PROTESTA IN TUTTA ITALIA CONTRO IL TEST DI MEDICINA. FGC: «NUMERO CHIUSO FUNZIONALE A TAGLIARE SULLA SANITÀ PUBBLICA A VANTAGGIO DEL PRIVATO»

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Questa mattina, nella giornata dei test di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) ha realizzato azioni di protesta nelle principali città universitarie in cui si teneva il test, fra le quali spiccano Roma, Milano, Torino, Firenze, Palermo e Padova. «Ci raccontano che il numero chiuso serve a valorizzare i meritevoli e a razionalizzare le risorse, ma nulla potrebbe essere più falso» – ha dichiarato Paolo Spena, resp. università del FGC – «Meno medici e infermieri servono e serviranno a chiudere o ridimensionare le strutture sanitarie pubbliche, che oggi sono già mandate avanti da giovani lavoratori, infermieri e specializzandi, che compiono sacrifici enormi accettando turni disumani e straordinari non pagati pur di non arrecare danno ai pazienti. Il tutto è funzionale allo smantellamento della sanità pubblica, che avviene nel contesto della dismissione dello stato sociale imposta da UE, BCE e FMI.»

«Come spesso avviene» – ha continuato Spena – «la dequalificazione di un servizio pubblico prepara il terreno per la sua privatizzazione: a trarre guadagno da queste politiche sarà infatti la sanità privata. Il numero programmato ha senso se alla base c’è l’idea di pianificare l’inserimento nel mondo del lavoro per i neolaureati, oggi invece si punta a trasformare il diritto alla salute in un lusso per pochi. Noi crediamo che la sanità pubblica debba essere difesa dalle logiche del profitto che dominano questo sistema, svincolata dagli interessi dei grandi gruppi economici, e lottiamo per una società in cui la sanità sia davvero al servizio di tutti».

AL VIA IL 3° CAMPEGGIO NAZIONALE DEL FGC

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Inizia lunedì 1 agosto la 3° edizione di «Guerrilla» il campeggio nazionale del Fronte della Gioventù Comunista. Il campeggio si terrà a Roccella Jonica nella splendida cornice delle coste ioniche della Calabria. Un appuntamento di formazione politica, discussione, sport, musica e divertimento che vedrà la partecipazione di militanti del FGC da ogni parte d’Italia. I principali temi in discussione quest’anno riguarderanno il ruolo della gioventù comunista nel processo di ricostruzione comunista in Italia, e le specificità del lavoro nella gioventù. Molta attenzione sarà data come di consueto ai temi internazionali con una vasta discussione sulla fase attuale e sugli obiettivi strategici della nostra organizzazione. Si discuterà ovviamente anche delle prospettive di lotta immediate del movimento studentesco e delle rivendicazioni e delle lotte dei lavoratori. Anche quest’anno non mancheranno le attività sportive e le attività musicali, valorizzando le capacità dei militanti del FGC, e saranno proposti tre film sul tema della Resistenza Antifascista, scelto come argomento quest’anno. Per seguire le principali attività e i resoconti delle giornate di Guerrilla basterà seguirci sui social network.

FGC: «IL 17 APRILE VOTA SÌ»

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Il Fronte della Gioventù Comunista invita a votare Sì al referendum del 17 aprile, chiamando la gioventù a recarsi alle urne e respingere il tentativo dei settori politici del governo, e delle rispettive organizzazioni giovanili, di boicottare il referendum e la partecipazione popolare. Un Sì che vuole infliggere un colpo al sistema di profitto dei grandi monopoli internazionali che in Italia usufruiscono delle condizioni più vantaggiose del mondo, pagando appena il 10% di royalties allo Stato per le concessioni petrolifere. Non si tratta quindi di un attacco ad una fantomatica produzione nazionale di idrocarburi, ma ad un sistema che consente alle multinazionali del petrolio e del gas di depredare parte delle ricchezze del popolo italiano, garantendosi larghi profitti, a discapito della salute e della sicurezza dei mari e della nostra popolazione. Una condizione che contribuisce a danneggiare importati settori economici del paese che danno lavoro a decine di migliaia di persone, dalla pesca al turismo, colpendo con particolare forza i lavoratori, le piccole imprese e cooperative già schiacciate dalla concorrenza monopolistica. Per questa ragione il FGC sostiene con convinzione il voto favorevole e invita i giovani a votare e far votare Sì.  Leggi il resto

No Muos: solidarietà a Salvatore

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Il nostro compagno Salvatore Vicario, è stato raggiunto da un avviso di garanzia per l’occupazione della base No Muos del 9 agosto 2014 e 8 agosto 2015.  Le occupazioni delle basi militari sono avvenute al seguito di sentenze che hanno dichiarato l’illegittimità del MUOS e costituiscono a tutti gli effetti un atto di resistenza popolare contro la barbarie imperialista, che mira a trasformare la Sicilia in una piattaforma militare, a danno della salute degli abitanti e contro la volontà di pace espressa dal popolo siciliano e da tutto il popolo italiano. Una volontà che la politica regionale e nazionale continua ad ignorare, concedendo il territorio italiano al servizio della guerra imperialista. Il FGC rinnova la sua solidarietò a Salvatore e agli attivisti NoMuos colpiti dalle misure giudiziarie, ribadendo che le ragioni della lotta NO MUOS sono più forti di ogni tentativo intimidatorio e repressivo. No al Muos, fuori l’Italia dalla Nato, fuori la nato dall’Italia. Leggi il resto

MUSTILLO (FGC): «BONUS 500 EURO E’ ELEMOSINA SPOT»

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«L’idea di promuovere l’accesso alla cultura per i giovani sarebbe iniziativa lodevole se avesse carattere strutturale e non di elemosina, che sa tanto di spot elettorale – questa la dichiarazione di Alessandro Mustillo, segretario nazionale FGC -  Non dimentichiamo che mentre con una mano Renzi promette i 500 euro con l’altra toglie 660 milioni alla scuola e all’università nella legge di stabilità. Critichiamo poi l’idea del contributo a pioggia indipendentemente dalla condizione di partenza. Dividere in parti uguali tra diseguali è la più grande ingiustizia che si possa fare. Sarebbe molto più utile impegnare quei fondi nella copertura delle borse di studio, quando ancora oggi migliaia di studenti che avrebbero i requisiti si vedono negare la borsa di studio per mancanza di fondi stanziati.

Sostenere il diritto dei giovani all’istruzione, alla cultura, alla valorizzazione del tempo libero – continua la nota -  vuol dire pianificare una società nella quale sia data a tutti la possibilità di accedere all’istruzione senza spese (libri di testo, contributi…); di frequentare studi universitari o corsi professionali senza differenze di classe che impongano la scelta; di avere un sistema culturale improntato alla diffusione della cultura e non al profitto dei gruppi monopolistici delle case editrici, musicali, cinematografiche; di avere una diffusione della cultura e dello sport nei quartieri attraverso strutture pubbliche adeguate. Vuol dire anche sostenere questi diritti abbattendo i costi dei trasporti pubblici; assicurare un lavoro stabile e non precario per consentire di pianificare la propria esistenza; avere una casa senza doversi caricare mutui insostenibili. Questa idea di futuro che noi comunisti abbiamo per la gioventù è in antitesi con l’attuale società, con il profitto privato, con le forze politiche che difendono questo sistema.

Una politica di questo tipo  – conclude Mustillo – avrebbe ben altro impatto sociale rispetto ad un bonus unico versato in un solo anno.  Combatterebbe realmente il disagio presente in larghi strati della gioventù, spesso lasciati nel totale disagio, al consumo di droga e all’abuso di alcol nei quartieri popolari come unica – apparente – alternativa alla condizione attuale. La gioventù italiana sa bene che il governo Renzi con una mano da un contributo fittizio e con l’altra sta cancellando il futuro di intere generazioni. Rigettare la politica spot è un atto di coscienza e maturità politica, per una generazione che non si accontenta delle briciole, ma che vuole prendere in mano il proprio destino.» Leggi il resto

FGC: «SOSTEGNO A SCIOPERO DEL 20 NOVEMBRE»

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Il Fronte della Gioventù Comunista manifesta il suo appoggio ai lavoratori in sciopero il 20 novembre. Il governo Renzi appoggiato e sostenuto dalla Confindustria e dai sindacati collaborazionisti ha dimostrato in questi mesi di essere un governo contro i lavoratori. Ha cancellato l’articolo 18, esteso la precarietà ai contratti a tempo indeterminato attraverso il Jobs Act, dato via libera ai demansionamenti, avvallato riduzioni salariali e aumenti degli orari di lavoro.

Con la legge di stabilità il governo si appresta a continuare il trasferimento di ricchezza dai lavoratori ai grandi monopoli. Dopo l’assenza di sei anni del rinnovo contrattuale, l’attuale  governo delle banche, dell’alta finanza e del grande capitale, propone un nuovo contratto con 5 euro di aumento mensili  a fronte di norme che indeboliranno ulteriormente i diritti dei lavoratori, e della conseguenza contestuale  perdita di diritti e servizi del popolo.

Mentre la tassazione sul lavoro resta a livelli stratosferici nessun provvedimento viene introdotto per tassare le rendite finanziarie; ai pochi spiccioli di aumenti corrispondono miliardi di euro nel sostegno delle imprese. Una legge che aumenta le spese militari, ulteriormente incrementate con il pretesto della guerra al terrorismo, per finanziare gli interventi imperialistici in Medio Oriente. Una legge che cancella i fondi all’istruzione, all’università e alla ricerca con 660 milioni di tagli in tre anni.

Il FGC sostiene le forze sindacali che pongono come proprio orizzonte la costruzione del sindacato di classe e la rottura con la logica compromissoria di CGIL, CISL, UIL. Difendiamo la presenza dei sindacati di lotta, anche contro la proposta avanzata dal governo, di comprimere ulteriormente il diritto di sciopero. Respingiamo la retorica dell’unità nazionale che si alimenta con il terrorismo e che diviene il pretesto per comprimere i diritti sociali e le libertà democratiche, a tutto vantaggio dell’azione dei gruppi del capitale monopolistico. Respingiamo le politiche della UE e della Nato e lottiamo per il distacco del nostro paese da ogni alleanze imperialistica.

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LOTTARE CONTRO IL TERRORISMO E L’IMPERIALISMO

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Gli attacchi terroristici a Parigi rappresentano un crimine senza giustificazione verso decine di giovani e lavoratori francesi.  Il terrorismo islamico rappresenta oggi una minaccia reale alla sicurezza dei popoli del mondo, che per anni si è alimentata nelle guerre condotte dagli stati imperialisti in nord africa e medio oriente, che ha potuto contare sul supporto politico, diplomatico, economico e militare di quegli stati che hanno agito e continuano ad agire negli interessi dei propri monopoli. Il sostegno documentato del governo europeo e statunitense a gruppi estremistici di matrice islamica che ne sono divenuti mercenari nella lotta contro alcuni dei governi non allineati, hanno avuto come risultato quello di trasformare la Siria, la Libia, l’Iraq, l’Afghanistan e territori di diversi stati, in polveriere e palestre di addestramento di centinaia di terroristi islamici. Ciò che è accaduto ieri a Parigi succede quotidianamente nei paesi mediorientali e del nord africa, grazie ai risultati degli interventi imperialisti.

Oggi i partiti di governo e l’estrema destra (che si appresta a divenirlo) sono concordi nell’invocare come misure straordinarie la chiusura delle frontiere, l’incremento delle attività militari in africa e medio oriente, la restrizione dei margini delle libertà democratiche nei paesi europei. Queste misure che pure incontrano il favore di una parte della popolazione francese, italiana e di altri stati europei, non sono minimamente in grado di fermare il terrorismo. Sono invece un ottimo pretesto di legittimazione politica per partiti responsabili dell’attuale condizione, che oggi sono travolti dalla crisi economica, e che dietro la retorica dell’unità nazionale cercano di deviare l’attenzione dalle loro responsabilità. Leggi il resto

STUDENTI IN PIAZZA IL 13 NOVEMBRE PER LO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA. FGC: «GOVERNO TAGLIA ALTRI 660 MILIONI A SCUOLA E UNIVERSITÀ»

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Il Fronte della Gioventù Comunista parteciperà alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 13 novembre, organizzando la mobilitazione degli studenti in occasione dello sciopero generale della scuola, e promuoverà nella stessa giornata cortei studenteschi nelle principali città d’Italia. Riteniamo positiva la convocazione di uno sciopero della scuola da parte dei sindacati di base, mentre i sindacati confederali, con la CGIL in prima linea, dichiarano apertamente di “non volere un autunno caldo” e dimostrano di non aver nessuna intenzione di portare avanti la lotta lo smantellamento della scuola pubblica da parte del Governo Renzi.

La legge di stabilità presentata lo scorso 25 ottobre in Senato nasconde una riduzione dei fondi del Ministero dell’Istruzione di 661,2 milioni in tre anni, una cifra che in media è dieci volte superiore ai tagli operati sui fondi degli altri ministeri, mentre si regalano altri 27 milioni alle scuole private. Nello stesso triennio il Governo programma di spendere circa 2 miliardi e 300 milioni di euro per l’acquisto delle navi da guerra FREMM, e continua a stanziare un budget di oltre 13 miliardi per i caccia F-35. L’ennesima dimostrazione di come, al di là dei grandi proclami, il Governo Renzi operi in assoluta continuità con i tutti i governi precedenti, attuando le stesse politiche dei governi Berlusconi che scaricavano sulla scuola il costo delle politiche di austerità, nell’interesse dei grandi monopoli europei. Leggi il resto

UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA PER LA SCUOLA E IL FUTURO.

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Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia contro la riforma del governo Renzi, per rivendicare una scuola gratuita e realmente accessibile a tutti. Le manifestazioni di oggi si sommano a quelle dello scorso 2 ottobre, che già avevano visto la presenza di migliaia di studenti nelle maggiori città italiane. La gioventù comunista è stata in prima fila nelle lotte di queste settimane, dando un contributo essenziale alla riuscita di molti cortei. Nelle scuole l’opposizione alla riforma è largamente maggioritaria. Si contesta in particolare il sistema dell’alternanza scuola lavoro, che aumentando le ore di stage nelle aziende fino a 400 all’anno trasforma le scuole in una sorta di centri di impiego d manodopera a costo zero, con grandi vantaggi per le aziende che ne usufruiranno. La riforma di Renzi completa quel ciclo di distruzione portato avanti congiuntamente dai governi di centrodestra e centrosinistra, sulla base delle indicazioni della UE. Nessuno sa cosa sia la strategia di Lisbona o il processo di Bologna, ma è lì che si sono decise le sorti dell’istruzione in Italia. L’apertura ai privati che oggi viene garantita dalla riforma, condizionerà scuole sempre più in cerca di risorse e strozzate dai tagli del governo aumentando la divisione tra scuole di serie A e scuole di serie B.

Già oggi la scuola italiana è una scuola classista. Un quarto degli studenti non si diploma e abbandona gli studi. La scelta dell’indirizzo scolastico non avviene sul “merito” che tanto viene sbandierato dai media, ma per la condizione di classe. Libri di testo, contributi scolastici, spese per i trasporti, con agevolazioni e borse di studio tagliate a causa dei vincoli europei, costituiscono ostacoli insormontabili. Con la riforma si acuiscono le contraddizioni nelle scuole, si apre ad una completa differenziazione: già fioriscono sezioni speciali nelle scuole, con corsi a parte e contributi più alti, che si contrappongono ad una scuola sempre più dequalificata.

Oggi avanza tra gli studenti la consapevolezza che non esistono margini di riformismo in questo sistema politico ed economico, che la condizione della scuola italiana riflette gli interessi padronali e le politiche della UE. Mentre si taglia sulla scuola aumentano le spese militari in uno scenario di contrapposizione tra potenze imperialiste con guerre aperte come in Siria e Ucraina. Nelle manifestazioni di oggi la gioventù comunista ha portato la sua contrarietà a Trident Juncture la più grande esercitazione militare della Nato dalla fine della guerra fredda, che vede la partecipazione dell’Italia con soldati, mezzi e basi militari. «Soldi alla scuola, non alla guerra» lo slogan gridato nelle nostre piazze e condiviso da migliaia di studenti. La lotta nelle scuole proseguirà in questi mesi, anche attraverso le elezioni studentesche che nelle prossime settimane avranno luogo in tutta Italia, e certamente nelle mobilitazioni che saranno organizzate. Il FGC sarà in prima linea, come oggi, per rivendicare una scuola pubblica, gratuita, accessibile a tutti, la rottura con le politiche della UE e della Nato.

La segreteria nazionale invia un grande apprezzamento per il lavoro svolto dalle federazioni. In particolare ai compagni che hanno costruito la mobilitazione di oggi, a partire dalle scuole, parlando con gli studenti, portando avanti assemblee, discussioni, volantinaggi, attacchinaggi nelle città, e contribuendo a radicare sempre di più il FGC tra gli studenti e le nuove generazioni, dimostrando che i comunisti ci sono e che le nostre parole d’ordine ottengono un consenso sempre più di massa tra la gioventù.

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FGC: NELLE PIAZZE STUDENTESCHE AZIONI CONTRO LE ESERCITAZIONI NATO.

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Nel mirino della gioventù comunista anche le esercitazioni NATO. In diversi cortei sono stati esposti striscioni contro il progetto “Trident Juncture” iniziato lo scorso 3 ottobre e sono seguiti volantinaggi contro la guerra. Oggi si spendono pochi spiccioli per il diritto allo studio e l’edilizia scolastica, ma la priorità dell’Italia è quella di giocare alla guerra contro la Russia. Il Governo mantiene stanziato un budget di 13 miliardi per gli F-35, una cifra vicina a quella che servirebbe per finanziare la ristrutturazione urgente dell’edilizia scolastica. Non accettiamo che si continui a tagliare sul nostro futuro: soldi alla scuola, non per la guerra imperialista.