UNIVERSITA’. MUSTILLO (FGC): «IL GOVERNO VUOLE UN’UNIVERSITA’ DI CLASSE»

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«Per Profumo 50.000 studenti in meno in un anno non sono abbastanza. L’università nella visione di questo governo e delle forze politiche che lo sostengono deve tornare ad essere una università per pochi» Questa la dichiarazione di Alessandro Mustillo, segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista. «Con il richiamo al merito – continua Mustillo – si nasconde in realtà la selezione di classe che viene attuata. Uno studente dovrà prepararsi contemporaneamente per esame di maturità e test universitario, con materie spesso differenti. È chiaro che tutto questo andrà a vantaggio di chi potrà permettersi ripetizioni private, costose preparazioni ai test, con un’istruzione che diventa nei fatti sempre più inaccessibile a chi non ha adeguate risorse economiche per permettersi tutto questo. Non si tratta – conclude Mustillo –di una decisione isolata ma di una strategia complessiva che trasforma l’università di massa, conquistata con anni di lotte, in un costoso circolo privato per rampolli di buona famiglia.»

LA FOTO DELL’ESQUILINO, L’ILLUSIONE “GIOVANE” DEL CENTROSINISTRA.

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Si è tenuta a Roma la riunione dei segretari delle organizzazioni giovanili del centrosinistra, l’ennesimo tentativo di illudere i giovani italiani, a pochi giorni dall’inutile balletto delle primarie. La “foto dell’esquilino” come è stata definita – in analogia con la foto di Vasto – riunisce i giovani del Pd, di Sel e del PdCI, pronti a correre insieme per un futuro governo di centrosinistra.

Tra bei propositi e tante belle parole, Raciti, Frurfaro ed Arzarello non dicono nulla sul fatto che a partire dal prossimo anni i vincoli europei dettati dal Fiscal Compact, renderanno impossibile qualsiasi politica economica che esca dai dettami della Troika, in modo ancora più stringente di quanto accada oggi. Come se vivessero in un mondo separato snocciolano i loro sogni per il nuovo governo: battaglia sulla precarietà, diritto alla libera informazione, avanzamento dei diritti, dignità del lavoro, fondi per l’istruzione pubblica, reintroduzione dell’articolo 18, patrimoniale (suggerita dalla platea e subito inserita, tanto vale come le altre…). In politica internazionale riconoscimento dello Stato di Palestina, e “modificare l’edificio europeo riportandolo al Manifesto di Ventotene”. Leggi il resto

VALUTAZIONI DEL CN DEL FGC SULLO SCIOPERO GENERALE E SULLA FASE ATTUALE

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La fase che stiamo attraversando è caratterizzata dall’acuirsi della crisi economica, accompagnata dalla totale sfiducia di strati sempre più vasti della popolazione nei confronti del sistema politico parlamentare e delle organizzazioni sindacali. Nonostante le rassicurazioni del governo e delle forze politiche principali, la maggioranza dei lavoratori, degli studenti italiani, dei giovani disoccupati, percepisce chiaramente che non c’è via d’uscita dal tunnel della crisi nelle proposte e nelle misure portate avanti in questi mesi. A questo si aggiunge una consapevolezza iniziale, ancora priva della giusta coscienza politica, del ruolo dell’Unione Europea. Lo sciopero generale del 14 novembre è stato promosso per la prima volta a livello europeo, sebbene le sue parole d’ordine fossero molto arretrate e legate alla visione riformista dei sindacati concertativi europei.

Il primo dato che emerge dalla valutazione dello sciopero generale in Italia è stata la quasi totale assenza del soggetto principale, i lavoratori, dalle mobilitazioni più importanti avvenute a livello nazionale. Il principale sindacato italiano, la CGIL, ha assunto da tempo i connotati evidenti di forza contigua al sistema capitalistico, e politicamente legata in quasi la totalità delle sue componenti ad un progetto di sostegno al partito democratico o a partiti che a loro volta lo sostengono. La stessa dirigenza della FIOM, ritrovata l’intesa con la maggioranza della confederazione in nome di una comune visione politica generale, rientra ormai in questo disegno. D’altra parte i sindacati di base non riescono ancora ad intercettare grandi masse di lavoratori, colpiti dalla critica al sindacato in sé, fenomeno parallelo all’antipolitica, che spinge a ridurre tutto alla stessa matrice concertativa, inefficace, dannosa, rovesciando la critica alle finalità sullo strumento sindacale stesso. Leggi il resto

PISA: FGC BLOCCA JOB MEETING ALL’UNIVERSITA’: «NO ALLA PRECARIETA’»

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«Questa mattina i militanti del Fronte della Gioventù Comunista e del collettivo Aula R hanno manifestato la loro protesta contro la condizione dei giovani nel nostro paese, bloccando il job meeting, l’annuale incontro tra studenti e aziende “per la presentazione di stage, consulenze e programmi di formazione avanzata”, definiti dai manifestanti “tutti modi per mascherare la parola precarietà”. Nel comunicato del Fronte della Gioventù Comunista di Pisa si legge: “Il governo Monti e l’Unione Europea impongono alla nostra generazione un futuro di disoccupazione, precarietà e sfruttamento. Oltre il 35% dei giovani non trova lavoro, gli altri sono privi di diritti e vittime dello sfruttamento capitalista. Il job meeting è il momento in cui si chiude il ciclo di istruzione sempre più di classe ed inizia lo sfruttamento capitalista nel mondo del lavoro; è l’ennesimo esempio del ricatto delle multinazionali sui disoccupati, un lavoro a tempo determinato in cambio dei diritti dei lavoratori. Questo sistema cancella ogni conquista del movimento operaio e studentesco. Ci vogliono così: ad elemosinare un posto di lavoro, per quella o per quell’altra multinazionale, un baratto di merci e di uomini senza fine, quando ci riterranno improduttivi ci butteranno via come scarti. L’unica soluzione – conclude il comunicato –  è la lotta di studenti e lavoratori uniti. Siamo uomini, non merce. »

 

FGC: «12 OTTOBRE CONTRO MONTI E UE»

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“In piazza contro il governo Monti e l’Unione europea”. Così in una nota del Fronte della gioventù comunista, “che parafrasando il testo del trattato Ce è sceso in piazza, nonostante il maltemp o, in diverse città italiane con lo slogan ‘una scuola per pochi la impone l’Europa. Ribellati!’. Un blocco di bandiere rosse con studenti delle scuole al seguito sta iniziando a muoversi nelle vie di Roma, intonando slogan e canzoni”. “Siamo qui per manifestare contro la condizione della scuola e dell’università in Italia – dichiara Lorenzo Lang, responsabile nazionale scuola Fgc – contestando i tagli e il processo di dismissione della scuola e dell’università pubblica, e con esso del diritto allo studio che questo governo sta portando avanti, per osservare le imposizioni dell’Unione europea. La scuola è sempre più una scuola per pochi, con costi insostenibili per le famiglie, dai libri di testo ai contributi”. Leggi il resto

UNIVERSITÀ. MUSTILLO (FGC): « TEST SERVONO A SMANTELLARE LO STATO SOCIALE»

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“L’unica vera funzione del numero chiuso è quella di programmare lo smantellamento dello stato sociale tramite la riduzione del numero di laureati, restringere l’accesso all’università sulla base del reddito e delle possibilità economiche, rubare l’ennesima tassa a studenti e famiglie italiane per mascherare i tagli all’università pubblica. Il merito non c’entra davvero nulla”. questa la dichiarazione di Alessandro Mustillo, segretario dell’FGC. “La programmazione dell’accesso alle professioni non è svolta con carattere neutro, come tutti vorrebbero farci credere, ma sulla base di una precisa volontà economica: smantellare lo stato sociale, a partire dalla diminuzione dei potenziali addetti. Prendiamo il caso della sanità: entro pochi anni il numero dei medici non sarà sufficiente al servizio sanitario nazionale ad assicurare il mantenimento dei livelli attuali di assistenza, a tutto vantaggio del settore privato e a danno di tutti quelli che non possono permetterselo”.

STRISCIONI RIMOSSI. FGC:”FRATI FEDELE SERVITORE”‏

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Gli striscioni di carta contro i test d’ingresso e “l’università di classe” firmati Fronte Della Gioventù Comunista che questa mattina hanno accolto ai cancelli dell’Università “La Sapienza” centinaia di studenti che si apprestavano ad affrontare la prova sono stati rimossi dagli addetti alla pulizia dell’ateneo. “Ancora una volta il rettore Frati con la rimozione affidata agli addetti dell’università degli striscioni di protesta contro i test si dimostra un fedelissimo servitore di questo sistema ingiusto. Non c’è spazio per contestazioni all’università quando bisogna mostrare che tutti sono favorevoli ai test e che i test sono inevitabili. La nostra mobilitazione continuerà in queste ore con volantinaggi nella città universitaria”.

NO AI TEST D’INGRESSO, NO ALL’UNIVERSITA’ DI CLASSE.

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In queste ore in tutta Italia inizieranno i test d’ingresso per l’università e migliaia di studenti si troveranno a dover affrontare questa prova per poter accedere alle facoltà a numero chiuso. Non si tratta di una novità, anche se in questi ultimi anni il numero delle facoltà a numero chiuso è aumentato in modo incredibile e i test si sono diffusi anche nelle facoltà che non prevedono restrizioni sul numero degli iscritti. I media e i politici nazionali presentano il numero chiuso come unica via possibile, ma dietro questa affermazione si nasconde la compiuta realizzazione ideologica di un disegno politico ed economico che mira ad escludere le masse popolari dall’accesso all’università e allo stesso tempo fornire la prima base essenziale per la riduzione dello stato sociale, a partire dal settore sanitario. I test d’ingresso servono dunque a tre scopi: aumentare il carattere di classe dell’università, costruire il presupposto per lo smantellamento e la dequalificazione dello stato sociale, chiedere agli studenti e alle famiglie l’ennesima tassa mascherata per colmare parzialmente tagli e finanziamenti elargiti ai privati. Vediamo in che modo. Leggi il resto