FGC: «100MILA STUDENTI IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO»

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«Centomila studenti sono scesi in piazza in più di 50 città italiane, contro il governo e la nuova maturità» – lo annuncia Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), principale promotore della giornata di protesta. «Si tratta della prima manifestazione nazionale contro il Governo dall’approvazione della legge di bilancio, in cui sono previsti 4 miliardi di tagli all’istruzione. Il Governo continua nel solco dei suoi predecessori e non ha intenzione di cambiare nulla nella Buona Scuola di Renzi. Il ministro Salvini, che ha l’abitudine di mettere alla gogna i giovani che lo contestano, oggi ha pane per i suoi denti».


MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE IN PIÙ DI 50 CITTÀ: «BOCCIAMO IL GOVERNO»

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Cortei studenteschi in tutta Italia contro il nuovo esame di maturità e i tagli alla scuola. Sono più di 50 le città attraversate dalle manifestazioni, nella prima giornata di proteste dopo la manovra gialloverde. Da Torino, Milano, Venezia, Roma, Firenze, Napoli, Cagliari e decine di altri capoluoghi gli studenti attaccano l’esecutivo e le politiche scolastiche con una sonora bocciatura. Nel mirino delle proteste «un esame di maturità stravolto e 4 miliardi di tagli all’istruzione, e ancora il piano “Scuole Sicure” di Salvini che aumenta la repressione». La giornata di protesta, appoggiata dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC), ha raccolto decine di migliaia di adesioni a partire da un video appello dei Presidenti delle Consulte studentesche. Leggi il resto


VENEZUELA. CRIMINALE SOSTEGNO USA A GOLPE, SOSTENIAMO PRESIDENTE MADURO

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Il Partito Comunista (PC) e il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) condannano il tentativo di colpo di Stato in Venezuela e la scelta del governo USA di Donald Trump di riconoscere come presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela il leader dell’opposizione Juan Guaidó, presidente dell’Assemblea Nazionale che oggi si è autoproclamato a capo del Governo.

I fatti delle ultime ore rappresentano l’ultimo tentativo in ordine di tempo delle forze reazionarie, dei monopoli internazionali e della grande borghesia Venezuela, rappresentati politicamente dai gruppi della cosiddetta opposizione, di impadronirsi del potere politico dopo aver perso nuovamente le elezioni presidenziali.

L’ingerenza del governo USA, che con sorprendente rapidità annuncia il sostegno ufficiale a quello che è a tutti gli effetti un tentativo di golpe, è un atto criminale ingiustificabile, che testimonia come ciò che accade oggi sia stato pianificato da tempo. Altrettanto inaccettabile è l’invito ai governi di altri paesi di sostenere l’autoproclamato nuovo presidente.

In queste ore, i comunisti sono al fianco del popolo venezuelano e del suo diritto all’autodeterminazione. Siamo pronti a mobilitarci per sostenere le forze progressiste, i lavoratori e il popolo venezuelano nella legittima lotta per la difesa del processo bolivariano e delle sue conquiste, contro ogni ingerenza imperialista.



22 FEBBRAIO: MOBILITAZIONE DEGLI STUDENTI IN TUTTA ITALIA «BOCCIAMO IL GOVERNO»

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Tagli miliardari all’istruzione e un esame di maturità stravolto, ancora crolli nelle scuole e nessun cambiamento rispetto al passato.
Il tempo per l’indifferenza è scaduto, è ora di mobilitarci e scendere in piazza!
Il 22 febbraio costruiamo in tutta Italia manifestazioni per rispondere agli attacchi del governo e rivendicare una scuola diversa.

1) NUOVA MATURITÀ: BOCCIATA!

La riforma dell’esame di maturità danneggia la scuola, gli studenti e gli insegnanti. Annunciate con pochi mesi di preavviso, le novità sull’Esame di Stato trasformano noi studenti in cavie e spingono gli insegnanti a modificare i programmi in fretta per non arrivare impreparati. Una corsa contro il tempo per un esame svuotato di contenuti e comprensione critica, che non rappresenta i programmi studiati e le nostre capacità. Questa riforma, voluta dal governo Renzi nella Buona Scuola, è un enorme passo indietro per la nostra formazione e trascina la scuola nel baratro del nozionismo. Non vogliamo subire in silenzio l’ennesimo attacco alla scuola pubblica: chiediamo il ritiro immediato della nuova maturità!

2) BASTA TAGLI ALL’ISTRUZIONE

Il governo Lega – Cinque Stelle con la manovra 2019 ha previsto tagli all’istruzione per 4 miliardi di euro. Altro che cambiamento! Ancora una volta si taglia sulla scuola per obbedire all’Unione Europea, come avviene ormai da decenni con la complicità di tutti i governi di centrodestra e centrosinistra. Intanto l’Italia è al 152° posto su 157 al mondo per la spesa pubblica destinata all’educazione, con un abbandono scolastico al 14% in aumento e costi altissimi per le famiglie che lavorano. Il risultato è una scuola in ginocchio, sostenuta dai contributi “volontari” e sempre più classista. Mobilitiamoci per chiedere la cancellazione dei tagli e un’inversione di rotta totale. La scuola deve essere gratuita e lo Stato deve garantire a tutti il diritto allo studio, senza barriere economiche!

3) LE SCUOLE SICURE SONO QUELLE CHE NON CROLLANO

La condizione degli edifici scolastici è disastrosa. Ogni giorno si registrano crolli e basta qualche giorno di maltempo per mettere in crisi le strutture, a discapito della nostra sicurezza e della continuità didattica. Gli edifici non a norma restano migliaia, specialmente nelle periferie e nei quartieri popolari. Come se non bastasse i materiali, le palestre e i laboratori sono spesso assenti o non attrezzati adeguatamente. Di fronte a questa emergenza il ministro Salvini con il piano “Scuole Sicure” stanzia 2,5 milioni per installare nuove telecamere e aumentare i controlli di polizia tra gli studenti. Il risultato è una scuola che continua a crollare, sotto il peso dei tagli voluti dai governi e un clima repressivo utile soltanto alla propaganda di governo. Chiediamo un piano straordinario di finanziamento dell’edilizia scolastica, per la messa in sicurezza reale di tutte le strutture.

4) IL GOVERNO È NEMICO DEGLI STUDENTI: SCENDIAMO IN PIAZZA!

Sono bastati pochi mesi a gettare la maschera. Il “governo del cambiamento” che parlava di abolizione della Buona Scuola ha proseguito sulla strada dei suoi predecessori, adottando tutti i disastri della riforma, dall’alternanza scuola-lavoro ai “presidi-manager”. La repressione degli studenti che protestano per i loro problemi reali è l’unica forma di confronto che questo governo vuole utilizzare, denunciando chi alza la testa. Con la propaganda razzista sull’immigrazione provano a dividerci fomentando una guerra tra poveri per coprire le loro responsabilità politiche, ma questo gioco con noi non funziona. La colpa della della condizione che viviamo è delle politiche europee e delle misure antipopolari, non dei nostri compagni di banco immigrati con cui condividiamo le difficoltà fin da piccoli. Il nemico è il governo che con le sue politiche sta trascinando la scuola sempre più in basso a suon di tagli sui fondi e la didattica. Il tempo per l’indifferenza è scaduto, è ora di scendere in piazza in tutta Italia per respingere le manovre folli, difendere i nostri diritti e lottare per una scuola diversa!


Esame di maturità. FGC: «Studenti come cavie per un esame svuotato»

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Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato oggi a mezzogiorno le materie d’esame alla seconda prova di maturità del 2019. La modalità scelta è del tutto inedita e prevede la cosiddetta “doppia materia”: non sarà più estratta a sorte una delle discipline di indirizzo, ma figureranno insieme in una prova mai sperimentata. Al liceo scientifico l’esame verterà quindi su matematica-fisica, al classico su latino-greco e così via. Una novità che ha suscitato le giuste e immediate critiche di studenti e professori per il suo carattere dequalificante e per le modalità con cui è stata introdotta. Leggi il resto


Torino. Simon Vial (FGC) eletto presidente alla Consulta degli Studenti.

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Lo scorso mercoledì è arrivata la comunicazione ufficiale dei risultati elettorali per il rinnovo del Presidente alla Consulta Provinciale degli Studenti di Torino, avvenuto l’8 novembre. A seguito del dibattito tra i candidati, durato tutta la mattinata, è risultato eletto con il 47% delle preferenze Simon Vial, rappresentante del Liceo Gobetti di Torino e militante del FGC. Con un programma di forte critica alle riforme dei governi, l’elezione di Vial segna un’inversione di rotta nella gestione della Consulta, che «deve diventare megafono degli studenti». Leggi il resto



Trento, alle elezioni universitarie avanzano i comunisti

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La gioventù comunista avanza ulteriormente acquisendo nuovi consensi nelle università. Il 5,5% degli studenti dell’università di Trento, pari a 267 giovani, ha votato comunista alle ultime elezioni universitarie.

«Si tratta di un dato estremamente incoraggiante» afferma Carlo Dimitri, eletto rappresentante degli studenti al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale: «nonostante fosse la prima volta che ci candidassimo, siamo riusciti comunque nell’obiettivo di portare una rappresentanza comunista all’interno dell’ateneo. Ora proseguiremo il nostro lavoro quotidiano con lo stesso slancio che ha caratterizzato questi mesi, convinti che la lotta contro l’università di classe, nemica dei figli dei lavoratori e delle loro famiglie, non possa limitarsi alle stanze degli eletti ma ritornare nelle mani della sola forza in grado di cambiare radicalmente le cose: la gioventù cosciente e organizzata.»



VENERDÌ 16 STUDENTI IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO. CORTEI 30 CITTÀ

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«Le scuole sicure sono quelle che non crollano», con questo slogan gli studenti delle scuole superiori torneranno in piazza per protestare contro il governo e il piano di Salvini per installare telecamere e aumentare la repressione nelle scuole. Annunciati cortei in decine di capoluoghi, tra cui Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli e molte altre piazze per un totale di 30 città. A promuovere e organizzare le principali manifestazioni i militanti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC). Leggi il resto


«Solidarietà al popolo siriano e alla gioventù». Risoluzione della conferenza internazionale di solidarietà WPC-WFDY

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Risoluzione della Conferenza Internazionale per la Solidarietà nei confronti del popolo siriano e della sua gioventù:

Damasco, 30 Ottobre 2018.

Su iniziativa del WFDY e del WPC, 92 rappresentanti dei paesi membri e amici del WPC e WFDY si sono riuniti nella capitale siriana, Damasco, per una missione di Solidarietà con il popolo e la gioventù siriani dal 29 al 31 Ottobre 2018. I partecipanti della missione, rappresentanti di 55 organizzazioni provenienti da 37 nazioni diverse, si sono riuniti il 30 Ottobre nell’Università di Damasco con la partecipazione di 400 giovani e studenti Siriani ottenendo tale risoluzione:

Rendiamo omaggio alla gioventù, agli studenti e a tutto il coraggioso popolo siriano e esprimiamo la nostra completa solidarietà per la sofferenza e i disagi esistenti da oltre 7 anni, durante i quali la Siria ha dovuto fronteggiare una coordinata aggressione imperialista senza precedenti portata avanti da USA, NATO, EU, insieme alla Turchia, allo stato sionista d’Israele e le reazionarie monarchie del Golfo, aventi migliaia di mercenari estremisti armati come strumento per la devastazione e distruzione del paese.

Esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie delle migliaia di vittime che hanno perso la loro vita o che hanno riportato ferite gravi. Denunciamo l’interferenza imperialista, le sanzioni e le manovre che hanno come obiettivo di soffocare il popolo con azioni terroristiche, usando falsi pretesti o notizie false per raggiungere lo scopo di controllare le risorse energetiche, i gasdotti e i mercati per l’interesse dei profitti delle corporazioni multinazionali. Nella loro lotta per assicurare le sfere d’influenza degli imperialisti e dei loro alleati hanno utilizzato qualsiasi tipo macchinazione e azione che hanno condotto ad un massivo dislocamento della popolazione, tanto all’interno del paese quanto nelle nazioni vicine.

Manifestiamo qui da Damasco tutto il nostro supporto al popolo siriano, ai suoi governanti e alle forze armate, e constatiamo con rabbia che, nonostante le importanti vittorie ottenute, migliaia di terroristi fondamentalisti armati sono ancora sul suolo siriano, com’è nel caso della provincia siriana di Idlib. Condanniamo l’invasione e l’occupazione del nord della Siria da parte delle truppe Turche e quelle degli USA e NATO nell’area est dell’Eufrate e della sua base militare a Al Tanaaf vicino al confine tra Siria, Giordania e Iraq. Denunciamo i piani e le azioni imperialiste per la destabilizzazione e divisione del paese in violazione di ogni senso della legge internazionale.

I partecipanti della missione di solidarietà prendono atto, con grande soddisfazione, il ritorno ad una vita normale per il popolo e la gioventù siriana dopo la sconfitta dell’Isis e degli altri gruppi terroristici e sottolineano l’esigenza che sia il popolo siriano l’unico responsabile e incaricato a decidere sul suo futuro e destino, con la sovranità e integrità sociale.

Esprimiamo il nostro profondo rispetto per la tenacia e la ferma resistenza del popolo e dell’esercito siriano, sotto i quali molte città ed aree sono state liberate e speriamo nella completa liberazione del paese, includendo le alture del Golan. Il piano per il violento “cambio di regime” ha fallito grazie alla coesione del popolo siriano, ma i piani sovversivi non si sono fermati. Denunciamo i piani per le nuove provocazioni con il pretesto dell’uso di armi chimiche o di altro genere per la distruzione di massa, che non sono state mai provate.

Le organizzazioni della Gioventù, degli Studenti e della Pace da tutti gli angoli del mondo con le milioni di persone che rappresentano nei nostri paesi stanno dichiarando il nostro incrollabile supporto all’Unione Nazionale degli Studenti Siriani e al movimento siriano dei partigiani della Pace e il nostro impegno alla lotta del popolo siriano fino alla sua finale e completa vittoria.

L’esempio eroico del popolo siriano ci mostra con chiarezza che non importa quanto potente possa apparire ed con quanta forza possa agire il nemico imperialista, esso non è invincibile. Il popolo siriano e la loro lotta costituiscono un esempio e una fonte d’ispirazione per i popoli che combattono le loro giuste cause, per un mondo di pace e giustizia sociale, libero dallo sfruttamento e dalla dominazione imperialista.


«Mai più guerra tra i nostri popoli». Dichiarazione congiunta di FGC (Italia) e KJÖ (Austria) per il 4 novembre 2018.

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«Mai più guerra tra i nostri popoli».

Dichiarazione congiunta di FGC (Italia) e KJÖ (Austria) in occasione del 4 novembre 2018.

A cento anni dalla fine della prima guerra mondiale, viviamo un contesto preoccupante di crescita del nazionalismo. Tra i nostri Paesi sembra soffiare nuovamente il vento della discordia. Militarizzazione e dispute sui confini, respingimento di immigrati e rifugiati, dichiarazioni aggressive tra i rispettivi governi.

Affrontiamo le prime conseguenze dell’affermazione elettorale di partiti nazionalisti in molti paesi europei. Queste forze rispondono agli interessi delle borghesie nazionali che non vedono più nell’Unione Europea e nei tradizionali partiti europeisti un riferimento valido. Tra loro possono unirsi solamente per contrastare i partiti più europeisti, ma la conseguenza ultima della loro ascesa è lo scontro, anche tra paesi governati da altre forze nazionaliste. L’internazionale dei nazionalisti non potrà mai esistere: il nazionalismo porta alla guerra.

Come cento anni fa i monopoli si scontrano per accaparrarsi maggiori quote di profitto, per strapparsi a vicenda quote di mercato, il controllo delle risorse energetiche, le rotte commerciali e quote di debiti pubblici degli Stati. Per un lungo periodo in Europa i principali monopoli si sono trovati avvantaggiati dal mercato comune e dalla possibilità di imporre pesantissime misure antipopolari attraverso i meccanismi dell’Unione Europea. Ora alcuni settori di capitale non vedono più questa convergenza di interessi e la linea di faglia dello scontro tra blocchi monopolistici torna ad attraversare l’Europa.

Le forze nazionaliste sono riuscite a catalizzare in consenso elettorale il risentimento delle classi popolari contro l’Unione Europea e i partiti tradizionali che ne hanno imposto le politiche nei rispettivi paesi. L’immigrazione ha creato il terreno per alimentare una comune propaganda razzista, che divide i lavoratori per il colore della pelle e il paese di origine a tutto vantaggio dei capitalisti.  Ancora una volta la principale responsabilità è da attribuirsi al tradimento degli interessi delle classi popolari venuto da partiti socialdemocratici e opportunisti, responsabili di aver sostenuto la costruzione e il rafforzamento dell’Unione Europea e di aver guidato o partecipato a governi pienamente integrati nel sistema capitalista, artefici delle peggiori politiche antipopolari. Tutto questo unito al consenso verso i partiti nazionalisti permette alla retorica borghese dell’unità e dell’interesse nazionale di fare breccia tra la classe operaia e gli strati popolari, nel tentativo di ingannare milioni di lavoratori e renderli pronti a battersi per l’interesse dei padroni.

Cento anni fa questo spostamento della classe operaia e degli strati popolari alla coda degli interessi borghesi è stato possibile grazie al tradimento storico degli opportunisti e dei partiti socialdemocratici della II Internazionale. Il cedimento di quei partiti di fronte alle false parole d’ordine dei comuni interessi nazionali ha portato milioni di giovani lavoratori e contadini dei diversi paesi europei al consenso verso la guerra e poi a combattersi materialmente per il profitto delle rispettive borghesie nazionali, in un immenso massacro tra popoli. Milioni di giovani sono stati trasformati in carne da cannone dietro la falsa bandiera della difesa nazionale, strappati alla vita e alle proprie famiglie, morendo nelle trincee. Un inutile massacro che non deve più ripetersi.

A cento anni da quegli eventi e in questo momento storico difficile, noi, gioventù comuniste di Austria e Italia, assumiamo un impegno solenne: mai più guerra tra i nostri popoli. Mai più massacro dei giovani e dei lavoratori nel falso nome degli interessi nazionali. Ci impegniamo a combattere ogni tentativo di porre i lavoratori e i giovani delle classi popolari dietro gli interessi dei monopoli. Ci impegniamo ad essere sempre l’avanguardia della lotta delle nostre classi di riferimento per il potere ai lavoratori, per il socialismo e per la sconfitta dell’imperialismo che è la sola garanzia per una pace duratura. Mai più carne da cannone per gli interessi dei grandi gruppi capitalistici!

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“No more war between our peoples”

Joint declaration of FGC (Italy) and KJÖ (Austria) on the occasion of 4 November 2018

One hundred years after the end of the First World War, we are living in a worrying context of rising nationalism. It seems that there is again bad blood between our countries. Militarization and border disputes, refoulement of migrants and refugees, aggressive declarations between the respective governments.

We face the first consequences of the electoral victory of nationalist parties in many European countries. These forces serve the interests of the national bourgeoisies, which are not anymore seeing the European Union and the traditional pro-European parties as a valid point of reference. They can unite only to contrast the most pro-European parties, but the ultimate consequence of their rise is the clash, even between countries governed by other nationalist forces.

The “nationalist International” could never happen: nationalism leads to war.

As one hundred years ago, monopolies are fighting to gain larger profit and market shares, the control of energy resources, trade routes and shares of government debt. For a long time in Europe, the main monopolies were favored by the common market and by the possibility of imposing very harsh anti-popular measures through the EU mechanisms. Now some sectors of capital do not see anymore this convergence of interests and the fault line of the clash between monopolist blocs is again passing through Europe.

The nationalist forces managed to catalyse into electoral consensus the resentment of the working class against the EU and the traditional parties that imposed its policies. Immigration has created a breeding ground for a common racist propaganda, which divides workers on the basis of the skin color and home country, for the benefits of capitalists. The main responsibility is once again attributable to the betrayal of the interests of the working class by the opportunist and socialdemocratic parties, responsible of having supported the foundation and the strengthening of the EU and having led or participated to government which were fully integrated in the capitalist system, architects of the worst anti-popular policies. This, together with the support for the nationalist parties, allows the bourgeois rhetoric of “unity and national interest” to break through the masses and the working class, in an attempt to deceive millions of workers and to get them ready to fight for the bosses’ interest.

 One hundred years ago, this process of the working class’ interests getting in line with the bourgeois interests was possible thanks to the historic betrayal of the opportunists and the social-democratic parties of the Second International. The failure of those parties facing the propaganda on the common national interests led millions of young European workers and peasants to the support for the war and then to the real fight for the profits of the respective national bourgeoisies, to the massacres of peoples. Millions of young people were transformed into cannon fodder, behind the false flag of national defense, taken away from their lives and their families, dying in the trenches. A pointless massacre that should never happen again.

 One hundred years after those events and in this difficult historic moment, we, the Communist youth organizations of Austria and Italy, give a solemn undertaking: no more war between our peoples. No more massacres of young people and workers in the false name of the national interests. We are committed to be always the vanguard of the struggle of our reference classes, for the power to the workers, for socialism and for the defeat of imperialism, which is the only guarantee for a long-lasting peace. No more cannon fodder for the interests of the big capitalist groups!