UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA PER LA SCUOLA E IL FUTURO.

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Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia contro la riforma del governo Renzi, per rivendicare una scuola gratuita e realmente accessibile a tutti. Le manifestazioni di oggi si sommano a quelle dello scorso 2 ottobre, che già avevano visto la presenza di migliaia di studenti nelle maggiori città italiane. La gioventù comunista è stata in prima fila nelle lotte di queste settimane, dando un contributo essenziale alla riuscita di molti cortei. Nelle scuole l’opposizione alla riforma è largamente maggioritaria. Si contesta in particolare il sistema dell’alternanza scuola lavoro, che aumentando le ore di stage nelle aziende fino a 400 all’anno trasforma le scuole in una sorta di centri di impiego d manodopera a costo zero, con grandi vantaggi per le aziende che ne usufruiranno. La riforma di Renzi completa quel ciclo di distruzione portato avanti congiuntamente dai governi di centrodestra e centrosinistra, sulla base delle indicazioni della UE. Nessuno sa cosa sia la strategia di Lisbona o il processo di Bologna, ma è lì che si sono decise le sorti dell’istruzione in Italia. L’apertura ai privati che oggi viene garantita dalla riforma, condizionerà scuole sempre più in cerca di risorse e strozzate dai tagli del governo aumentando la divisione tra scuole di serie A e scuole di serie B.

Già oggi la scuola italiana è una scuola classista. Un quarto degli studenti non si diploma e abbandona gli studi. La scelta dell’indirizzo scolastico non avviene sul “merito” che tanto viene sbandierato dai media, ma per la condizione di classe. Libri di testo, contributi scolastici, spese per i trasporti, con agevolazioni e borse di studio tagliate a causa dei vincoli europei, costituiscono ostacoli insormontabili. Con la riforma si acuiscono le contraddizioni nelle scuole, si apre ad una completa differenziazione: già fioriscono sezioni speciali nelle scuole, con corsi a parte e contributi più alti, che si contrappongono ad una scuola sempre più dequalificata.

Oggi avanza tra gli studenti la consapevolezza che non esistono margini di riformismo in questo sistema politico ed economico, che la condizione della scuola italiana riflette gli interessi padronali e le politiche della UE. Mentre si taglia sulla scuola aumentano le spese militari in uno scenario di contrapposizione tra potenze imperialiste con guerre aperte come in Siria e Ucraina. Nelle manifestazioni di oggi la gioventù comunista ha portato la sua contrarietà a Trident Juncture la più grande esercitazione militare della Nato dalla fine della guerra fredda, che vede la partecipazione dell’Italia con soldati, mezzi e basi militari. «Soldi alla scuola, non alla guerra» lo slogan gridato nelle nostre piazze e condiviso da migliaia di studenti. La lotta nelle scuole proseguirà in questi mesi, anche attraverso le elezioni studentesche che nelle prossime settimane avranno luogo in tutta Italia, e certamente nelle mobilitazioni che saranno organizzate. Il FGC sarà in prima linea, come oggi, per rivendicare una scuola pubblica, gratuita, accessibile a tutti, la rottura con le politiche della UE e della Nato.

La segreteria nazionale invia un grande apprezzamento per il lavoro svolto dalle federazioni. In particolare ai compagni che hanno costruito la mobilitazione di oggi, a partire dalle scuole, parlando con gli studenti, portando avanti assemblee, discussioni, volantinaggi, attacchinaggi nelle città, e contribuendo a radicare sempre di più il FGC tra gli studenti e le nuove generazioni, dimostrando che i comunisti ci sono e che le nostre parole d’ordine ottengono un consenso sempre più di massa tra la gioventù.

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FGC: NELLE PIAZZE STUDENTESCHE AZIONI CONTRO LE ESERCITAZIONI NATO.

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Nel mirino della gioventù comunista anche le esercitazioni NATO. In diversi cortei sono stati esposti striscioni contro il progetto “Trident Juncture” iniziato lo scorso 3 ottobre e sono seguiti volantinaggi contro la guerra. Oggi si spendono pochi spiccioli per il diritto allo studio e l’edilizia scolastica, ma la priorità dell’Italia è quella di giocare alla guerra contro la Russia. Il Governo mantiene stanziato un budget di 13 miliardi per gli F-35, una cifra vicina a quella che servirebbe per finanziare la ristrutturazione urgente dell’edilizia scolastica. Non accettiamo che si continui a tagliare sul nostro futuro: soldi alla scuola, non per la guerra imperialista.

FGC: «SFERRIAMO IL CONTRATTACCO ». STUDENTI IN PIAZZA A OTTOBRE CONTRO BUONA SCUOLA, RENZI E UE.

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Il Fronte della Gioventù Comunista sarà in piazza con i propri spezzoni studenteschi  nelle principali città italiane nei giorni delle mobilitazioni annunciate per il mese di ottobre. Rilanciamo le date del 2 e del 9 ottobre, sebbene riteniamo questa suddivisione in due date un sintomo dell’arretratezza e dell’insufficienza delle strutture studentesche oggi esistenti dinanzi all’enorme attacco ai diritti che viene condotto.

La legge 107 approvata lo scorso luglio ha fatto diventare realtà una “buona scuola” che è buona solo per i padroni e per la Confindustria. Una pietra miliare verso la privatizzazione delle scuole pubbliche, trasformate in aziende gestite da un Preside-Manager e costrette ad elemosinare finanziamenti dalle imprese private, mentre alle scuole private vengono assegnati fondi pubblici. Una crescente ingerenza dei privati, che avranno voce in capitolo nella stesura dei nuovi Piani Triennali. Studenti dei tecnici e professionali consegnati nelle mani delle imprese tramite l’alternanza scuola-lavoro, cioè manodopera in azienda senza nessun valore formativo e che prepara solo alla precarietà (altro che lotta alla disoccupazione giovanile!). Una differenziazione dei curriculum studenteschi che di fatto sancisce lo svilimento del valore legale del titolo di studio, poiché i diplomi delle scuole “di serie B” varranno meno di quelli delle scuole “di serie A” che hanno le risorse per offrire insegnamenti opzionali di maggiore qualità. Pochi spiccioli per l’edilizia scolastica e il diritto allo studio, mentre una scuola su cinque ha lesioni strutturali e uno studente su tre abbandona la scuola a causa della crisi. Continuano a dirci che le risorse per la scuola non ci sono, ma solo quest’anno l’Italia ha speso 70 miliardi per gli interessi sul debito e continua ad acquistare gli F-35, per i quali il budget ammonta a più di 13 miliardi.

Non è più sufficiente contestare solo la riforma di turno: bisogna rompere con la logica delle battaglie in difesa che hanno come unico risultato quello di collezionare una sconfitta dopo l’altra. Spetta a noi organizzare l’offensiva contro il modello di scuola imposto da questo sistema. Scenderemo in piazza per rivendicare la piena gratuità dell’istruzione, dai libri ai trasporti; l’abolizione dei finanziamenti alle scuole private e dei contributi scolastici imposti dalle scuole per sopperire ai tagli. Vogliamo una riqualificazione dell’istruzione tecnica e professionale e un aumento della collegialità nella gestione delle scuole, contro le ingerenze dei privati e lo strapotere dei Dirigenti Scolastici. Rivendichiamo un piano di interventi urgenti sull’edilizia scolastica e un’istruzione di qualità per tutti, contro la logica della competizione fra le scuole. Lottiamo contro la scuola di classe imposta dai dettami di UE, BCE e FMI, contro questo sistema che ci condanna a un futuro di precarietà, disoccupazione e assenza di diritti.

La gioventù comunista chiama tutti gli studenti a scendere in piazza in quest’autunno di lotte. Per rivendicare una scuola pubblica, gratuita e di qualità. Per il libero accesso all’istruzione senza ostacoli di classe. Per opporsi alla riforma e ai piani del governo. Organizziamo il contrattacco.

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FGC: “PROTESTA CONTRO RIFORMA NEL PRIMO GIORNO DI SCUOLA.»

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«La Buona Scuola è la scuola dei padroni, organizziamo il contrattacco»: questo lo slogan della campagna promossa dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC) nelle scuole di tutta Italia sin da oggi 14 settembre e domani primi giorni di apertura delle scuole nelle varie regioni. In centinaia di scuole gli studenti sono già mobilitati con proteste e presidi contro la riforma della scuola approvata lo scorso luglio. Una mobilitazione che proseguirà per tutto l’autunno sostengono gli studenti comunisti.

«La legge 107 chiude un ciclo di riforme mirate a demolire la scuola pubblica, e oggi tutte le principali direttrici delle riforme passate giungono a un nuovo traguardo» – ha affermato Paolo Spena, Responsabile Scuola e Università del FGC – «L’autonomia scolastica, vale a dire il disimpegno dello Stato dalla gestione della scuola pubblica, grazie alla legge approvata si traduce nell’entrata dei privati nelle scuole in veste di finanziatori. Il valore legale del titolo di studio viene di fatto svuotato di significato attraverso la diversificazione dei curriculum dello studente, mentre le scuole diventano aziende gestite da un preside-manager impegnato ad accaparrare finanziamenti privati e col potere di fare il bello e il cattivo tempo. Un piano di alternanza scuola-lavoro che asservisce gli istituti tecnici e professionali alle richieste delle aziende, senza nessun vantaggio per gli studenti. Non una parola sul diritto allo studio, mentre un giovane su tre non riesce a diplomarsi a causa della crisi e andare a scuola diventa sempre più costoso.» Leggi il resto

UNIVERSITA’. AZIONI FGC AI TEST D’INGRESSO «CONTRO UNIVERSITA’ DI CLASSE».

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«L’università in Italia è sempre più un’università classista» questo ha dichiarato Paolo Spena, Resp . Università del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), organizzazione che in occasione del test di medicina ha promosso una serie di azioni di protesta nelle principali città universitarie. «In tre anni sono 100.000 le immatricolazioni in meno, ma il governo non fa che creare nuove barriere di accesso. Il nuovo ISEE ad esempio, che fa sembrare tutti più ricchi, riduce l’assegnazione delle borse di studio e provocherà una ulteriore perdita di iscritti.» Presi di mira oggi dai militanti FGC i test universitari che secondo Spena «con il pretesto del merito, finiscono per fotografare nella maggior parte questa selezione di classe. La gioventù comunista – conclude la nota – rivendica un’università pubblica accessibile a tutti indipendentemente dal reddito, inserita in una pianificazione nazionale che consenta il diritto effettivo delle nuove generazioni ad un lavoro senza precarietà. Non è di questi test che abbiamo bisogno, ma di ripensare radicalmente un sistema in cui l’istruzione è una questione di classe e gli indirizzi politici che vengono applicati seguono gli interessi delle imprese e i diktat della UE».

LEGGE 194. FGC: «37 ANNI FA APPROVAZIONE 194 MA ABORTO MINACCIATO DA OBIETTORI. CANCELLARE OBIEZIONE DI COSCIENZA»

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«A trentasette anni dall’approvazione delle legge 194 l’aumento verticale dei medici obiettori sta  cancellando il diritto delle donne ad abortire.» Questo l’allarme lanciato oggi in occasione dell’anniversario dell’approvazione della legge 194 da parte del Fronte della Gioventù Comunista (FGC).  Da tempo ormai – spiega Federica Savino, responsabile donne del FGC -  sottolineiamo come l’obiezione di coscienza stia minando sempre più le basi del nostro sistema sanitario nazionale, gratuito ed universale Per questo a partire dalla data simbolica di oggi lanciamo una campagna nazionale negli ospedali, nelle scuole, nelle università, che viaggerà anche sui social network, per sensibilizzare sul problema dell’applicazione reale della legge 194.»

«Ormai nelle strutture pubbliche si è raggiunto lo stato di emergenza. Sempre più reparti che praticano le IVG vengono chiusi o la possibilità di richiederla diviene sempre più difficile. Il numero dei medici obiettori raggiunge in alcune regioni il 90%. E’ chiaro che l’obiezione di coscienza si converte nei fatti in un vero e proprio sabotaggio di un diritto sancito dalla legge, quindi chiediamo la cancellazione dell’art. 9. I consultori familiari nascono per sostenere la maternità, la genitorialità, per informare e per prevenire; non per essere il covo dell’associazionismo cattolico e dei medici obiettori che si muove nel rispetto dei propri principi a discapito delle scelte individuali e del principio dell’universalità del servizio sanitario nazionale.» Leggi il resto

PROTESTA NELLE SCUOLE DI TUTTA ITALIA. FGC: «RITIRO IMMEDIATO DEL DDL»

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Questa mattina, in occasione del voto alla camera del ddl scuola, gli studenti di tutta Italia hanno manifestato chiedendo il ritiro del ddl. Roma, Milano, Palermo, Torino, e molte altre città in cui gli studenti nelle scuole hanno aperto striscioni, realizzato presidi e tenuto assemblee contro la riforma Renzi-Giannini. «La riforma di Renzi chiude un ciclo durato vent’anni, in cui con il ritmo di una riforma a governo si è mirato a smantellare la scuola statale e consegnarla di fatto nelle mani delle imprese» – afferma Paolo Spena, responsabile scuola e università del Fronte della Gioventù Comunista. «Nessuna illusione dinanzi alle aperture di facciata del governo. Nessun emendamento ha modificato e potrà modificare l’impianto complessivo della riforma: restano i pieni poteri al Dirigente Scolastico, le imprese private che finanzieranno le scuole pubbliche al posto dello Stato, un’alternanza scuola-lavoro che sostituisce la formazione tecnica e professionale con un contratto di apprendistato, asservendo la didattica alle singole imprese che ne ricaveranno unilateralmente vantaggio, mentre agli studenti resteranno competenze parcellizzate capaci di assicurare soltanto un futuro da precari.» «Per queste ragioni chiediamo il ritiro immediato del DDL» prosegue Spena «Oggi serve investire sul diritto allo studio, per permettere a tutti di accedere all’istruzione senza ostacoli economici; serve urgentemente un piano di interventi sull’edilizia scolastica di almeno 10 miliardi: temi quasi del tutto assenti dalla riforma di Renzi. La “buona scuola” è buona solo per Confindustria.» Leggi il resto

FGC AL MIUR: RITIRO IMMEDIATO DEL DDL SCUOLA.

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Parte la protesta degli studenti contro l’approvazione del ddl scuola prevista oggi alla Camera dei Deputati. Il Fronte della Gioventù Comunista questa mattina ha esposto uno striscione sulla scalinata del Ministero dell’Istruzione con scritto: «Renzi come Berlusconi. Contro il ddl scuola. No alla scuola dei padroni» In questi giorni il FGC sta racccogliendo nelle scuole 50.000 firme contro il progetto di riforma, che saranno consegnate al governo nei prossimi giorni in occasione dell’arrivo del ddl al Senato. «La scuola italiana ha bisogno di una riforma che vada nella direzione esattamente opposta a quella intrapresa dal governo» dichiara Alessandro Mustillo, segretario nazionale FGC. «Renzi si pone in continuità con le riforme dei governi Berlusconi nella direzione della costruzione di una scuola azienda, con super poteri ai Dirigenti Scolastici e via libera ai privati. L’istruzione tecnica e professionale viene completamente lasciata in balìa degli interessi delle imprese. Nessuna misura reale è prevista per il diritto allo studio, nulla viene detto sul contributo studentesco, sempre più una tassa vergognosa chiesta alle famiglie per mascherare i tagli del governo. Servirebbe un investimento serio nell’istruzione per colmare i problemi di accesso al diritto allo studio di sempre maggiori fasce popolari, con uno sguardo alle grandi differenze territoriali del nostro paese. Creare scuole di serie A e serie B, concedere detrazioni fiscali a vantaggio delle private, sono misure che vanno nella direzione opposta e che mirano alla creazione di un sistema d’istruzione di classe, in cui chi può ottiene una scuola di eccellenza, e chi non ha possibilità economiche è relegato ad un’istruzione dequalificata. In relazione a questo il FGC chiede il ritiro immediato del ddl, perchè nessun emendamento di facciata può modificare l’impianto della riforma.»

 

9 MAGGIO: RIPRISTINARE LA VERITA’ STORICA, COMBATTERE IL REVISIONISMO.

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L’8 e il 9 maggio di quest’anno rappresentano la storica ricorrenza del 70° anniversario della resa della Germania nazista e della vittoria antifascista dei popoli. Una vittoria a cui l’Unione Sovietica e i comunisti hanno dato un contributo essenziale. Per questa ricorrenza, che si celebra a pochi giorni dalla data della nostra liberazione nazionale dal fascismo il FGC ha messo in cantiere una serie di iniziative di informazione e materiale propagandistico per ripristinare la verità storica e combattere contro il revisionismo. Un impegno preso insieme alle gioventù comuniste europee all’ XI MECYO (Incontro Europeo delle Gioventù Comuniste) tenutosi a Francoforte e che ha portato all’importante iniziativa comune della costruzione del sito http://antifascistvictory.com al cui indirizzo è possibile trovare tutte le iniziative delle gioventù comuniste europee per il 70° anniversario della vittoria. Da menzionare anche l’attività svolta dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica per ricordare la ricorrenza e il suo significato nella lotta contro l’imperialismo e per la pace.

Combattere il revisionismo e ogni tentativo di equiparazione tra nazi-fascismo e comunismo significa combattere contro il più potente argomento ideologico che la borghesia utilizza per difendere la sua posizione di dominio di fronte alla crisi del capitalismo. Vuol dire lottare contro un’arma potente che mira a impedire l’organizzazione dei proletari e la stessa possibilità di concepire un’alternativa al capitalismo. Combattere il revisionismo vuol dire fare i contri con la storia nazionale del nostro Paese, che ha avuto enormi responsabilità nella seconda guerra mondiale sotto il regime fascista. Significa costruire le premesse per un avvenire di pace, per rafforzare la lotta contro l’imperialismo e l’azione della classe operaia e delle masse popolari in tutto il mondo nella direzione del socialismo. Ricordiamo il grande contributo dell’URSS e dei comunisti alla liberazione dei popoli, rigettiamo il revisionismo e ogni tentativo di equiparazione!

 

BUONA SCUOLA. FGC: «RITIRO IMMEDIATO DEL DDL»

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Le manifestazioni di oggi segnano un ulteriore segnale importante contro il governo Renzi e la sua politica sulla scuola. Lo sciopero del 5 maggio, e la grande partecipazione studentesca che si sta registrando è l’ultima tappa, in ordine temporale, di una forte opposizione a questa riforma, che nei giorni precedenti ha visto gli insegnanti scendere in piazza e scioperare il 24 aprile, e organizzare centinaia di attività nelle scuole e nelle città.

La partecipazione studentesca alle proteste di oggi si caratterizza in modo particolare per il chiaro segnale che viene mandato al governo: nessuna modifica, nessuna trattativa, ritiro immediato della riforma! Una parola d’ordine che oggi portiamo nelle piazze e nelle scuole, che vuole rompere in modo netto con le ambiguità dei sindacati concertativi, dire chiaramente che gli studenti, i professori e tutti i lavoratori della scuola, non accetteranno l’ennesima trattativa al ribasso, non consentiranno accordi capestro sulle proprie spalle e sul futuro della scuola pubblica, non permetteranno che tutto si riduca ad una lotta di posizione interna a settori del PD. Leggi il resto