FGC AL MIUR: RITIRO IMMEDIATO DEL DDL SCUOLA.

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Parte la protesta degli studenti contro l’approvazione del ddl scuola prevista oggi alla Camera dei Deputati. Il Fronte della Gioventù Comunista questa mattina ha esposto uno striscione sulla scalinata del Ministero dell’Istruzione con scritto: «Renzi come Berlusconi. Contro il ddl scuola. No alla scuola dei padroni» In questi giorni il FGC sta racccogliendo nelle scuole 50.000 firme contro il progetto di riforma, che saranno consegnate al governo nei prossimi giorni in occasione dell’arrivo del ddl al Senato. «La scuola italiana ha bisogno di una riforma che vada nella direzione esattamente opposta a quella intrapresa dal governo» dichiara Alessandro Mustillo, segretario nazionale FGC. «Renzi si pone in continuità con le riforme dei governi Berlusconi nella direzione della costruzione di una scuola azienda, con super poteri ai Dirigenti Scolastici e via libera ai privati. L’istruzione tecnica e professionale viene completamente lasciata in balìa degli interessi delle imprese. Nessuna misura reale è prevista per il diritto allo studio, nulla viene detto sul contributo studentesco, sempre più una tassa vergognosa chiesta alle famiglie per mascherare i tagli del governo. Servirebbe un investimento serio nell’istruzione per colmare i problemi di accesso al diritto allo studio di sempre maggiori fasce popolari, con uno sguardo alle grandi differenze territoriali del nostro paese. Creare scuole di serie A e serie B, concedere detrazioni fiscali a vantaggio delle private, sono misure che vanno nella direzione opposta e che mirano alla creazione di un sistema d’istruzione di classe, in cui chi può ottiene una scuola di eccellenza, e chi non ha possibilità economiche è relegato ad un’istruzione dequalificata. In relazione a questo il FGC chiede il ritiro immediato del ddl, perchè nessun emendamento di facciata può modificare l’impianto della riforma.»

 

9 MAGGIO: RIPRISTINARE LA VERITA’ STORICA, COMBATTERE IL REVISIONISMO.

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L’8 e il 9 maggio di quest’anno rappresentano la storica ricorrenza del 70° anniversario della resa della Germania nazista e della vittoria antifascista dei popoli. Una vittoria a cui l’Unione Sovietica e i comunisti hanno dato un contributo essenziale. Per questa ricorrenza, che si celebra a pochi giorni dalla data della nostra liberazione nazionale dal fascismo il FGC ha messo in cantiere una serie di iniziative di informazione e materiale propagandistico per ripristinare la verità storica e combattere contro il revisionismo. Un impegno preso insieme alle gioventù comuniste europee all’ XI MECYO (Incontro Europeo delle Gioventù Comuniste) tenutosi a Francoforte e che ha portato all’importante iniziativa comune della costruzione del sito http://antifascistvictory.com al cui indirizzo è possibile trovare tutte le iniziative delle gioventù comuniste europee per il 70° anniversario della vittoria. Da menzionare anche l’attività svolta dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica per ricordare la ricorrenza e il suo significato nella lotta contro l’imperialismo e per la pace.

Combattere il revisionismo e ogni tentativo di equiparazione tra nazi-fascismo e comunismo significa combattere contro il più potente argomento ideologico che la borghesia utilizza per difendere la sua posizione di dominio di fronte alla crisi del capitalismo. Vuol dire lottare contro un’arma potente che mira a impedire l’organizzazione dei proletari e la stessa possibilità di concepire un’alternativa al capitalismo. Combattere il revisionismo vuol dire fare i contri con la storia nazionale del nostro Paese, che ha avuto enormi responsabilità nella seconda guerra mondiale sotto il regime fascista. Significa costruire le premesse per un avvenire di pace, per rafforzare la lotta contro l’imperialismo e l’azione della classe operaia e delle masse popolari in tutto il mondo nella direzione del socialismo. Ricordiamo il grande contributo dell’URSS e dei comunisti alla liberazione dei popoli, rigettiamo il revisionismo e ogni tentativo di equiparazione!

 

BUONA SCUOLA. FGC: «RITIRO IMMEDIATO DEL DDL»

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Le manifestazioni di oggi segnano un ulteriore segnale importante contro il governo Renzi e la sua politica sulla scuola. Lo sciopero del 5 maggio, e la grande partecipazione studentesca che si sta registrando è l’ultima tappa, in ordine temporale, di una forte opposizione a questa riforma, che nei giorni precedenti ha visto gli insegnanti scendere in piazza e scioperare il 24 aprile, e organizzare centinaia di attività nelle scuole e nelle città.

La partecipazione studentesca alle proteste di oggi si caratterizza in modo particolare per il chiaro segnale che viene mandato al governo: nessuna modifica, nessuna trattativa, ritiro immediato della riforma! Una parola d’ordine che oggi portiamo nelle piazze e nelle scuole, che vuole rompere in modo netto con le ambiguità dei sindacati concertativi, dire chiaramente che gli studenti, i professori e tutti i lavoratori della scuola, non accetteranno l’ennesima trattativa al ribasso, non consentiranno accordi capestro sulle proprie spalle e sul futuro della scuola pubblica, non permetteranno che tutto si riduca ad una lotta di posizione interna a settori del PD. Leggi il resto

EXPO MILANO. IL CAPITALISMO NON NUTRE IL PIANETA MA LE TASCHE DEI PADRONI.»

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Il 1 maggio inizia ufficialmente l’Esposizione Universale di Milano 2015 che ha come argomento: nutrire il pianeta. Una grande operazione di mistificazione che nelle intenzioni ufficiali si pone l’obiettivo di una discussione sul problema dell’alimentazione, nei fatti si presenta come operazione universale di pubblicità per i grandi monopoli internazionali del settore alimentare. Basti pensare che gli sponsor ufficiali sono multinazionali del calibro della Coca Cola, di McDonald’s, Nestlè, Monsanto e altre 70 società di questa natura. La principale mistificazione si fonda sull’idea della “Green Economy”, dietro la quale si nasconde in realtà il tentativo di creare nuove occasioni di profitto per i grandi gruppi capitalistici. A farsi promotori di essa sono quelle stesse multinazionali responsabili di anni di devastazione e sfruttamento colonialista.

L’EXPO di Milano promuoverà gli OGM e con essi il potere di ricatto sui contadini che i grandi monopoli hanno con la vendita delle sementi; incoraggia la concentrazione della proprietà terriera e l’aumento della produttività agricola, ottenuta tramite ogni mezzo industriale, chimico a danno delle popolazioni e dell’ambiente. L’Expo sarà una vetrina internazionale di promozione delle grandi catene di distribuzione, che relegano i lavoratori ad una condizione di vera e propria schiavitù. Anche la promozione di prodotti tipici, legati al territorio passa per questo meccanismo, come nel caso di Eataly, la catena di distribuzione di prodotti made in Italy, nota per l’elevato tasso di precarietà presente tra i suoi lavoratori, in larga parte giovani.

Lo sfruttamento, la schiavitù, la precarietà non nutrono il pianeta ma solo le tasche dei padroni. Il capitalismo non può nutrire i popoli, ma solo i profitti dei grandi monopoli internazionali. Leggi il resto

LA CLASSE OPERAIA HA BISOGNO DEL SUO PARTITO, NON DI ALTRE ILLUSIONI.

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In questi anni la classe operaia e le masse popolari hanno visto progressivamente esaurirsi ogni spazio di partecipazione attiva alla vita democratica del Paese. La distruzione dei partiti di massa e la loro conversione in comitati d’affari del capitale, il ruolo sempre più subalterno dei sindacati, l’assenza nelle istituzioni di lavoratori salariati, disoccupati, spariti anche dai partiti della sinistra, ridotti ormai a gruppi di burocrati di professione, tutto questo è un dato oggettivo che marca la realtà dei nostri tempi. La crisi a partire dal 2009 ha segnato un’accelerazione del processo di riduzione dei diritti dei lavoratori. Centinaia di lotte sono state perse perché gestite singolarmente, anche per complicità e inadeguatezze nei sindacati. Non stupisce allora che una parte importante dei quadri sindacali dei settori più politicizzati della classe operaia, senta con forza la necessità di una fase diversa, che punti a superare la fase di stallo attuale.

In questo senso la proposta di Landini e della FIOM evidenzia chiaramente una fase di maturazione di consapevolezza della necessità di una svolta, ma ancora una volta indica un percorso sbagliato. Un percorso fumoso, che sembra riemergere da nebbie bertinottiane e da vocazioni movimentiste, già sconfitte dalla storia, che non chiarisce la sua natura sindacale o politica, che non garantisce reali prospettive politiche alla classe operaia. La stessa scelta degli interlocutori testimonia questa confusione e l’arretratezza di posizioni che va a sciogliersi in un calderone di legalitarismo, pacifismo e movimentismo di ogni genere. Leggi il resto

DICHIARAZIONE COMUNE DELLE GIOVENTU’ COMUNISTE EUROPEE

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Il 7 e 8 marzo 2015, a Francoforte si è svolto l’11° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee con il titolo “70 anni dopo la vittoria Antifascista dei popoli: il capitalismo genera ancora crisi, fascismo, guerre. La speranza per la gioventù è riposta nel futuro socialista”. Come organizzazioni partecipanti, abbiamo sottoscritto la seguente dichiarazione comune:

L’8 e il 9 Marzo del 1945, il fascismo è stato sconfitto ed è stata posta fine ai più grandi crimini dell’umanità. La caduta del fascismo è riuscita dopo un lungo processo di lotta da parte delle forze antifasciste, specialmente l’Unione Sovietica, dei movimenti di liberazione nazionale, del ruolo importante giocato dai partiti comunisti e del decisivo contributo della gioventù. I soldati dell’Armata Rossa e l‘intero popolo Sovietico hanno contribuito con grandi sacrifici, e hanno pagato il più prezzo per raggiungere tale vittoria. Con la vittoria antifascista, l’Unione Sovietica ha guadagnato grande prestigio internazionale.

Abbiamo ogni ragione e responsabilità per prendere insegnamento dalla storia, per imparare la verità e lottare per essa. Dobbiamo imparare dall’esperienza e dalle conclusioni della lotta titanica dei popoli per la liberazione sociale e per i consistenti miglioramenti di vita e condizioni lavorative per i giovani e per il popolo tutto. Dobbiamo integrarli nella nostra lotta contemporanea.

Oggi, e specialmente dopo la vittoria della Controrivoluzione in Unione Sovietica e negli altri paesi socialisti, uno sforzo coordinato a livello internazionale ha iniziato la revisione e la riscrittura della storia. L’Unione Europea, con la sua politica ufficiale anticomunista, si trova in prima linea in questo attacco. Dichiarando il 9 Maggio come “Il giorno dell’Europa”, l’Unione Europea tenta di cancellare questo giorno come vittoria antifascista dei popoli d’Europa con la partecipazione determinante dell’Unione Sovietica e dei comunisti di tutti i paesi occupati. Essa coltiva il proprio selvaggio anticomunismo come ideologia ufficiale. Promuove la teoria antiscientifica e reazionaria dell’equazione tra fascismo e comunismo tentando di acclamare l’innocenza del sistema capitalista, del quale l’ideologia fascista è parte integrante. Allo stesso tempo, diffama il socialismo-comunismo, che rappresenta la vera minaccia ai suoi interessi. In questo modo, l’Unione Europea rivela il suo vero volto, un’unione interstatale capitalista che favorisce gli interessi dei monopoli. Leggi il resto

8 MARZO: NON UNA FESTA. DONNA PROLETARIA ALZA LA TESTA

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La Giornata Internazionale della Donna fu istituita il 14 luglio del 1921 dalla Seconda Internazionale delle donne comuniste a Mosca, a pochi giorni dall’apertura del terzo Congresso dell’Internazionale Comunista. Giornata e non festa della donna come viene mediaticamente pubblicizzata e ricordata, non al ricordo di un  incendio negli Stati Uniti, accaduto in altra data, ma a commemorare una manifestazione svoltasi nella capitale Russa, l’8 Marzo del 1917, guidata dalle donne operaie contro la tirannide zarista, per rivendicare la fine della guerra, per onorare tutte quelle donne sovietiche che combatteremo e si sacrificarono per la libertà del proprio popolo, per sottolineare i progressi assolutamente avanguardistici fatti dall’Unione Sovietica in tema di diritti e libertà, per ricordare gli enormi passi avanti compiuti dalle donne in tutto il mondo e quelli che si dovranno ancora compiere.
L’8 Marzo dovrebbe essere l’occasione per ricordare tutte quelle donne in ogni parte del mondo che si sono sacrificate, che hanno lottato per la piena libertà del proprio genere e della classi popolari; dovrebbe essere un giorno in cui poter sottolineare come la donna viva un doppio sfruttamento in questo sistema, uno sfruttamento che continua ad acuirsi e che non si risolve certo con un posto in più tra i banchi del Parlamento o con qualche ruolo istituzionale. Leggi il resto

APPELLO ALLE FORZE COMUNISTE: MAI CON RENZI E UE, RESPINGIAMO SALVINI.

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Il 28 febbraio a Roma una comizio della Lega Nord, insieme con Fratelli d’Italia e varie organizzazioni dell’estrema destra neofascista italiana, daranno avvio al progetto della costituzione di un fronte nazionale sul modello di quello francese, che ormai da giorni di propone come alternativa al governo Renzi e alle politiche europee. In questo quadro di crisi organica in mancanza di una seria alternativa di carattere progressista a favore delle classi sociali subalterne, l’Italia corre il rischio di vedere una crescita di consenso attorno alle forze reazionarie che questo progetto unisce. In queste settimane due assemblea all’Università La Sapienza di Roma hanno reso evidente la volontà di costruire un corteo nella giornata del 28 contro il comizio di Salvini, per dire che la vera opposizione al governo Renzi non passa per la destra leghista e neofascista, compromessa da anni di gestione del potere con i governi di centrodestra.

Il Fronte della Gioventù Comunista aderirà a questa manifestazione, come momento utile per una discussione collettiva tra le forze sociali e politiche che parteciperanno, con l’obiettivo di fare un passo in avanti nell’analisi politica e nella prospettiva organizzativa delle lotte contro questo governo. Riteniamo un corteo assolutamente insufficiente in questa direzione, espressione dell’arretratezza degli attuali rapporti di forza e del livello politico organizzativo oggi presente. Riteniamo anche la piattaforma politica della manifestazione inconsistente sul piano politico delle rivendicazioni in particolare per quanto concerne la questione fondamentale dell’Unione Europea e dell’euro, ancora una volta ignorata in nome di pretese illusorie di modifica dell’Unione Europea dal suo interno. Proprio in queste contraddizioni si lasciano spazi all’avanzata della destra, nel momento in cui, anche a livello internazionale, appare chiaro con l’esempio della Grecia che ogni illusione sul cambiamento dall’interno della UE, ogni margine di riformismo radicale interno alla gabbia della UE e dell’euro è destinato a fallire miseramente.   Leggi il resto

FGC: «CASTELLINO GIU’ LE MANI DAL NOME FDG»

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Apprendiamo dai giornali romani che il gruppo neofascista di Castellino avrebbe utilizzato per i suoi giovani il nome Fronte della Gioventù. Non riteniamo che tale scelta sia casuale, a tre anni dalla costituzione del Fronte della Gioventù Comunista. Ricordiamo che prima che i missini si appropriassero senza titolo di quel nome, il Fronte della Gioventù è stata l’organizzazione dei giovani partigiani che hanno lottato contro il fascismo. Il FdG fu fondato e diretto da Eugenio Curiel, giovane comunista, fino alla sua morte, a causa di un agguato da parte delle brigate nere. Nelle sue fila si contano centinaia e centinaia di giovani partigiani uccisi per la liberazione del Paese. Non siamo disponibili a vedere ancora una volta il nome di un’eroica organizzazione antifascista utilizzato dai neofascisti. Una mossa inoltre che sappiamo bene essere dettata dalla volontà di creare confusione, dal momento che da due anni la gioventù comunista in Italia si è riunita e riorganizzata sotto il nome di Fronte della Gioventù Comunista, proprio per riappropriarsi dello storico nome della formazione partigiana.Castellino e fascisti vari, giù le mani dalla gioventù! Il Fronte della Gioventù è quello antifascista di Curiel!

FGC: «SOLIDALI CON LA LOTTA DI CLASSE DEL POPOLO GRECO, NON CON TSIPRAS.»

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Come Fronte della Gioventù Comunista non scenderemo nelle piazze italiane previste per le manifestazioni del 14 febbraio con lo slogan “solidarietà con il popolo greco”, che riteniamo fuorviante rispetto ai reali obiettivi delle manifestazioni e alla condizione del popolo greco. Riteniamo infatti che questa campagna internazionale promossa dalla Sinistra Europea e rilanciata in Italia da tutta una serie di sigle e personalità in cerca di un posto in Parlamento a qualunque costo, sia fuorviante e dannosa. Il giudizio sul governo Tsipras lungi dall’essere ancorato ai fatti reali che si stanno producendo, è condotto a partire da illusioni e false speranze, che alimentano di fatto il sostegno delle masse popolari all’Unione Europea e al sistema capitalistico.

In pochi giorni il governo SYRIZA-ANEL ha già fatto molti passi indietro sulle sue promesse elettorali, come era inevitabile data l’accettazione della permanenza nella UE e nell’euro. Passi indietro che si sommano alla revisione del programma di Syriza già effettuata in vista delle recenti elezioni (nonostante in Italia si spacci ancora per programma del governo Tsipras quello iniziale della formazione politica). Solo per ricapitolare alcuni fatti recenti: Tsipras e Varoufakis hanno dichiarato di accettare il 70% del vecchio memorandum e di voler sostituire il restante 30% con nuovi accordi con le istituzioni europee e l’OCSE, accordi che prevedono il pagamento del debito. Più volte il governo greco ha dichiarato che il popolo onorerà i suoi impegni con i creditori, limitandosi a giocare con le parole sostituendo alla “troika” le istituzioni internazionali che la compongono (UE, BCE, FMI). Nuove riforme e pareggio di bilancio porteranno effetti del tutto simili a quelli già sperimentati in questi anni dai greci. Le dichiarazioni dei primi giorni sono state tutte successivamente smentite dai fatti: dalle privatizzazioni, alla natura delle riforme sul lavoro, passando per la politica internazionale. Leggi il resto