BUONA SCUOLA. FGC: «RITIRO IMMEDIATO DEL DDL»

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Le manifestazioni di oggi segnano un ulteriore segnale importante contro il governo Renzi e la sua politica sulla scuola. Lo sciopero del 5 maggio, e la grande partecipazione studentesca che si sta registrando è l’ultima tappa, in ordine temporale, di una forte opposizione a questa riforma, che nei giorni precedenti ha visto gli insegnanti scendere in piazza e scioperare il 24 aprile, e organizzare centinaia di attività nelle scuole e nelle città.

La partecipazione studentesca alle proteste di oggi si caratterizza in modo particolare per il chiaro segnale che viene mandato al governo: nessuna modifica, nessuna trattativa, ritiro immediato della riforma! Una parola d’ordine che oggi portiamo nelle piazze e nelle scuole, che vuole rompere in modo netto con le ambiguità dei sindacati concertativi, dire chiaramente che gli studenti, i professori e tutti i lavoratori della scuola, non accetteranno l’ennesima trattativa al ribasso, non consentiranno accordi capestro sulle proprie spalle e sul futuro della scuola pubblica, non permetteranno che tutto si riduca ad una lotta di posizione interna a settori del PD. Leggi il resto



EXPO MILANO. IL CAPITALISMO NON NUTRE IL PIANETA MA LE TASCHE DEI PADRONI.»

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Il 1 maggio inizia ufficialmente l’Esposizione Universale di Milano 2015 che ha come argomento: nutrire il pianeta. Una grande operazione di mistificazione che nelle intenzioni ufficiali si pone l’obiettivo di una discussione sul problema dell’alimentazione, nei fatti si presenta come operazione universale di pubblicità per i grandi monopoli internazionali del settore alimentare. Basti pensare che gli sponsor ufficiali sono multinazionali del calibro della Coca Cola, di McDonald’s, Nestlè, Monsanto e altre 70 società di questa natura. La principale mistificazione si fonda sull’idea della “Green Economy”, dietro la quale si nasconde in realtà il tentativo di creare nuove occasioni di profitto per i grandi gruppi capitalistici. A farsi promotori di essa sono quelle stesse multinazionali responsabili di anni di devastazione e sfruttamento colonialista.

L’EXPO di Milano promuoverà gli OGM e con essi il potere di ricatto sui contadini che i grandi monopoli hanno con la vendita delle sementi; incoraggia la concentrazione della proprietà terriera e l’aumento della produttività agricola, ottenuta tramite ogni mezzo industriale, chimico a danno delle popolazioni e dell’ambiente. L’Expo sarà una vetrina internazionale di promozione delle grandi catene di distribuzione, che relegano i lavoratori ad una condizione di vera e propria schiavitù. Anche la promozione di prodotti tipici, legati al territorio passa per questo meccanismo, come nel caso di Eataly, la catena di distribuzione di prodotti made in Italy, nota per l’elevato tasso di precarietà presente tra i suoi lavoratori, in larga parte giovani.

Lo sfruttamento, la schiavitù, la precarietà non nutrono il pianeta ma solo le tasche dei padroni. Il capitalismo non può nutrire i popoli, ma solo i profitti dei grandi monopoli internazionali. Leggi il resto



5 MAGGIO IN PIAZZA CONTRO BUONA SCUOLA, GOVERNO RENZI E UE

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È iniziata circa una settimana fa la discussione parlamentare del DDL “buona scuola”. Un testo che si pone in totale continuità con un ciclo di riforme iniziato alla fine degli anni ’90, l’ultima delle quali varata dal governo Berlusconi. Una pietra miliare nel processo di privatizzazione della scuola pubblica, che segnerà di fatto l’ingresso delle imprese nella gestione delle scuole statali in qualità di finanziatori, con voce in capitolo persino sull’offerta formativa. Scuole tecniche e professionali ridotte a fare la formazione per dipendenti di singole aziende, alle quali forniranno continuo ricambio di manodopera a basso costo a vantaggio unilaterale dell’impresa. Una inaccettabile aziendalizzazione delle scuole, che vedono ridotto il potere degli organi collegiali e accresciuta enormemente la discrezionalità dei Dirigenti Scolastici, trasformati in veri e propri manager che potranno selezionare i docenti più adatti al proprio progetto, e addirittura premiare i più “meritevoli” con bonus salariali. Una riforma inaccettabile, che mina nelle fondamenta la scuola pubblica per come l’abbiamo conosciuta e che tace vergognosamente sui temi del diritto allo studio e della gratuità dell’istruzione, mentre uno studente su tre in Italia non riesce a diplomarsi a causa della crisi. Leggi il resto



FGC: «EQUIPARAZIONE TRA NAZISMO E COMUNISMO FALSO STORICO FUNZIONALE A INTERESSI DEL CAPITALE.»

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E’ giunta la notizia della legge approvata dal Parlamento dell’Ucraina che equipara nazismo e comunismo condannando l’esperienza sovietica e equiparandola all’occupazione nazista dell’Ucraina, vietando utilizzo di simboli, propaganda e attività delle organizzazioni comuniste nel Paese con pene severe. Nell’esprimere la nostra solidarietà al partito comunista e alla gioventù comunista ucraina contro questa vergognosa legge facciamo le seguenti considerazioni:

-       ogni tentativo di equiparazione tra nazi-fascismo e comunismo è un falso storico, rappresenta l’espressione più forte della lotta ideologica che il capitale conduce contro i movimenti popolari e la loro aspirazione alla liberazione dallo sfruttamento del lavoro. Una ideologia funzionale al mantenimento di quella vecchia società marcia e moribonda che ancora oggi opprime le masse popolari, costringe la nostra generazione ad un futuro di sfruttamento e precarietà;

-       i tentativi di equiparazione non sono nuovi. Fin dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale – che ha visto la sconfitta del nazifascismo grazie all’eroico sforzo dell’Armata Rossa e di centinaia di migliaia di partigiani comunisti nell’Europa – c’è stato il tentativo di equiparare sotto la fuorviante definizione di “totalitarismi” l’esperienza del socialismo reale con il nazi-fascismo. Questa definizione largamente utilizzata oggi negli ambienti scolastici, accademici e ripetuta continuamente dai media, è priva di qualsiasi fondamento reale ed è stata utilizzata solamente come strumento per ridurre l’influenza dell’URSS nel dopoguerra, e diffondere contrariamente l’idea di una presunta “libertà” nei paesi occidentali, che altro non è che la libertà dei grandi capitalisti di fare profitto, la libertà di sfruttamento, la libertà di essere disoccupati;

-       recentemente l’Unione Europea si è fatta promotrice di una forte campagna anticomunista, che ha incontrato l’avvallo  di settori della Sinistra Europea, la quale si è macchiata di corresponsabilità in queste politiche. L’Ucraina è solo l’ultima di diversi paesi ex sovietici che hanno approvato legislazioni simili, e tutto ciò è in stretta correlazione con gli interessi imperialistici nella regione dell’est Europa e le politiche di avvicinamento alla Nato e alla UE: Leggi il resto



LA CLASSE OPERAIA HA BISOGNO DEL SUO PARTITO, NON DI ALTRE ILLUSIONI.

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In questi anni la classe operaia e le masse popolari hanno visto progressivamente esaurirsi ogni spazio di partecipazione attiva alla vita democratica del Paese. La distruzione dei partiti di massa e la loro conversione in comitati d’affari del capitale, il ruolo sempre più subalterno dei sindacati, l’assenza nelle istituzioni di lavoratori salariati, disoccupati, spariti anche dai partiti della sinistra, ridotti ormai a gruppi di burocrati di professione, tutto questo è un dato oggettivo che marca la realtà dei nostri tempi. La crisi a partire dal 2009 ha segnato un’accelerazione del processo di riduzione dei diritti dei lavoratori. Centinaia di lotte sono state perse perché gestite singolarmente, anche per complicità e inadeguatezze nei sindacati. Non stupisce allora che una parte importante dei quadri sindacali dei settori più politicizzati della classe operaia, senta con forza la necessità di una fase diversa, che punti a superare la fase di stallo attuale.

In questo senso la proposta di Landini e della FIOM evidenzia chiaramente una fase di maturazione di consapevolezza della necessità di una svolta, ma ancora una volta indica un percorso sbagliato. Un percorso fumoso, che sembra riemergere da nebbie bertinottiane e da vocazioni movimentiste, già sconfitte dalla storia, che non chiarisce la sua natura sindacale o politica, che non garantisce reali prospettive politiche alla classe operaia. La stessa scelta degli interlocutori testimonia questa confusione e l’arretratezza di posizioni che va a sciogliersi in un calderone di legalitarismo, pacifismo e movimentismo di ogni genere. Leggi il resto



LA “BUONA SCUOLA” PER CONFINDUSTRIA. ANALISI DEL DDL SULLA SCUOLA.

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Come era prevedibile, il ddl presentato in Consiglio dei Ministri lo scorso 12 marzo non inverte minimamente la rotta rispetto al progetto della “Buona Scuola” pubblicato dal governo lo scorso autunno. Quella delineata nel disegno di legge è una vera e propria scuola-azienda che scavalca persino i progetti dell’ultimo governo Berlusconi. L’autonomia scolastica diventa sinonimo di gestione manageriale da parte del Dirigente Scolastico, che avrà non solo il compito di cercare finanziamenti da parte di privati, ma addirittura quello di scegliere gli insegnanti. Viene introdotta una pianificazione triennale, da affiancare al POF (definito annualmente), nella quale si individuerà l’organico, da scegliere fra i nomi inseriti in appositi albi, nei quali rientreranno tutti gli assunti a partire dal prossimo autunno. Un capitolo a parte, quello delle assunzioni, che dietro l’esaurimento delle GAE (graduatorie ad esaurimento) mascherano l’abbandono di migliaia di precari “colpevoli”, certo non per propria colpa, di aver lavorato poco. Rimandata per adesso la proposta di inserire gli scatti degli stipendio in base al merito: restano gli scatti d’anzianità, a cui si affianca un fondo di 200 milioni per un bonus agli stipendi dei docenti più meritevoli, che sarà assegnato a discrezione del Dirigente al 5% degli insegnanti della scuola. Il trionfo del clientelismo, se si pensa che manca ancora una definizione dei criteri con cui il Dirigente sceglierà gli insegnanti da “assumere”. In compenso, cresce il fondo nazionale per la retribuzione dei Dirigenti Scolastici, anche qui secondo una logica di premialità per quei Dirigenti che più sapranno distinguersi per la propria attività manageriale.

Questa idea del Dirigente che sceglie i docenti più adatti ai suoi progetti e agli insegnamenti che intende offrire avalla la proposta del “curriculum studentesco” (citato in alcuni passaggi del ddl) e svuota di significato il valore legale del titolo di studio, che sebbene non sia esplicitamente abolito si riduce ormai a mera formalità. Dal momento che ogni scuola offrirà insegnamenti diversi, più o meno qualificati o specifici in base alle proprie disponibilità materiali ed economiche, è chiaro che non avrà più senso parlare di uguaglianza formale di tutti i diplomi conseguiti per lo stesso indirizzo di studio. È necessario chiarire che va assolutamente rigettata l’idea per cui difendere il valore legale del titolo di studio e opporsi al curriculum studentesco significa battersi per un livellamento al ribasso dell’istruzione, voler “tappare le ali” alle scuole d’eccellenza. Al contrario chiediamo che l’istruzione di qualità sia offerta da tutti gli istituti, e non solo da poche scuole “di serie A” che avranno le risorse per farlo, con un livellamento al ribasso, stavolta per davvero, fra le altre scuole. Leggi il resto



FGC: «SOLIDALI CON VENEZUELA CONTRO INGERENZE USA»

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Gli Stati Uniti minacciano nuovamente la sovranità del Venezuela; negli scorsi giorni una dichiarazione di Obama definisce il Paese bolivariano “una minaccia per la sicurezza nazionale”. Questa è l’ennesima provocazione che il governo statunitente lancia verso quegli stati che si oppongono con forza alle politiche imperialiste. La verità è che per tutti quei Paesi che resistono all’imperialismo è proprio il governo USA a rappresentare “una minaccia per la sicurezza nazionale”; lo testimonia la storia con il tentato colpo di stato del 2002 orchestrato dalla CIA per bloccare il processo bolivariano ed il sostegno dato a tutte le provocazioni con cui la borghesia venezuelana in questi anni ha cercato di sovvertire la volontà popolare. Il nostro dovere è quello di smascherare l’imperialismo e le sue macchinazioni vergognosamente sostenute dai media. Sappiamo che nel mondo dei monopoli in lotta non esiste limite alla menzogna pur di ragiungere i propri obiettivi di controllo ed influenza sugli stati. Esprimiamo la nostra solidarietà al Presidente Maduro ed al popolo venezuelano che resistono ai tentativi di destabilizzazione che quotidianamente vengono loro rivolti.



DICHIARAZIONE COMUNE DELLE GIOVENTU’ COMUNISTE EUROPEE

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Il 7 e 8 marzo 2015, a Francoforte si è svolto l’11° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee con il titolo “70 anni dopo la vittoria Antifascista dei popoli: il capitalismo genera ancora crisi, fascismo, guerre. La speranza per la gioventù è riposta nel futuro socialista”. Come organizzazioni partecipanti, abbiamo sottoscritto la seguente dichiarazione comune:

L’8 e il 9 Marzo del 1945, il fascismo è stato sconfitto ed è stata posta fine ai più grandi crimini dell’umanità. La caduta del fascismo è riuscita dopo un lungo processo di lotta da parte delle forze antifasciste, specialmente l’Unione Sovietica, dei movimenti di liberazione nazionale, del ruolo importante giocato dai partiti comunisti e del decisivo contributo della gioventù. I soldati dell’Armata Rossa e l‘intero popolo Sovietico hanno contribuito con grandi sacrifici, e hanno pagato il più prezzo per raggiungere tale vittoria. Con la vittoria antifascista, l’Unione Sovietica ha guadagnato grande prestigio internazionale.

Abbiamo ogni ragione e responsabilità per prendere insegnamento dalla storia, per imparare la verità e lottare per essa. Dobbiamo imparare dall’esperienza e dalle conclusioni della lotta titanica dei popoli per la liberazione sociale e per i consistenti miglioramenti di vita e condizioni lavorative per i giovani e per il popolo tutto. Dobbiamo integrarli nella nostra lotta contemporanea.

Oggi, e specialmente dopo la vittoria della Controrivoluzione in Unione Sovietica e negli altri paesi socialisti, uno sforzo coordinato a livello internazionale ha iniziato la revisione e la riscrittura della storia. L’Unione Europea, con la sua politica ufficiale anticomunista, si trova in prima linea in questo attacco. Dichiarando il 9 Maggio come “Il giorno dell’Europa”, l’Unione Europea tenta di cancellare questo giorno come vittoria antifascista dei popoli d’Europa con la partecipazione determinante dell’Unione Sovietica e dei comunisti di tutti i paesi occupati. Essa coltiva il proprio selvaggio anticomunismo come ideologia ufficiale. Promuove la teoria antiscientifica e reazionaria dell’equazione tra fascismo e comunismo tentando di acclamare l’innocenza del sistema capitalista, del quale l’ideologia fascista è parte integrante. Allo stesso tempo, diffama il socialismo-comunismo, che rappresenta la vera minaccia ai suoi interessi. In questo modo, l’Unione Europea rivela il suo vero volto, un’unione interstatale capitalista che favorisce gli interessi dei monopoli. Leggi il resto



8 MARZO: NON UNA FESTA. DONNA PROLETARIA ALZA LA TESTA

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La Giornata Internazionale della Donna fu istituita il 14 luglio del 1921 dalla Seconda Internazionale delle donne comuniste a Mosca, a pochi giorni dall’apertura del terzo Congresso dell’Internazionale Comunista. Giornata e non festa della donna come viene mediaticamente pubblicizzata e ricordata, non al ricordo di un  incendio negli Stati Uniti, accaduto in altra data, ma a commemorare una manifestazione svoltasi nella capitale Russa, l’8 Marzo del 1917, guidata dalle donne operaie contro la tirannide zarista, per rivendicare la fine della guerra, per onorare tutte quelle donne sovietiche che combatteremo e si sacrificarono per la libertà del proprio popolo, per sottolineare i progressi assolutamente avanguardistici fatti dall’Unione Sovietica in tema di diritti e libertà, per ricordare gli enormi passi avanti compiuti dalle donne in tutto il mondo e quelli che si dovranno ancora compiere.
L’8 Marzo dovrebbe essere l’occasione per ricordare tutte quelle donne in ogni parte del mondo che si sono sacrificate, che hanno lottato per la piena libertà del proprio genere e della classi popolari; dovrebbe essere un giorno in cui poter sottolineare come la donna viva un doppio sfruttamento in questo sistema, uno sfruttamento che continua ad acuirsi e che non si risolve certo con un posto in più tra i banchi del Parlamento o con qualche ruolo istituzionale. Leggi il resto



FGC: IN PIAZZA CON GLI STUDENTI NELLE MOBILITAZIONI CONTRO LA “BUONA SCUOLA”

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Il 27 febbraio il Governo Renzi darà ufficialmente il via ai procedimenti di attuazione della riforma della scuola, depositando un decreto legge e un disegno di legge delega. L’intenzione dichiarata è quella di farla entrare in vigore già dal prossimo anno scolastico. La “Buona Scuola” di Renzi rappresenta l’ultima tappa di un progetto iniziato decenni fa, condotto al ritmo di una riforma a governo. Renzi avanza rivendicando una “consultazione” con il mondo della scuola condotta lo scorso autunno, che in realtà ha coinvolto una parte minima del mondo della scuola (e degli studenti, quasi per nulla considerati) e si è dimostrata priva di qualsiasi fondamento democratico.

La “Buona Scuola”, dietro la maschera di questa finta consultazione inscenata per l’occasione, è l’ennesimo colpo dato all’istruzione pubblica, una vera e propria privatizzazione mascherata delle scuole statali, a tutto vantaggio delle imprese private. Scuole pubbliche trasformate in scuole-aziende, finanziate non più dallo Stato ma “autonome”,  cioè guidate da un “Preside-manager” che avrà il compito di attirare nel “suo” istituto i finanziamenti privati. Una riforma che parte dal presupposto che i finanziamenti statali non basteranno mai, mentre si tace sulla responsabilità politica di un Governo che continua a regalare milioni alle scuole private. Poco più di 30 milioni investiti per il diritto allo studio e contro la dispersione scolastica, dinanzi a quasi 500 milioni di finanziamenti alle scuole private; 700 milioni all’edilizia scolastica, una miseria che non basterà a rimettere in sicurezza scuole in cui i crolli sono all’ordine del giorno, dinanzi a 9 miliardi di euro per l’acquisto degli F-35. Ogni anno 100 miliardi di soli interessi sul debito  pubblico vengono regalati alle grandi banche europee. Queste sono le cifre che il Governo nasconde, mentre afferma che i soldi “non ci sono” e che la scuola pubblica deve essere affidata nelle mani del capitale privato. Le imprese private finanzieranno le “buone scuole” di Renzi, potendo così rivendicare una didattica del tutto asservita ai propri interessi. Questa privatizzazione di fatto viene definita dal Governo un “investimento” di tutto il territorio sulla scuola, che non può essere più un peso per il governo. Nulla si dice sui contributi scolastici che ogni anno le famiglie sono costrette a pagare per tenere in piedi le scuole, e che oggi sono la vera fonte di finanziamento delle scuole statali. Leggi il resto