STUDENTI IN PIAZZA IL 17 NOVEMBRE. VIA L’ACCORDO MIUR – GRANDI IMPRESE!

La gioventù comunista chiama gli studenti di tutta Italia a scendere in piazza il 17 novembre in occasione della Giornata Internazionale degli Studenti. Già lo scorso 7 ottobre ci siamo mobilitati per rivendicare una scuola diversa, fatta su misura degli studenti e dei futuri lavoratori, e non modellata in base agli interessi delle grandi imprese, della Confindustria e dei padroni. Le risposte del Governo Renzi sono state una legge di stabilità in cui non si inverte in alcun modo la tendenza di questi anni, con pochi spiccioli per il diritto allo studio, e un accordo con 16 grandi imprese e multinazionali sull’alternanza scuola-lavoro, che trasformerà 27mila studenti in manodopera a basso costo su cui fare profitti. È significativo che di questi ben 10mila studenti saranno mandati a lavorare da McDonald, in barba alla retorica che parla di alternanza come esperienza formativa che serve a combattere la disoccupazione e la precarietà. Una “buona scuola” sì, ma per i padroni, non per gli studenti.

Il 17 novembre scenderemo in piazza chiedendo l’immediato ritiro dell’accordo fra Miur e grandi imprese italiane e multinazionali, contrario alla funzione formativa che l’alternanza scuola-lavoro dovrebbe avere. Scenderemo in piazza per rivendicare una scuola totalmente gratuita, dai libri di testo ai trasporti, rivendicando la piena copertura dei costi dell’istruzione con finanziamenti statali. Rivendichiamo l’abolizione dei finanziamenti alle scuole private e dei contributi scolastici, per una scuola che sia accessibile a tutti. Lottiamo contro lo sfruttamento in alternanza scuola-lavoro, rivendicando una giusta retribuzione e tutele per gli studenti in stage, per un’alternanza che sia davvero formativa e non funzionale agli interessi dei padroni, per una scuola che insegni il lavoro e non la precarietà. Vogliamo una riqualificazione di tutta l’istruzione pubblica e in particolare dell’istruzione tecnica e professionale, un aumento della collegialità nella gestione delle scuole contro le ingerenze dei privati e lo strapotere dei Dirigenti Scolastici, rivendichiamo un piano nazionale di interventi per l’edilizia scolastica. Lottiamo contro la scuola di classe imposta dai dettami di UE, BCE e FMI, contro questo sistema che ci condanna a un futuro di precarietà, disoccupazione e assenza di diritti.



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