiranno finanziamenti alle scuole intendendoli come un vero e proprio investimento sulla fornitura di manodopera giovane e priva di diritti. Leggi il resto



FGC: «SOSTEGNO A SCIOPERO DEL 20 NOVEMBRE»

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Il Fronte della Gioventù Comunista manifesta il suo appoggio ai lavoratori in sciopero il 20 novembre. Il governo Renzi appoggiato e sostenuto dalla Confindustria e dai sindacati collaborazionisti ha dimostrato in questi mesi di essere un governo contro i lavoratori. Ha cancellato l’articolo 18, esteso la precarietà ai contratti a tempo indeterminato attraverso il Jobs Act, dato via libera ai demansionamenti, avvallato riduzioni salariali e aumenti degli orari di lavoro.

Con la legge di stabilità il governo si appresta a continuare il trasferimento di ricchezza dai lavoratori ai grandi monopoli. Dopo l’assenza di sei anni del rinnovo contrattuale, l’attuale  governo delle banche, dell’alta finanza e del grande capitale, propone un nuovo contratto con 5 euro di aumento mensili  a fronte di norme che indeboliranno ulteriormente i diritti dei lavoratori, e della conseguenza contestuale  perdita di diritti e servizi del popolo.

Mentre la tassazione sul lavoro resta a livelli stratosferici nessun provvedimento viene introdotto per tassare le rendite finanziarie; ai pochi spiccioli di aumenti corrispondono miliardi di euro nel sostegno delle imprese. Una legge che aumenta le spese militari, ulteriormente incrementate con il pretesto della guerra al terrorismo, per finanziare gli interventi imperialistici in Medio Oriente. Una legge che cancella i fondi all’istruzione, all’università e alla ricerca con 660 milioni di tagli in tre anni.

Il FGC sostiene le forze sindacali che pongono come proprio orizzonte la costruzione del sindacato di classe e la rottura con la logica compromissoria di CGIL, CISL, UIL. Difendiamo la presenza dei sindacati di lotta, anche contro la proposta avanzata dal governo, di comprimere ulteriormente il diritto di sciopero. Respingiamo la retorica dell’unità nazionale che si alimenta con il terrorismo e che diviene il pretesto per comprimere i diritti sociali e le libertà democratiche, a tutto vantaggio dell’azione dei gruppi del capitale monopolistico. Respingiamo le politiche della UE e della Nato e lottiamo per il distacco del nostro paese da ogni alleanze imperialistica.

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LOTTARE CONTRO IL TERRORISMO E L’IMPERIALISMO

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Gli attacchi terroristici a Parigi rappresentano un crimine senza giustificazione verso decine di giovani e lavoratori francesi.  Il terrorismo islamico rappresenta oggi una minaccia reale alla sicurezza dei popoli del mondo, che per anni si è alimentata nelle guerre condotte dagli stati imperialisti in nord africa e medio oriente, che ha potuto contare sul supporto politico, diplomatico, economico e militare di quegli stati che hanno agito e continuano ad agire negli interessi dei propri monopoli. Il sostegno documentato del governo europeo e statunitense a gruppi estremistici di matrice islamica che ne sono divenuti mercenari nella lotta contro alcuni dei governi non allineati, hanno avuto come risultato quello di trasformare la Siria, la Libia, l’Iraq, l’Afghanistan e territori di diversi stati, in polveriere e palestre di addestramento di centinaia di terroristi islamici. Ciò che è accaduto ieri a Parigi succede quotidianamente nei paesi mediorientali e del nord africa, grazie ai risultati degli interventi imperialisti.

Oggi i partiti di governo e l’estrema destra (che si appresta a divenirlo) sono concordi nell’invocare come misure straordinarie la chiusura delle frontiere, l’incremento delle attività militari in africa e medio oriente, la restrizione dei margini delle libertà democratiche nei paesi europei. Queste misure che pure incontrano il favore di una parte della popolazione francese, italiana e di altri stati europei, non sono minimamente in grado di fermare il terrorismo. Sono invece un ottimo pretesto di legittimazione politica per partiti responsabili dell’attuale condizione, che oggi sono travolti dalla crisi economica, e che dietro la retorica dell’unità nazionale cercano di deviare l’attenzione dalle loro responsabilità. Leggi il resto



STUDENTI IN PIAZZA PER LO SCIOPERO GENERALE. FGC: «GOVERNO RITIRI I TAGLI ALL’ISTRUZIONE»

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In occasione dello sciopero generale della scuola proclamato dai sindacati di base, oggi migliaia di studenti hanno manifestato nelle principali città d’Italia, fra cui spiccano importanti capoluoghi come Roma, Torino, Milano, Reggio Calabria. «Soldi alla scuola, non alla guerra», «ritiro immediato dei tagli»: questi gli slogan delle proteste organizzate dal Fronte della Gioventù Comunista, unica organizzazione giovanile ad aver rilanciato questa data.

Bersaglio degli studenti sono infatti i tagli all’istruzione previsti nel ddl stabilità: «Il Governo vuole tagliare altri 660 milioni alla scuola e all’università nei prossimi tre anni, come se gli oltre 20 miliardi tagliati dal 2008 non abbiano già ridotto in ginocchio la scuola pubblica.» – ha affermato Paolo Spena, resp. scuola e università del FGC – «Mentre ci raccontano che i soldi non ci sono, si regalano 27 milioni alle scuole private, si spendono 34 milioni per il nuovo quartier generale della Nato a Bruxelles e l’Italia continua a investire in spese militari, basta vedere il programma FREMM che ci costerà più di 2 miliardi da quest’anno al 2019. I soldi per l’istruzione ci sono, è solo questione di scelte.»

Nel mirino anche la riforma della scuola approvata la scorsa estate: «Una riforma che consegna le scuole nelle mani dei privati e gli studenti alle aziende tramite l’alternanza scuola-lavoro. Vogliamo una scuola realmente gratuita e accessibile a tutti, in cui i libri di testo, i contributi scolastici, le spese chieste alle famiglie, non siano più un ostacolo al diritto allo studio. Per gli studenti in alternanza chiediamo che sia riconosciuta una giusta retribuzione per le ore passate a lavorare in azienda e che sia fissato un orario di lavoro, per impedire che i tirocini si riducano alla semplice manodopera a basso costo per le aziende.» Leggi il resto



Il FGC entra ufficialmente nel WFDY

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Il CC del Fronte della Gioventù Comunista esprime grande soddisfazione per la decisione del Consiglio Centrale della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, riunitosi oggi all’Avana (Cuba), che ha ammesso ufficialmente il FGC nella Federazione Mondiale (WFDY). Entriamo così ufficialmente a far parte dell’organizzazione di quel largo fronte della gioventù antimperialista che il WFDY rappresenta da settant’anni. Per molti anni la storia della gioventù comunista italiana è stata strettamente intrecciata con quella della Federazione Mondiale.

Per ben 28 anni consecutivi la Federazione Giovanile Comunista Italiana ha avuto la presidenza della Federazione Mondiale, facendo parte fino al suo scioglimento del Consiglio Generale. Non è secondo noi un caso che l’allentamento dei legami con la FMGD sia da sempre espressione delle derive opportuniste e revisioniste, come avvenuto negli anni finali della storia del PCI e negli anni del dilagante opportunismo nei partiti e nelle giovanili che nacquero successivamente e che ormai da anni hanno smesso di prendere parte alle attività della FMGD. L’adesione del FGC rende palese il largo riconoscimento che le organizzazioni giovanili comuniste ed antimperialiste portano al lavoro del Fronte in Italia, e costituisce il coronamento di un obiettivo fondamentale assegnato al lavoro del nostro dipartimento internazionale dallo scorso congresso.

Siamo lieti che grazie all’ammissione del FGC l’Italia torni ad essere rappresentata degnamente in questa organizzazione. Il FGC appoggerà le rivendicazioni della Federazione Mondiale, per contribuire allo sviluppo della sua azione politica nel nostro paese e per sostenere tutte le iniziative che abbiano come obiettivo l’unità internazionale della gioventù antimperialista. In questi anni abbiamo svolto costantemente questa attività da organizzazione osservatrice. Oggi entriamo a pieno diritto nella Federazione Mondiale proprio in occasione dell’apertura della XIX Assemblea Generale a L’Avana, a cui il FGC sta partecipando con una delegazione. Un’assemblea importante in cui sono molti i temi in discussione: dall’opposizione alla guerra imperialista e la solidarietà con i popoli aggrediti, alla disoccupazione, al ruolo delle alleanze imperialiste, alla condizione delle donne, degli studenti, dell’ambiente. Si discuterà anche della prossima edizione del Festival Mondiale della Gioventù e degli studenti.

Da oggi il FGC è legato in modo ancora più stretto con le gioventù comuniste e antimperialiste che lottano in ogni parte del mondo. Ed è pronto a fare la sua parte.



STUDENTI IN PIAZZA IL 13 NOVEMBRE PER LO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA. FGC: «GOVERNO TAGLIA ALTRI 660 MILIONI A SCUOLA E UNIVERSITÀ»

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Il Fronte della Gioventù Comunista parteciperà alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 13 novembre, organizzando la mobilitazione degli studenti in occasione dello sciopero generale della scuola, e promuoverà nella stessa giornata cortei studenteschi nelle principali città d’Italia. Riteniamo positiva la convocazione di uno sciopero della scuola da parte dei sindacati di base, mentre i sindacati confederali, con la CGIL in prima linea, dichiarano apertamente di “non volere un autunno caldo” e dimostrano di non aver nessuna intenzione di portare avanti la lotta lo smantellamento della scuola pubblica da parte del Governo Renzi.

La legge di stabilità presentata lo scorso 25 ottobre in Senato nasconde una riduzione dei fondi del Ministero dell’Istruzione di 661,2 milioni in tre anni, una cifra che in media è dieci volte superiore ai tagli operati sui fondi degli altri ministeri, mentre si regalano altri 27 milioni alle scuole private. Nello stesso triennio il Governo programma di spendere circa 2 miliardi e 300 milioni di euro per l’acquisto delle navi da guerra FREMM, e continua a stanziare un budget di oltre 13 miliardi per i caccia F-35. L’ennesima dimostrazione di come, al di là dei grandi proclami, il Governo Renzi operi in assoluta continuità con i tutti i governi precedenti, attuando le stesse politiche dei governi Berlusconi che scaricavano sulla scuola il costo delle politiche di austerità, nell’interesse dei grandi monopoli europei. Leggi il resto



UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA PER LA SCUOLA E IL FUTURO.

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Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia contro la riforma del governo Renzi, per rivendicare una scuola gratuita e realmente accessibile a tutti. Le manifestazioni di oggi si sommano a quelle dello scorso 2 ottobre, che già avevano visto la presenza di migliaia di studenti nelle maggiori città italiane. La gioventù comunista è stata in prima fila nelle lotte di queste settimane, dando un contributo essenziale alla riuscita di molti cortei. Nelle scuole l’opposizione alla riforma è largamente maggioritaria. Si contesta in particolare il sistema dell’alternanza scuola lavoro, che aumentando le ore di stage nelle aziende fino a 400 all’anno trasforma le scuole in una sorta di centri di impiego d manodopera a costo zero, con grandi vantaggi per le aziende che ne usufruiranno. La riforma di Renzi completa quel ciclo di distruzione portato avanti congiuntamente dai governi di centrodestra e centrosinistra, sulla base delle indicazioni della UE. Nessuno sa cosa sia la strategia di Lisbona o il processo di Bologna, ma è lì che si sono decise le sorti dell’istruzione in Italia. L’apertura ai privati che oggi viene garantita dalla riforma, condizionerà scuole sempre più in cerca di risorse e strozzate dai tagli del governo aumentando la divisione tra scuole di serie A e scuole di serie B.

Già oggi la scuola italiana è una scuola classista. Un quarto degli studenti non si diploma e abbandona gli studi. La scelta dell’indirizzo scolastico non avviene sul “merito” che tanto viene sbandierato dai media, ma per la condizione di classe. Libri di testo, contributi scolastici, spese per i trasporti, con agevolazioni e borse di studio tagliate a causa dei vincoli europei, costituiscono ostacoli insormontabili. Con la riforma si acuiscono le contraddizioni nelle scuole, si apre ad una completa differenziazione: già fioriscono sezioni speciali nelle scuole, con corsi a parte e contributi più alti, che si contrappongono ad una scuola sempre più dequalificata.

Oggi avanza tra gli studenti la consapevolezza che non esistono margini di riformismo in questo sistema politico ed economico, che la condizione della scuola italiana riflette gli interessi padronali e le politiche della UE. Mentre si taglia sulla scuola aumentano le spese militari in uno scenario di contrapposizione tra potenze imperialiste con guerre aperte come in Siria e Ucraina. Nelle manifestazioni di oggi la gioventù comunista ha portato la sua contrarietà a Trident Juncture la più grande esercitazione militare della Nato dalla fine della guerra fredda, che vede la partecipazione dell’Italia con soldati, mezzi e basi militari. «Soldi alla scuola, non alla guerra» lo slogan gridato nelle nostre piazze e condiviso da migliaia di studenti. La lotta nelle scuole proseguirà in questi mesi, anche attraverso le elezioni studentesche che nelle prossime settimane avranno luogo in tutta Italia, e certamente nelle mobilitazioni che saranno organizzate. Il FGC sarà in prima linea, come oggi, per rivendicare una scuola pubblica, gratuita, accessibile a tutti, la rottura con le politiche della UE e della Nato.

La segreteria nazionale invia un grande apprezzamento per il lavoro svolto dalle federazioni. In particolare ai compagni che hanno costruito la mobilitazione di oggi, a partire dalle scuole, parlando con gli studenti, portando avanti assemblee, discussioni, volantinaggi, attacchinaggi nelle città, e contribuendo a radicare sempre di più il FGC tra gli studenti e le nuove generazioni, dimostrando che i comunisti ci sono e che le nostre parole d’ordine ottengono un consenso sempre più di massa tra la gioventù.

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FGC IN PIAZZA CON GLI STUDENTI PER LA SCUOLA PUBBLICA. CONTRO LA RIFORMA RENZI.

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Il Fronte della Gioventù Comunista partecipa alle mobilitazioni studentesche in quindici città italiane nella giornata del 9 ottobre. «Studenti in piazza contro buona scuola, Renzi e Ue», «contro la scuola di classe»: questi gli slogan degli spezzoni studenteschi organizzati dal FGC

«La Buona scuola di Renzi apre definitivamente all’ingresso dei capitali privati nelle scuole, sotto forma di finanziamenti che permetteranno alle imprese di influire sulla didattica» – ha affermato Paolo Spena, Resp. Scuola del FGC – «Inaccettabili l’aziendalizzazione delle scuole, l’attacco al titolo di studio con la differenziazione dei curriculum studenteschi, la sostituzione della formazione tecnica e professionale con un’alternanza scuola-lavoro che consegna gli studenti nelle mani di aziende private, trasformandoli in manodopera a basso costo fino a 400 ore all’anno.»

«Il FGC – conclude il comunicato – lotta per una scuola realmente gratuita e accessibile a tutti, in cui i libri di testo, i contributi , le spese chieste alle famiglie, non siano più un ostacolo al diritto allo studio, in cui uno studente possa scegliere la scuola da fare in base alle aspirazioni e non alla condizione di classe. L’opposto della scuola disegnata da questo governo.»   Leggi il resto