1 MAGGIO: FAR AVANZARE LA COSCIENZA DI CLASSE DELLA GIOVENTU’

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Le ultime statistiche sul lavoro smascherano l’ipocrisia del discorso del Governo Renzi e dell’UE sulla necessità di flessibilizzare il mercato del lavoro e ridurre tutele e diritti per risolvere la crisi occupazionale che il nostro paese attraversa e che colpisce in modo particolare la gioventù. Il tenue aumento dell’occupazione (+0,3%) registrato a inizio di quest’anno, e tanto sbandierato dal Governo Renzi, si è dimostrato essere nient’altro che il temporaneo risultato di incentivi e decontribuzioni totali o parziali a favore delle imprese, senza le quali le assunzioni sono tornate a calare drasticamente.

L’attacco alla regolamentazione del mercato del lavoro ad opera dei governi di centrodestra e centrosinistra degli ultimi 25 anni (Pacchetto Treu, Legge Biagi, Riforma Fornero e infine il Jobs Act) ha reso fortemente precaria la condizione lavorativa in particolar modo dei giovani: si è triplicato il numero di contratti a termine che per la fascia di età tra i 15 e i 24 anni rappresentano il 60% dei rapporti totali, e di questi sono in continuo aumento i contratti a termine che durano meno di 6 mesi. I rapporti lavorativi che durano da 1 settimana a 6 mesi rappresentano ben il 40% del totale, e un terzo di questi non durano più di una settimana. Leggi il resto



IL 12 MAGGIO BOICOTTIAMO I TEST INVALSI

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Il 12 maggio, come avviene ormai dal 2011, agli studenti del secondo anno delle scuole superiori saranno somministrati i test INVALSI. Mentre le scuole italiane sono ridotte in ginocchio da anni di tagli scellerati, ogni anno si spendono milioni per questi test, presentati come una valutazione del sistema di istruzione ma in realtà funzionali allo smantellamento della scuola pubblica. Le valutazioni INVALSI generano una crescente differenziazione fra scuole di serie A e di serie B e anticipano il progetto di finanziare le scuole – incluse le scuole private -in base alla loro posizione in graduatoria. Una sorta di Robin Hood al contrario, che premia le scuole più prestigiose invece di intervenire su quelle in difficoltà, e che trascinerà le scuole verso una competizione sfrenata pur di accaparrarsi le poche briciole rimaste dopo i tagli di questi anni. Leggi il resto



FGC: «IL 17 APRILE VOTA SÌ»

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Il Fronte della Gioventù Comunista invita a votare Sì al referendum del 17 aprile, chiamando la gioventù a recarsi alle urne e respingere il tentativo dei settori politici del governo, e delle rispettive organizzazioni giovanili, di boicottare il referendum e la partecipazione popolare. Un Sì che vuole infliggere un colpo al sistema di profitto dei grandi monopoli internazionali che in Italia usufruiscono delle condizioni più vantaggiose del mondo, pagando appena il 10% di royalties allo Stato per le concessioni petrolifere. Non si tratta quindi di un attacco ad una fantomatica produzione nazionale di idrocarburi, ma ad un sistema che consente alle multinazionali del petrolio e del gas di depredare parte delle ricchezze del popolo italiano, garantendosi larghi profitti, a discapito della salute e della sicurezza dei mari e della nostra popolazione. Una condizione che contribuisce a danneggiare importati settori economici del paese che danno lavoro a decine di migliaia di persone, dalla pesca al turismo, colpendo con particolare forza i lavoratori, le piccole imprese e cooperative già schiacciate dalla concorrenza monopolistica. Per questa ragione il FGC sostiene con convinzione il voto favorevole e invita i giovani a votare e far votare Sì.  Leggi il resto



Common Announcement of XII Meeting of European Communist Youth Organizations – Annuncio Comune del XII Incontro delle Gioventù Comuniste Europee

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The situation of the youth in our countries continues to deteriorate under the weight of the Capital’s unified policy, the EU and their governments. Unemployment, exploitation, insecurity, cutting the rights and protections achieved in years of the workers movement struggles. Education, health and all forms of social support are transformed into new profit fields for the monopolies and into privileges for those who can afford them. This is the present and the future that capitalism is organizing for the youth of the working class and the popular strata. A present and a future that corresponds to the bourgeoisie need to respond to the capitalist economic crisis trying to increase their profits and their power system.

This dynamic doesn’t know any borders between our countries and is common across the continent. We say clearly to the youth of the working class and the popular strata, that in the context of capitalism we cannot hope for anything better than to become the next generation from whom the bourgeois class is enriched by its work, by its sacrifice, from its blood . Our struggle must start from this condition, developing common struggles appropriate to the current phase to repel the attack and prepare the conditions for the reconstruction of the working movement with a mass participation of youth in order to change the balance of forces.

In the years of the crisis the social inequality has further worsened. On the one hand those who have ownership of the means of production, holding the wealth, and on the other one a huge mass of people who produce that wealth. Through the expansion of the big monopolies at international level, of all the productive sectors, will increase the processes of centralization and concentration of capital in a few hands, and at the same time extends the poverty of the working classes. Youth unemployment is increasing, leaving millions of young people a life of misery. Our enemy is the capitalistic system, the monopoly power, which currently holds the real sovereignty of our lives, and the international imperialist alliances such as the EU and NATO, which are instruments of defense of the interests of Great Capital. Leggi il resto



No Muos: solidarietà a Salvatore

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Il nostro compagno Salvatore Vicario, è stato raggiunto da un avviso di garanzia per l’occupazione della base No Muos del 9 agosto 2014 e 8 agosto 2015.  Le occupazioni delle basi militari sono avvenute al seguito di sentenze che hanno dichiarato l’illegittimità del MUOS e costituiscono a tutti gli effetti un atto di resistenza popolare contro la barbarie imperialista, che mira a trasformare la Sicilia in una piattaforma militare, a danno della salute degli abitanti e contro la volontà di pace espressa dal popolo siciliano e da tutto il popolo italiano. Una volontà che la politica regionale e nazionale continua ad ignorare, concedendo il territorio italiano al servizio della guerra imperialista. Il FGC rinnova la sua solidarietò a Salvatore e agli attivisti NoMuos colpiti dalle misure giudiziarie, ribadendo che le ragioni della lotta NO MUOS sono più forti di ogni tentativo intimidatorio e repressivo. No al Muos, fuori l’Italia dalla Nato, fuori la nato dall’Italia. Leggi il resto



BOICOTTARE I CONTRIBUTI SCOLASTICI: PARTE IN TUTTA ITALIA LA CAMPAGNA DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA

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I contributi che le scuole chiedono ogni anno agli studenti e alle loro famiglie sono ormai un dato strutturale del nostro sistema scolastico, una vera e propria tassa mascherata e “volontaria” solo di nome, spesso imposta attraverso minacce ed intimidazioni. Nonostante ciò, nella “Buona Scuola” di Renzi si continua ad equiparare i contributi scolastici alle generiche “donazioni” erogate alle scuole da soggetti privati, con la precisa volontà di non affrontare questo problema. La verità è che il contributo scolastico in questi anni è stato la leva per imporre tagli sempre maggiori all’istruzione pubblica, che veniva ridotta in ginocchio mentre le famiglie sono state costrette a finanziarla sempre più di tasca propria. Dal 2008 ad oggi sono stati tagliati oltre 20 miliardi di euro alle scuole, e il Governo Renzi non ha portato nessuna inversione di rotta (con la legge di stabilità sono stati tagliati altri 660 milioni all’istruzione). Come conseguenza dei tagli scellerati imposti alla scuola, i contributi sono aumentati del 200% in dieci anni, e oggi ammontano in media a 150 euro. In nome della “autonomia scolastica” (che in realtà significa il disimpegno dello Stato dalla gestione delle scuole pubbliche), le scuole cercano sempre più di “istituzionalizzare” il contributo, legandolo all’iscrizione a determinati indirizzi di studio o vincolando l’accesso a determinate attività formative al pagamento di questa somma. Tutto questo avviene nell’assoluto silenzio complice dei governi che si susseguono.

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«SALARIO E TUTELE PER GLI STUDENTI IN STAGE»: PARTE LA CAMPAGNA DEL FGC CONTRO LO SFRUTTAMENTO IN ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO.

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Con il 2016 si sbloccano i 100 milioni previsti per i progetti di alternanza scuola-lavoro, che interessano gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori per un monte ore di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. Nel frattempo, tutto tace sulla “Carta” che dovrebbe definire i diritti degli studenti in stage, annunciata addirittura per lo scorso settembre.

Ci raccontano che l’alternanza scuola-lavoro serve a combattere la disoccupazione giovanile, ma in realtà a trarne vantaggio sono soltanto le imprese private. Gli studenti vengono ridotti a manodopera a basso costo a disposizione delle imprese, la cui priorità è quella di far fronte alle proprie esigenze immediate e non quella di formare dei lavoratori che abbiano competenze capaci di garantire un futuro stabile. Una realtà che nel mondo del lavoro precario del Jobs Act si traduce in una educazione alla precarietà, altro che lotta alla disoccupazione: sostituendo alla formazione professionale vera e propria la sterile esperienza in azienda con mansioni assolutamente dequalificanti, agli studenti resta solo una “formazione” estremamente parcellizzata.  Le imprese presso le quali gli studenti svolgeranno i tirocini, secondo lo schema previsto dalla riforma di Renzi, saranno in sostanza quelle che, accordandosi col Dirigente Scolastico, elargiranno finanziamenti alle scuole intendendoli come un vero e proprio investimento sulla fornitura di manodopera giovane e priva di diritti. Leggi il resto



FGC: «SOSTEGNO A SCIOPERO DEL 20 NOVEMBRE»

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Il Fronte della Gioventù Comunista manifesta il suo appoggio ai lavoratori in sciopero il 20 novembre. Il governo Renzi appoggiato e sostenuto dalla Confindustria e dai sindacati collaborazionisti ha dimostrato in questi mesi di essere un governo contro i lavoratori. Ha cancellato l’articolo 18, esteso la precarietà ai contratti a tempo indeterminato attraverso il Jobs Act, dato via libera ai demansionamenti, avvallato riduzioni salariali e aumenti degli orari di lavoro.

Con la legge di stabilità il governo si appresta a continuare il trasferimento di ricchezza dai lavoratori ai grandi monopoli. Dopo l’assenza di sei anni del rinnovo contrattuale, l’attuale  governo delle banche, dell’alta finanza e del grande capitale, propone un nuovo contratto con 5 euro di aumento mensili  a fronte di norme che indeboliranno ulteriormente i diritti dei lavoratori, e della conseguenza contestuale  perdita di diritti e servizi del popolo.

Mentre la tassazione sul lavoro resta a livelli stratosferici nessun provvedimento viene introdotto per tassare le rendite finanziarie; ai pochi spiccioli di aumenti corrispondono miliardi di euro nel sostegno delle imprese. Una legge che aumenta le spese militari, ulteriormente incrementate con il pretesto della guerra al terrorismo, per finanziare gli interventi imperialistici in Medio Oriente. Una legge che cancella i fondi all’istruzione, all’università e alla ricerca con 660 milioni di tagli in tre anni.

Il FGC sostiene le forze sindacali che pongono come proprio orizzonte la costruzione del sindacato di classe e la rottura con la logica compromissoria di CGIL, CISL, UIL. Difendiamo la presenza dei sindacati di lotta, anche contro la proposta avanzata dal governo, di comprimere ulteriormente il diritto di sciopero. Respingiamo la retorica dell’unità nazionale che si alimenta con il terrorismo e che diviene il pretesto per comprimere i diritti sociali e le libertà democratiche, a tutto vantaggio dell’azione dei gruppi del capitale monopolistico. Respingiamo le politiche della UE e della Nato e lottiamo per il distacco del nostro paese da ogni alleanze imperialistica.

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LOTTARE CONTRO IL TERRORISMO E L’IMPERIALISMO

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Gli attacchi terroristici a Parigi rappresentano un crimine senza giustificazione verso decine di giovani e lavoratori francesi.  Il terrorismo islamico rappresenta oggi una minaccia reale alla sicurezza dei popoli del mondo, che per anni si è alimentata nelle guerre condotte dagli stati imperialisti in nord africa e medio oriente, che ha potuto contare sul supporto politico, diplomatico, economico e militare di quegli stati che hanno agito e continuano ad agire negli interessi dei propri monopoli. Il sostegno documentato del governo europeo e statunitense a gruppi estremistici di matrice islamica che ne sono divenuti mercenari nella lotta contro alcuni dei governi non allineati, hanno avuto come risultato quello di trasformare la Siria, la Libia, l’Iraq, l’Afghanistan e territori di diversi stati, in polveriere e palestre di addestramento di centinaia di terroristi islamici. Ciò che è accaduto ieri a Parigi succede quotidianamente nei paesi mediorientali e del nord africa, grazie ai risultati degli interventi imperialisti.

Oggi i partiti di governo e l’estrema destra (che si appresta a divenirlo) sono concordi nell’invocare come misure straordinarie la chiusura delle frontiere, l’incremento delle attività militari in africa e medio oriente, la restrizione dei margini delle libertà democratiche nei paesi europei. Queste misure che pure incontrano il favore di una parte della popolazione francese, italiana e di altri stati europei, non sono minimamente in grado di fermare il terrorismo. Sono invece un ottimo pretesto di legittimazione politica per partiti responsabili dell’attuale condizione, che oggi sono travolti dalla crisi economica, e che dietro la retorica dell’unità nazionale cercano di deviare l’attenzione dalle loro responsabilità. Leggi il resto



STUDENTI IN PIAZZA PER LO SCIOPERO GENERALE. FGC: «GOVERNO RITIRI I TAGLI ALL’ISTRUZIONE»

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In occasione dello sciopero generale della scuola proclamato dai sindacati di base, oggi migliaia di studenti hanno manifestato nelle principali città d’Italia, fra cui spiccano importanti capoluoghi come Roma, Torino, Milano, Reggio Calabria. «Soldi alla scuola, non alla guerra», «ritiro immediato dei tagli»: questi gli slogan delle proteste organizzate dal Fronte della Gioventù Comunista, unica organizzazione giovanile ad aver rilanciato questa data.

Bersaglio degli studenti sono infatti i tagli all’istruzione previsti nel ddl stabilità: «Il Governo vuole tagliare altri 660 milioni alla scuola e all’università nei prossimi tre anni, come se gli oltre 20 miliardi tagliati dal 2008 non abbiano già ridotto in ginocchio la scuola pubblica.» – ha affermato Paolo Spena, resp. scuola e università del FGC – «Mentre ci raccontano che i soldi non ci sono, si regalano 27 milioni alle scuole private, si spendono 34 milioni per il nuovo quartier generale della Nato a Bruxelles e l’Italia continua a investire in spese militari, basta vedere il programma FREMM che ci costerà più di 2 miliardi da quest’anno al 2019. I soldi per l’istruzione ci sono, è solo questione di scelte.»

Nel mirino anche la riforma della scuola approvata la scorsa estate: «Una riforma che consegna le scuole nelle mani dei privati e gli studenti alle aziende tramite l’alternanza scuola-lavoro. Vogliamo una scuola realmente gratuita e accessibile a tutti, in cui i libri di testo, i contributi scolastici, le spese chieste alle famiglie, non siano più un ostacolo al diritto allo studio. Per gli studenti in alternanza chiediamo che sia riconosciuta una giusta retribuzione per le ore passate a lavorare in azienda e che sia fissato un orario di lavoro, per impedire che i tirocini si riducano alla semplice manodopera a basso costo per le aziende.» Leggi il resto