DIAZ : NON BASTA UNA SENTENZA, NON ABBIAMO FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA DELLO STATO.

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“La conferma delle condanne ai vertici delle forze di polizia per i fatti della scuola Diaz, è certamente una buona notizia, ma non basta. Non basta per rimarginare la ferita di quanto accaduto, non basta per dare un’immagine diversa dello Stato e delle forze di polizia. I responsabili politici di quello che accadde a Genova sono seduti in Parlamento, nelle più alte cariche istituzionali, sono nei vertici dei servizi e delle forze di polizia, sono stati promossi sistematicamente in posti chiave dell’apparato statale. Le seconde linee possono cadere, ma le prime sono saldamente ai loro posti. È questa consapevolezza che ci impedisce di credere che su Genova, così come sugli altri momenti bui della storia italiana, possa essere fatta veramente giustizia. Siamo convinti che la vera giustizia non si ottenga con le sentenze, ma solo con la lotta”. Così ha dichiarato – in una nota ufficiale sulla conferma delle condanne in Cassazione per i fatti della scuola Diaz- il “Fronte della Gioventù Comunista”: l’organizzazione giovanile nazionale nata lo scorso giugno a Roma a seguito di un appello “per la gioventù comunista” promosso da “Senza Tregua”, nota organizzazione studentesca radicata nelle scuole e nei quartieri romani, ora scioltasi nella nuova sigla

SULLA AUTONOMIA DEL FRONTE DELLA GIOVENTU’ COMUNISTA

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«…dobbiamo quindi essere favorevoli senza riserve all’autonomia organizzativa dell’Unione della gioventù, non solo perché gli opportunisti la temono, ma anche per ragioni di principio. Infatti, senza una completa autonomia, la gioventù non potrà educare nelle sue file dei buoni comunisti e non potrà prepararsi a far progredire il socialismo.» (Lenin, 1917 “L’internazionale giovanile”)

Fin dall’appello lanciato da Senza Tregua, il «Fronte della Gioventù Comunista» ha marcato come propria caratteristica fondamentale l’autonomia dai partiti esistenti. Una “giovanile senza partito“ è stato considerato da alcuni. La nostra organizzazione in realtà si inserisce in un processo più complesso di questa semplice schematizzazione, processo che vogliamo spiegare con chiarezza per definire, anche pubblicamente, la nostra linea politica ed organizzativa. Lo facciamo perché in Italia, fin dal PCI, ha prevalso la logica dell’organizzazione giovanile interna al partito intesa come semplice duplicazione di lavoro, incarichi e responsabilità; semplice suddivisione organizzativa degli iscritti al partito in base all’età. Oggi quel partito non esiste. Non c’è un riferimento chiaro per le masse come fu il PCI nei primi anni del dopoguerra, non ci sono le stesse condizioni di presenza dei comunisti nella società. Sotto questo profilo l’idea dell’autonomia del FGC nasce come volontà di definizione di un processo unitario per la ricomposizione della frammentazione di questi anni, a partire dai giovani. Noi non siamo tra quelli che perseguono il feticcio dell’unità ad ogni costo. L’unità è un mezzo e come tale diventa un valore aggiunto. Quando, al contrario, assume la connotazione di fine ultimo non si realizza alcuna unità di fondo e si costruiscono agglomerati in cui ciascuno marcia nella sua direzione; organizzazioni impantanate in inutili discussioni che ne paralizzano l’attività esterna. È per evitare queste situazioni che sia nei “paletti” dell’appello di Senza Tregua, sia nei documenti successivi abbiamo indicato l’analisi di fondo su cui fondare questa unità. Non si tratta di una mera questione ideologica, ma di una questione sostanziale che si concretizza nell’attività pratica. Leggi il resto