Reggio Emilia. Vittoria comunista alle elezioni studentesche: Cotti (FGC) eletto Presidente della CPS

La gioventù comunista vince le elezioni alla Consulta Provinciale Studentesca di Reggio Emilia, l’organo di rappresentanza di tutti gli studenti della provincia. Con il 40% delle preferenze, Emanuele Cotti è stato eletto Presidente della CPS, durante l’assemblea plenaria di lunedì 13 novembre. Un risultato che arriva a confermare una crescita di consensi per i giovani comunisti nelle scuole di Reggio, grazie al lavoro di propaganda e agitazione promosso fin ai primi giorni dell’anno scolastico.

Cotti, studente dell’Istituto Tecnico Zanelli e militante del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), è stato tra i principali promotori della giornata di mobilitazione del 13 ottobre, che per la prima volta dopo molti anni ha portato in piazza gli studenti reggiani per protestare contro le politiche del governo e l’alternanza scuola-lavoro.

«Siamo determinati a rivoluzionare questa Consulta, mettendo in discussione il suo ruolo alla radice. Le precedenti gestioni si sono limitate a organizzare eventi, senza affrontare i problemi reali degli studenti. – queste le prime dichiarazioni del neo-presidente Cotti – Le politiche dei governi e le riforme del sistema educativo hanno costruito una scuola sempre più lontana dalle esigenze degli studenti, e piegata al profitto. Con l’alternanza scuola-lavoro le aziende risparmiano sulla formazione e possono servirsi del lavoro non pagato degli studenti. Di fronte a questa situazione la Consulta non può rimanere immobile: dobbiamo impegnarci attivamente per dare voce alle lotte degli studenti»

«Abbiamo in programma un lavoro serrato di inchiesta e discussione, attraverso la redazione di dossier da presentare agli enti locali. La condizione dei trasporti nella nostra provincia è penosa e le agevolazioni per gli studenti quasi inesistenti. Tanti sono gli edifici scolastici con problemi strutturali e gravi mancanze: tutto questo passa sotto silenzio, mentre le barriere economiche che impediscono il diritto allo studio diventano insostenibili. Per questo migliaia di studenti abbandonano gli studi ogni anno: è davvero una vergogna, e vogliamo denunciarlo apertamente, compresi i responsabili politici di questa situazione, che hanno preferito consegnare la scuola nelle mani di banche e grandi imprese»


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