IL CAPITALISMO E’ RESPONSABILE DELLA TRAGEDIA DELL’IMMIGRAZIONE.

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Due giorni fa un ultimo drammatico sbarco di immigrati a Lampedusa, ha per l’ennesima volta mostrato al mondo il dramma della condizione di migliaia di persone, costrette a fuggire dalla propria terra, rincorrendo la speranza di un futuro diverso.  Di fronte alla morte di centinaia di donne, bambini, ragazzi morti annegati per sfuggire all’incendio del barcone che li trasportava, nessuno ha potuto far finta di non vedere. Gli sbarchi sulle coste italiane (e non solo) sono in forte aumento in questi mesi, così come sono in aumento gli arrivi di immigrati da terra. Non ci associamo tuttavia al finto paternalismo della politica italiana, che si trincera in un colpevole silenzio di rispetto, che in realtà cela la volontà di distrarre dalla situazione economica e politica del nostro Paese. Non crediamo che in momenti come questi ci sia bisogno di tacere, ma anzi, proprio per rispetto nei confronti di chi è morto, sia necessario dire le cose come stanno, dare nomi e cognomi ai colpevoli, evitare il finto buonismo e il tentativo di chiuderci nella spirale della guerra tra poveri.

La responsabilità dell’immigrazione non è di chi fugge, ma di chi costringe a fuggire. È la responsabilità di chi scatena la guerra, spesso facendo assumere la veste di guerra civile, in nome del possesso di risorse minerarie ed energetiche, del controllo di luoghi ritenuti strategici per gli interessi economici dei grandi monopoli, di chi trasforma beni di prima necessità, come il grano, in oggetto di speculazione finanziaria. La colpa è di chi arma gruppi terroristici, truppe mercenarie, che lungi dal difendere gli interessi dei loro popoli o combattere per la libertà, come i media vorrebbero far credere, costituiscono il braccio armato dei grandi monopoli e dei paesi imperialisti, facendo il lavoro sporco per conto del grande capitale. La storia ed il presente dell’Africa sono costellati di questi avvenimenti, così come recentemente è accaduto anche in Libia e sta accadendo in Siria, paesi che non conoscevano emigrazione, e che oggi vedono la loro popolazione fuggire dalla guerra. Ma questo non è ancora abbastanza. Leggi il resto

UNIRE LE LOTTE. AVANZARE NELLE RIVENDICAZIONI DI CLASSE.

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Il Fronte della Gioventù Comunista sarà presente nelle piazze italiane in appoggio alle mobilitazioni studentesche convocate per il 4 e l’11 ottobre in tutta Italia. I nostri militanti nelle scuole svolgeranno il massimo lavoro per promuovere piattaforme di lotta comune, d’intesa con i collettivi e le associazioni studentesche, che abbiano come filo conduttore la parola d’ordine della lotta contro la scuola di classe, la rivendicazione di una scuola pubblica, gratuita ed accessibile a tutti indipendentemente dalla condizione sociale. Manifestiamo la nostra delusione per la presenza di due date di mobilitazione contrapposte, che riteniamo una forma di frammentazione della lotta, utile solo a ridurre l’impatto delle lotte studentesche e la loro possibilità di incidere realmente. Come FGC lavoreremo al contrario per costruire una reale unità delle lotte, indipendentemente dai soggetti promotori delle mobilitazioni, sulla base di precisi punti di rivendicazione : blocco dei contributi, gratuità dei libri di testo e dei trasporti pubblici, abolizione delle forme di sfruttamento degli stage, boicottaggio dell’invalsi, interventi sull’edilizia scolastica al di fuori dei tagli previsti dal patto di stabilità. Lavoriamo per costruire un movimento studentesco che si ponga, insieme con le rivendicazioni immediate, la prospettiva della trasformazione della società, la rottura dei vincoli imposti dall’Unione Europea, la creazione di un modello di sistema diverso.

Riconosciamo l’assoluta centralità, nel quadro delle mobilitazioni di ottobre, che riveste la convocazione dello sciopero generale del 18 ottobre. Un fatto di assoluta importanza nel momento storico in cui il conflitto capitale lavoro appare in tutta la sua evidenza. Leggi il resto

SCUOLA. FGC: «LA LOTTA INIZIA DAL PRIMO GIORNO DI SCUOLA. »

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Inizia la scuola, comincia la lotta” – questo lo slogan con cui il Fronte della Gioventù Comunista ha annunciato l’inizio dell’agitazione politica nelle scuole sin dai primi giorni di apertura.«Ad accogliere gli studenti nelle scuole ci saranno volantini, striscioni e megafoni dei nostri militanti» annuncia Paolo Spena, Resp. Scuola del FGC «inizia per gli studenti un altro anno difficile, che si è aperto con un ulteriore incremento del costo dei libri di testo. I vincoli imposti dall’Unione Europea impediscono di intervenire nella messa in sicurezza dell’edilizia scolastica, il tutto mentre le scuole pubbliche vengono ormai finanziate dalle famiglie, costrette a pagare contributi “volontari” sempre più elevati, e le scuole private ricevono corposi finanziamenti pubblici.» «Abbandono scolastico al 20% e sempre più studenti che scelgono la scuola superiore in base alle possibilità economiche della famiglia: questo è quanto si cela dietro la “meritocrazia” tanto invocata negli ultimi anni» aggiunge Spena «Con un diritto allo studio che è sempre più un’esclusiva per chi può permetterselo non possiamo che confermare la parola d’ordine della lotta alla scuola di classe. Nel nostro futuro c’è solo precarietà, sfruttamento e disoccupazione, e questo non cambierà senza la lotta a un sistema fondato sul profitto, che è oggi il maggiore ostacolo alla creazione di una scuola di tutti e per tutti capace di garantire un futuro dignitoso a tutta la nostra generazione. Per questo sin dal primo giorno di scuola inviteremo gli studenti a lottare per la conquista del proprio avvenire, più che mai coscienti che nelle condizioni attuali soltanto la lotta paga.» Quanto alla recenti misure del governo per Spena: «si tratta di poche briciole in confronto a quello che è stato tolto in tutti questi anni, che non risolvono assolutamente la situazione. Ci sono poi alcune ombre che stiamo analizzando e sulle quali ci pronunceremo nei prossimi giorni.»

A Roma la prima azione promossa dal Fronte della Gioventù Comunista, all’ingresso del Liceo Socrate, simbolo delle lotte studentesche di questi anni, nel primo giorno di riapertura ufficiale delle scuole nel Lazio, dove gli studenti sono stati accolti da una ventina di militanti del FGC con volantini, striscioni e fumogeni.

TEST INVALSI AL VIA LA PROTESTA DEGLI STUDENTI.

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«Difendi la scuola pubblica, boicotta i test Invalsi» Con questo slogan è partita oggi in tutta Italia la campagna contro i quiz di valutazione delle scuole voluti dal ministero dell’istruzione, che il 16 maggio coinvolgeranno migliaia di studenti del secondo anno delle scuole superiori. Iniziative si segnalano nelle principali città italiane: Roma, Milano, Napoli, Palermo, Firenze e in molti capoluoghi di regione e provincia.

«I test Invalsi sono funzionali allo smantellamento della scuola pubblica – afferma Paolo Spena, responsabile nazionale scuola del Fronte della Gioventù Comunista – puntano a differenziare il finanziamento economico delle scuole, creando le premesse per una separazione sempre più marcata tra il livello dei diversi istituti, lì dove al contrario sarebbe necessario intervenire per livellare queste differenze e creare una situazione omogenea e di qualità. Inoltre – afferma Spena –  i test preparati dall’Invalsi sono figli della cultura dei quiz che non lascia alcuno spazio all’elaborazione critica da parte dello studente, non tengono conto delle differenziazioni tra indirizzi di istituti e licei, generano un cambiamento nella tipologia dell’insegnamento, che si sposta sempre di più sul modello dei quiz, proprio in preparazione dell’Invalsi.»

Per queste motivazioni il Fronte della Gioventù Comunista invita gli studenti a boicottare le prove, consegnando in bianco o dando risposte che rendano il test inservibile, precisando che Presidi e Professori non hanno alcun potere di imporre le prove agli studenti, e che le eventuali minacce di sanzioni disciplinari che si stanno registrando in molti casi, sono prive di qualsiasi appiglio legale.

Dal FGC si invitano inoltre i professori ad aderire in blocco allo sciopero dell’interna giornata convocato dai sindacati di base. «In questi giorni – conclude il comunicato – su tutto il territorio nazionale sono previste iniziative di informazione sotto le scuole per invitare gli studenti al boicottaggio, per difendere la scuola pubblica. »

SAVINO: « FONDAMENTALE IL RUOLO DELLE DONNE COMUNISTE»

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Troppo spesso i media e la politica riempiono i loro palinsesti e le loro vuote dichiarazioni di sdegno e di dissenso nei confronti di quella che è una enorme piaga della nostra società attuale: la violenza contro le donne e in particolare quello che è stato definito femminicidio. Ci si dimentica invece di frequente di ricordare il ruolo dei comunisti nelle lotte portate avanti dalle donne e dagli uomini in favore di una parità di genere che, in questo sistema, non sembra essere in fondo ben vista e realmente auspicata. Infatti la donna è ancora, innegabilmente, vittima di un immaginario che la rende schiava o della propria condizione di moglie e madre o peggio del proprio corpo. Non sono né le quote rose né tanto meno una semplice carica istituzionale che risolvono un problema di ben più profonda radice politica, economica, sociale e culturale. Come si può affermare perciò che, nonostante tutto, le socialdemocrazie occidentali siano riuscite a raggiungere una accettabile parità dei sessi, se ancora oggi, nel 2013, si vieta invece un corteo in ricordo di una giovane studentessa freddata a Roma il 12 Maggio 1977 perché manifestava, anche, in nome di quella parità di genere di cui oggi tutti e troppi si fanno portavoce, in favore di un corteo organizzato da fascisti e rappresentati di un becero mondo cattolico con slogan e istanze svilenti e offensive per le donne e la società intera?

Le giovani donne del Fronte della Gioventù Comunista lottano e lotteranno per difendere le conquiste ottenute in questi anni e rivendicare il ruolo rivoluzionario che abbiamo nella lotta per superare questo sistema economico fondato sullo sfruttamento dell’uomo e della donna. Consce del fatto che solo in una società socialista otterremo la piena autonomia e libertà!

Federica Savino (Resp. naz. Donne, Comitato Centrale FGC )

La disperazione produce la rabbia. La coscienza l’organizzazione e la vittoria.

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 Non sappiamo forse non sapremo mai tutto ciò che c’è da conoscere su quanto accaduto oggi a Palazzo Chigi. I media puntano da subito a dipingere l’uomo che ha sparato come un malato mentale, un “pazzo”, uno “squilibrato”. Non crediamo in questa versione iniziale, chiaramente improntata ad una strategia difensiva. Ma a prescindere dall’atto in sé, dalle motivazioni private, dalla persona, ci interessa mettere in luce come l’atto di oggi sia sintomo di un diffuso disagio sociale, frutto di anni di tagli, di disoccupazione a livelli impensabili, di assenza di prospettive future per la maggior parte della popolazione, di sfiducia complessiva nei confronti di questo sistema politico. Chiunque di noi conosce bene questi sentimenti, conosce la disperazione che sta montando tra i giovani, tra i lavoratori, tra quanti hanno perso in questi mesi il posto di lavoro. Leggi il resto

25 APRILE, ORA E SEMPRE RESISTENZA.

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Questo 25 aprile il Fronte della Gioventù Comunista sarà in piazza in molte città italiane. Sebbene per tanti di noi non sarà la prima volta, lo sarà per la nostra organizzazione, nata poco meno di un anno fa. La gioventù comunista ha oggi il compito di rilanciare un’idea della Resistenza che non sia l’appiattimento allo stato di cose presente. Per anni commemorazioni istituzionali, parate di politici di ogni schieramento, hanno contribuito a rendere il 25 aprile una data priva di significato, intrisa solo di falsa retorica istituzionale, con la perdita progressiva degli ideali e dei valori che spinsero decine di migliaia di giovani a combattere per un futuro diverso. L’Italia di oggi non è il frutto della Resistenza, ma del suo tradimento. Chi lottò, in molti casi dando la propria vita non aveva certo in mente di farlo per un’Italia in cui la libertà non coincidesse con la giustizia sociale. L’Italia del capitalismo che distrugge i diritti dei lavoratori, del futuro nero per i giovani, di un sistema politico sempre più distante dalle masse, non era certo l’idea di Italia che i partigiani volevano costruire. Leggi il resto

CON NAPOLITANO I POTERI FORTI SONO AL SICURO.

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La riconferma di Napolitano alla Presidenza della Repubblica è un chiaro segnale di rassicurazione per gli equilibri del sistema economico ed internazionale, che una classe politica commissariata ed asservita consegna a garanzia del proseguimento delle politiche di macelleria sociale imposte dall’Unione Europea. Napolitano è stato il perno del disegno economico politico imposto dal capitalismo e dall’Unione Europea, traghettando l’Italia al commissariamento con il governo Monti, e che oggi si appresta a fare altrettanto con un governo di larghe intese, che potrà solamente incrementare le politiche di attacco ai diritti dei lavoratori, i processi di dismissione del sistema pubblico, a partire dall’istruzione e della sanità.

Quanti oggi gridano al golpe della “partitocrazia” dovrebbero piuttosto capire le profonde ragioni economiche che si celano dietro questa scelta. Il sistema dei partiti oggi additato come responsabile di questa condizione è in realtà l’ultima ruota del carro, l’esecutore di una precisa volontà che parte dai poteri economici. Confondere il complice con il mandante equivale oggi a difendere il sistema.

Chi lo fa continua ad illudere le masse, a confondere il campo di scontro oggi in atto. Non ci appassiona l’indignazione per la mancata vittoria di Rodotà, un personaggio politico che non viene dalla nostra storia, come molti hanno affermato, ma dal tradimento della nostra storia, come Napolitano e tutto il gruppo dirigente del PDS-DS – PD. Un uomo di sinistra, quale che sia, è utile oggi a dare un volto nobile e amico, alle politiche di attacco ai nostri diritti. Compito fondamentale dei comunisti oggi è quello di trasformare l’indignazione per l’elezione del Presidente della Repubblica, nella consapevolezza del significato economico e politico che questo comporta, nella preparazione alla lotta contro le misure del prossimo governo. Ai giovani che in queste ore manifestano contro la decisione del PD di non votare Rodotà, ricordiamo che il Partito Democratico ha compromesso ogni sua credibilità, già nell’aver promosso e votato in questi anni alcune tra le peggiori riforme contro i diritti dei lavoratori, contro la scuola e l’università pubblica, nella direzione della privatizzazione di servizi sociali assicurati alla popolazione.

Invitiamo fin da domani tutti i nostri militanti a spiegare queste ragioni, a lavorare nelle scuole, nelle facoltà, nei luoghi di lavoro, affinché si mettano in luce le vere ragioni alla base di questa scelta e le prospettive che ci attendono in futuro, rifuggendo dalle facili spiegazioni date dai media e dal tentativo di dirigere la giusta protesta ed indignazione contro la riconferma di Napolitano, nel solco del confronto tra personalità o del prodotto della partitocrazia.

Dichiarazione della Segreteria Nazionale del Fronte della Gioventù Comunista.

COLLETTIVO PUTILOV: «COSTRUIAMO FGC A FIRENZE.» 

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Mai come in questo momento si è mostrata su scala globale tutta la potenza e la violenza dell’avversario di classe nei confronti del proletariato internazionale, un proletariato che si presenta oggi in forme e composizioni tecniche estremamente complesse, non più riconducibile solo all’operaio di linea ma a settori sempre più estesi di lavoratori del terziario, del pubblico impiego, della scuola e dell’università. La crisi che stiamo vivendo e pagando è la crisi strutturale di un sistema nella sua fase estrema (quella dell’imperialismo e del capitalismo finanziario), che per salvare la propria armatura economico-statale è disposto a distruggere e a decimare i suoi stessi fattori produttivi: uno sterminio che oggi si chiama precarizzazione; impoverimento; smantellamento di diritti conquistati in anni e anni di lotte; distruzione delle forme di rappresentanza, della sicurezza sul lavoro; taglio di fondi all’istruzione, alla ricerca, alla spesa pubblica, alla sanità; annientamento progressivo dello stato sociale fino alla messa in discussione e sovvertimento delle stesse leggi della democrazia formale e sostanziale borghese.  Leggi il resto

Statuto del FGC

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PREAMBOLO.

Il Fronte della Gioventù Comunista è l’organizzazione rivoluzionaria dei giovani lavoratori, degli studenti, dei giovani senza lavoro, che lottano contro il capitalismo, per la costruzione della società socialista. Fa propria la storia del movimento operaio e l’esperienza del movimento comunista internazionale, trae insegnamento dal sacrificio e dallo spirito di dedizione che tanti giovani diedero alla Resistenza e dai loro ideali, nella lotta quotidiana per la costruzione di un’Italia libera e socialista. Promuove il coordinamento e l’unità delle forze comuniste a livello internazionale, a partire dalle organizzazioni giovanili. Si impegna nello sviluppo di relazioni con le gioventù comuniste di tutti i paesi e con le principali organizzazioni rivoluzionarie ed antimperialiste, nonché con le organizzazioni internazionali dei lavoratoti, degli studenti e dei giovani che lottano per la costruzione del socialismo e la difesa dall’imperialismo. È antifascista e combatte ogni forma di razzismo e discriminazione. Educa i suoi militanti alla conoscenza della storia del movimento operaio, alla formazione politica marxista leninista, al lavoro quotidiano nella lotta per la conquista del socialismo.

ISCRIZIONE

Può iscriversi al Fronte della Gioventù Comunista ogni giovane di età compresa tra i 14 ed i 35 anni, che abbia effettuato il periodo di prova e che accetti il presente statuto e gli obiettivi delineati nel preambolo. L’iscrizione avviene su base individuale, in relazione al luogo di lavoro o di studio abituale del militante. Nessuna adesione ad organizzazioni, collettivi, partiti, comporta automaticamente l’iscrizione al Fronte della Gioventù Comunista. È consentito il doppio tesseramento o adesione con collettivi, organizzazioni e partiti, che hanno linea politica compatibile con quella del Fronte, alla condizione tassativa di svolgere il lavoro giovanile esclusivamente con il Fronte della Gioventù Comunista, secondo la linea politica stabilita dal congresso nazionale e dagli organismi dirigenti ad ogni livello. In ogni caso resta fermo il diritto dell’organizzazione di rifiutare il tesseramento al richiedente, previo parere della commissione nazionale di garanzia e motivazione del rifiuto. Leggi il resto